Quello che gli uomini non dicono, ma sopportano! #uominituttolanno – parte I

 

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Pur essendo donna, ammetto che non sempre riesca ad essere solidale con alcune rappresentanti del gentil sesso, soprattutto con gli esemplari, sempre più diffusi, di donna eternamente lamentosa, isterica e proibitrice. Con questo non voglio dire che anch’io non cada o non sia caduta in alcuni dei più fastidiosi atteggiamenti che i poveri uomini sono costretti a tollerare per amore e per il buon andamento di una relazione sentimentale. Uno dei miei slogan di vita, infatti, è: “Autocritica, sempre!”. Di sicuro esistono donne che, al contrario, a fare autocritica rispetto ai propri comportamenti, non ci pensano neanche un secondo, partendo dalla certezza assoluta, di avere sempre e comunque ragione. Trascorsa la festa della donna, ho sentito, quindi, il bisogno di spendere un po’ del mio tempo e qualche parola in difesa del genere maschile, tanto spesso bistrattato (da me in primis, in questo periodo della mia vita!). Insomma, esiste pur sempre l’altro lato della medaglia. E in questo caso si tratta degli adorabili portatori del cromosoma Y, quelli senza i quali le donne, oltre che non poter procreare, non avrebbero uno dei più quotati argomenti di cui parlare e per il quale sprigionare quantità industriali di adrenalina.

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Passiamo quindi in rassegna i primi 5  peggiori tormentoni ai quali le donne sottopongono i loro compagni.

1. Lo shopping.

Certo, esistono uomini che, vuoi per passione per la moda e l’abbigliamento, vuoi per narcisismo, o per gelosia, perché non lascerebbero mai uscire le loro donne da sole (anche chiamati i siciliani degli anni ’20), trovano lo shopping un momento piacevole o addirittura di svago. Ammettiamolo, si tratta della minoranza. Nella maggior parte dei casi, la fatidica domanda “tesoro, stamattina che siamo liberi, ti va di andare a fare qualche spesa?”, è seguita nella mente maschile da una visione apocalittica, che si traduce nella risposta sommessa: “Certo, tesoro!”. Soprattutto quando l’uscita è programmata perché lo shopping lo faccia solo lei. “Devo assolutamente comprare un borsa nuova”, “Mi manca un paio di scarpe da abbinare all’abito per il matrimonio a cui siamo stati invitati”, “Non so cosa mettere per il lavoro, i mezzi tempi mi mandano in crisi”. Qualsiasi sia il pezzo mancante, la donna ha sempre una necessità impellente, che richiede tempo, km a piedi, concentrazione e gli immancabili consigli del compagno. E se, malauguratamente, l’uomo non approva un acquisto, il confine tra il muso lungo e il litigio è davvero labile. “Quindi non mi sta bene? Di’ la verità, è perché sono ingrassata!”. “Quando mai ne hai capito di moda, tu?”. Solo per citare le espressioni più gettonate. E li vedi disarmati, impotenti, frustrati, sudati, contare i minuti alla fine dello strazio e lanciarsi tra di loro occhiate complici, in file interminabili alle casse, fuori ai camerini di prova, con uno smartphone come unico “salvatore”, da consultare rigorosamente di nascosto per il rischio di ricevere l’accusa di risultare distratti. Ragazze, ma perché, dico io, sottoporli a questo supplizio? Valutate la possibilità di cambiare, almeno una tantum, l’accompagnatore: amica, mamma, sorella? O magari optate per una bella passeggiata da sole in tutta tranquillità! Ah, dimenticavo! Le buste degli acquisti? Ovviamente le porterà lui. “Sono troppo stanca, amore!”.

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2. Il ciclo mestruale

Arriva ogni mese o almeno così sperano le donne che, di avere una gravidanza, non se lo sognano minimamente, se non nei loro peggiori incubi (che poi quelli degli uomini sono di gran lunga peggiori!). Lo sappiamo. Lo aspettiamo. Ma come un fulmine a ciel sereno ci coglie sempre impreparate. Un tripudio di sintomi, la lacrima facile, l’incazzatura pure. “Non è colpa nostra, è colpa della tempesta ormonale”, si difendono alcune. E quale occasione migliore di lamentarsi di tutto e di tutti se non i fatidici 5 giorni (più o meno) del mese? Peccato che per molte donne, davvero, il “problema” non siano quei 5 giorni, ma insieme a loro, i restanti dell’intero mese, il che equivale a dire quasi tutti i giorni dell’anno. Ci sono l’ovulazione, la sindrome pre-mestruale, le mestruazioni e poi la fase post-mestruale(“sono stata troppo male questo mese, devo assolutamente riprendermi in questi giorni, mi sento fiacca!). Uomini, davvero, avete la mia più totale comprensione, il mio sostegno indiscusso. In “quei” giorni possiamo diventare veramente insopportabili, moleste, addirittura: ci sono l’acida, l’isterica, la depressa, la cioccolata-dipendente e chi più ne ha, più ne metta. E poi c’è lei. La peggiore di tutte. Quella che pensa di avere una malattia mortale: non esce, trascorre la giornata a letto, quasi non mangia, non si lava (perché alcune donne credono ancora di non poter fare la doccia o lo shampoo, vi giuro!) e, specie d’inverno, è sommersa da Kg di lana o di pile e non scoprirebbe mai un solo cm del suo corpo; insomma, è morta e non lo sa. Il suo compagno è la vittima designata a subire ogni santissimo mese lo stesso copione e per giunta, deve simulare una certa sorpresa perché non gli sia detto che è un insensibile ed un maschilista. Forza e coraggio, ragazzi, in fondo 5 giorni (ammesso siano solo 5) passano presto!

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3. Le attese infinite

L’attesa ad un appuntamento è uno dei capitoli più tragici della relazione uomo-donna, soprattutto nella fase di fidanzamento, quella in cui è lui ad andare a prendere lei per uscire insieme. Qui, lo ammetto, cado di brutto. Sarei curiosa di sapere negli anni il totale dei minuti(?)di ritardo che ho fatto….potrebbe trattarsi di giorni, ahimè! Non so se esistano donne puntuali con i loro uomini, ma per me, ritardo e donna vanno a braccetto. In piedi sotto il portone, seduti in auto ad ascoltare la musica o a messaggiare (neanche la gelosia ha potere su di noi), appoggiati allo scooter, se ne stanno pazientemente e puntualmente (loro!) ad attenderci e guai se al nostro arrivo tentano di lamentarsi. “Volevo solo essere bella per te! Neanche questo apprezzi, potresti farmi un complimento di tanto in tanto”. Cosa rispondere a questo punto? Nulla! Incassare e silenzio! E guai se nell’attesa ci chiamano più volte. “Ti ho detto che faccio 5 minuti di ritardo, perché continui a chiamarmi ogni quarto d’ora? Mi fai solo fare ancora più tardi e non so se ti conviene. Aspettami, che faccio subito!”. Una tortura che si ripete uguale a se stessa, 10, 100, 1000 volte; inizio a pensare che esista un gene del ritardo e che lo ereditino solo le donne. Non mi resta che fare “mea culpa” pubblicamente a nome mio e dell’intero genere femminile. Almeno, impegniamoci affinché il risultato valga l’attesa, soprattutto quando l’uomo rischia il congelamento acuto.

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4. I bagagli delle vacanze

“Amore è che tu sei forte, io non riesco a portare tutto da sola e ho già la borsa e il beauty case!”. Peccato che lui debba portare la sua valigia e quella (magari fosse soltanto una!) della sua compagna. La scena si ripete ad ogni viaggio. Lui che porta con sé l’indispensabile o poco più e lei che svuota letteralmente l’armadio, la scarpiera, il bagno di casa, una sorta di trasloco insomma. Affaticato e sudato, lui, per amore di lei, mette a dura prova la sua massa muscolare, solo perché a lei possa non mancare nulla per essere “perfetta” in ogni circostanza, in campeggio, sulla spiaggia, in città. Peccato che poi, la lei in questione, usi solo un terzo di ciò che ha infilato nei suoi bagagli fino a farli scoppiare. Ma si sa, deve poter scegliere l’outfit più adeguato e non è che sia questione da poco. Se non è amore questo?!

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5. Il proibizionismo

Le donne “proibizioniste” sono tipicamente quelle fidanzate/sposate con i cosiddetti uomini “zerbino”, quelli che sarebbero disposti a sopportare tutto, ma proprio tutto, per non perdere la loro dolce (?) metà. Quindi, in questo caso, le colpe sono da dividere al 50%. Serate con gli amici e partite di calcio sono del tutto bandite. Raramente può essere fatto uno strappo per qualche ora trascorsa a giocare alla playstation o per inviare la formazione del fantacalcio, non senza l’accusa di essere infantile. Qualsiasi attività che non sia il lavoro, che lo tenga lontano da lei, non è ammessa, nel modo più categorico. “Quel poco tempo che abbiamo a disposizione lo DOBBIAMO trascorrere insieme, altrimenti il nostro rapporto non ha più senso”. Catastrofe, cataclisma. E lui rinuncia a qualsiasi spazio di libertà pur di non mettere in crisi il rapporto, sperando in cuor proprio di avere per sempre la stessa pazienza. Ma se c’è una cosa che molte donne proprio non tollerano, costringendo gli uomini ad un perenne autocontrollo, al quale volentieri si vorrebbero sottrarre almeno in qualche momento (giusto per ricordare i bei tempi selvaggi dell’adolescenza) sono quelle, chiamiamole così, piccole libertà del tutto maschili. Non scendo nei particolari, confido nella vostra fervida immaginazione. E allora ergo a “mito assoluto” il caro, vecchio, ragioniere Fantozzi e il suo grido di combattimento, espressione alta del libero arbitrio maschile: “calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato, rutto libero”.

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A presto con le prossime 5 torture!

http://www.mygenerationweb.it/201503092295/articoli/agora/al-femminile/2295-quello-che-gli-uomini-non-dicono-ma-sopportano-uominituttolanno-–-parte-i

 

 

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L’uomo “ideale” dalla A alla Z (più o meno) parte I

Sì, d’accordo l’uomo ideale non esiste. Lo so. Lo sappiamo. Ma non è detto che, tra mille difetti, non possa esistere chi ha un bel po’ di doti, più o meno manifeste, o magari nascoste tra le pieghe dell’anima, visibili solo a chi riesce a penetrare nel suo intimo più profondo. Del resto, le cose belle, non sono sempre così facilmente accessibili.

A ognuno la sua “lista” di qualità, attitudini, comportamenti, atteggiamenti. Questa è la mia! Buona lettura! E se avete proposte alle lettere H, Q, Z, fatevi avanti!

A come: attraente

Forse non è un caso che voglia partire proprio da qui. Attrazione. Che bella parola! Trovare un uomo attraente(così come una donna) non è cosa facile, almeno per me, al momento. Un uomo attraente non è detto sia bello(la bellezza non mi interessa molto), anzi molto spesso gli uomini oggettivamente belli risultano altrettanto saccenti e si pongono arbitrariamente su un piedistallo, dal quale, personalmente, possono anche precipitare. L’uomo attraente è quello che non puoi fare a meno di notare, quello magnetico, che ti attira come una calamita, il cui profumo ti fa impazzire, il cui sguardo ti porta ad immaginare….. Di solito, l’attrazione è reciproca, primordiale, inspiegabile e da lì può partire la magia, soprattutto quando l’attrazione, oltre che fisica, è mentale. Insomma, è il prerequisito indispensabile ad andare avanti.

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Se lo (ri)conosci, lo eviti!

UOMINI DA EVITARE – PARTE I

L’IPOCONDRIACO (in napoletano l’appocundriaco)

L’ipocondriaco, per chi non lo sapesse (non si sa mai!), è colui il quale non solo lamenta sempre qualche sintomo, ma soprattutto crede di soffrire di gravi patologie e di conseguenza entra frequentemente in uno stato di agitazione, sofferenza ed ossessività. Va detto, per onestà intellettuale, che anche molti studenti di medicina appartengono temporaneamente alla categoria…..sì, studiamo troppe patologie e tra tante, qualcuna in cui possiamo scovare qualche sintomo in comune con quelli che sporadicamente lamentiamo, esiste al 100%. Appunto, sporadicamente. L’ipocondriaco non sa invece cosa sia un sintomo sporadico, i suoi sintomi sono perenni, solo che viaggiano di organo in organo, con una velocità media variabile. L’uomo ipocondriaco porterà in vacanza più medicine che mutande, per un semplice mal di pancia preferirà, per scrupolo, fare un’eco addome, il suo raffreddore in realtà sarà una broncopolmonite, crederà di avere un “male incurabile” al cervello per un paio di giorni di mal di testa. Lui conosce a memoria l’intero manuale di medicina interna e studia approfonditamente su internet le più disparate e rarissime malattie. Le ha tutte. Una alla volta o due, tre contemporaneamente. La sua compagna vivrà in uno stato di perenne allarme, lo accompagnerà frequentemente al pronto soccorso e subirà interminabili telefonate a sfondo sanitario, manco fosse fidanzata con Luciano Onder (ormai ex di Medicina 33)! Al ristorante le verrà consigliato di non mangiare l’insalata perché potrebbe non essere ben lavata e di non bere vino perché potrebbe scatenarle un’allergia. “Se ci sentiamo male entrambi, chi ci accompagna in ospedale? Almeno tu devi stare bene!” Se avete una spiccata tendenza a svolgere la professione di infermiera, o, da brave appassionate di Candy Candy da bambine, vi immolerete a Crocerossina, è sicuramente l’uomo che fa per voi. Immaginate già il comodino accanto al suo letto quando andrete a vivere insieme…..un tripudio di compresse effervescenti, integratori multivitaminici, cerotti antinfiammatori, termometro, garze! Al contrario, se ci tenete alla vostra salute e volete risparmiare su medici, analisi ed indagini varie, tenetevene bene a distanza, perché sarà una vita di inferno. Anzi, finirà per far ammalare pure voi.
Ah! La sua commedia preferita? “Il malato immaginario” di Molière! Se sarete fortunate, magari, vi porterà a vederla a teatro!

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Improbabili tecniche di abbordaggio

Si sa. La vita per una donna single è dura di questi tempi. Soprattutto quando mette piede fuori di casa per trascorrere una serata, che sia tra sole donne o con amici. Non mi è mai capitato di uscire con l’intento di conoscere qualcuno (tanto se l’avessi fatto di sicuro non mi sarebbe riuscito!) e alla luce della mia esperienza personale, posso dire che gli incontri più belli sono davvero quelli del tutto inaspettati. Tipicamente sono quelle sere in cui non hai voglia di uscire ma per qualche misterioso motivo ti ritrovi ad un passo dal Paradiso e poi benedici il cielo per esserti data una mossa, vestita e truccata. Sì, lo so, sto esagerando, ma mi è successo davvero!

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In media accade che, serate che non sembrano promettere nulla di buono, a conti fatti, siano le più proficue. Ci si diverte, si conoscono persone nuove e magari anche qualcuno di interessante. Ammetto che accade sempre più di rado. C’è, a mio avviso, un problema fondamentale. Gli uomini non sanno più avvicinarsi alle donne. Non mi sento di colpevolizzarli al 100% solo per una ragione. Perché esistono donne che non fanno le donne. Interessare una donna che non si conosce, solo avvicinandosi e scambiando quattro chiacchiere, non è cosa facile per tutti. Sicuramente i più timidi e inesperti vivranno questa situazione con un po’ di disagio. Il loro “problema” si risolve magicamente se è una donna ad avvicinarsi a loro. Il risultato? Non si cimentano più in quella che per secoli è stata un’arte! Certo, negli anni sono cambiate le location, ma è stata sempre la donna a ricevere all’inizio le attenzioni di un corteggiatore. Che poi l’incontro tra i due potesse essere stato già stabilito è un altro discorso e comunque credo che anche in quel caso il maschietto cercava perlomeno di darsi da fare. A proposito di un salto nel passato, ve lo ricordate il timido, improbabile e imbarazzatissimo approccio di Massimo Troisi con la sua bella in “Non ci resta che piangere”?

Cosa succede invece ai giorni nostri. Se ne vedono davvero di belle (si fa per dire!). “Ciao. Ci sei su facebook?”. Quante volte negli ultimi due anni mi sono trovata di fronte individui che hanno tentato questo sfortunato e triste approccio! Le prime volte mi sono detta che forse stavano scherzando o che avessi beccato dei tipi veramente stupidi ma col tempo ho capito che per molti, non tutti per fortuna, chiedere il contatto facebook rappresenta il modo per “rompere il ghiaccio”. Peccato che non funzioni affatto. Il ghiaccio, più che rompersi, diventa un iceberg. E al tipo, oltre a sbatterci contro, non resta nient’altro da fare se non girare i tacchi ed andare via. Mi chiedo come sia possibile non avere neanche un argomento, uno solo, per poter iniziare una conversazione. Di solito, quelli che usano la strategia social network, sono comunque i più “inceppati”. Quelli che potrebbero scriverti di tutto, persino poesie d’amore (ovviamente cercandole su Google) ma dal vivo non riescono nemmeno a reggere lo sguardo, figurarsi se riescono a pronunciare una frase di senso compiuto! In definitiva non so se mi facciano più pena o tenerezza.

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