Mostra omaggio a Pino Daniele. Un viaggio attraverso la napoletanità.

locandina

Quando un gruppo di artisti napoletani di riconosciuta fama coopera per realizzare un progetto comune, sostenuto dalla professionalità e dalla voglia di esprimere la propria creatività, al di là di logiche di interesse meramente economico, ma piuttosto per un fine sociale, il risultato, nella stragrande maggioranza dei casi, non può essere che positivo.

Queste le premesse di Io vivo come te, la mostra omaggio a Pino Daniele, inaugurata il 19 marzo, nel giorno in cui il musicista napoletano, improvvisamente scomparso lo scorso 4 gennaio, avrebbe compiuto 60 anni. Da qui la decisione di celebrare la sua “napoletanità” attraverso 60 immagini, scatti di incredibile valore artistico e simbolico, ad opera di 10 fotografi, di differente età e formazione, uniti dal comune denominatore di vivere un rapporto viscerale con la propria città, la stessa contraddittoria Napoli di Pino Daniele.

Eduardo Castaldo

Le fotografie, quindi, non ritraggono né l’uomo Daniele, né il cantautore ma sono un’occasione preziosa viaggio attraverso le pieghe più nascoste e meno raccontate della nostra città. Una città che, pur essendo sempre stata riconosciuta come polo culturale di inestimabile valore, tanto in Italia quanto nel mondo, presenta anche nel campo artistico quelle stesse difficoltà che la caratterizzano in altri e probabilmente più noti e discussi aspetti.

Claudio Morelli

E non è un caso, quindi, che a fungere da cornice naturale per l’allestimento della mostra sia uno dei tanti luoghi simbolo del centro storico di Napoli, patrimonio dell’Unesco, la Chiesa seicentesca di San Biagio Maggiore, laddove si incontrano due tra le vie più caratteristiche, via San Gregorio Armeno e via San Biagio dei Librai. La Chiesa è sede, insieme con la contigua San Gennaro all’Olmo, e Palazzo Marigliano della fondazione Giambattista Vico, dove opera l’associazione culturale Domus Memini.

Roberto Salomone

Il progetto fotografico è stato fortemente voluto dal fotografo Francesco Ciotola, che ha provveduto anche alla sua realizzazione insieme con Luigi Fedullo, Mario Spada e Angela Verrastro. Lo stesso Ciotola ha affermato con entusiasmo che tutti i fotografi facenti parte del collettivo hanno risposto con incredibile entusiasmo e immediato assenso alla “chiamata”, all’invito ad essere parte di questo originale evento culturale che, come prevedibile, ha catturato l’attenzione del pubblico.

Biagio Ippolito

Non solo colleghi fotografi tra coloro che hanno partecipato alla conferenza stampa, all’inaugurazione e che stanno visitando la mostra in corso, ma soprattutto “semplici” cittadini, sostenitori o meno di Pino Daniele, curiosi che percorrono le vie del centro storico, tanti giovani, famiglie, turisti attratti tanto dalla bellezza del sito ospitante quanto dalle fotografie. Ed è proprio in virtù del riscontro più che positivo che la mostra sta riscuotendo, che la stessa sarà probabilmente prorogata oltre la data prevista inizialmente del 2 aprile, a distanza di due settimane dall’inaugurazione. Inaugurazione che è stata senza dubbio impreziosita dai contributi musicali video, realizzati per l’occasione, da Raiz e Fausto Mesolella e dalla partecipazione dello scrittore napoletano, ormai celebre a livello internazionale, Maurizio De Giovanni. Il suo intervento, come c’era da aspettarselo, è stato tutt’altro che scontato; le sue riflessioni sono apparse completamente in linea con lo spirito della mostra e ne hanno sottolineato aspetti che sarebbero potuti passare inosservati ai più. Quello che emerge osservando attentamente e con lo sguardo dell’anima piuttosto che dell’intelletto-imprescindibile elemento quando ci sia accosta a qualsiasi forma d’arte-è un misto di malinconia, dolore, emarginazione, solitudine, perfino invisibilità di persone e luoghi, elementi questi che connotano purtroppo e per fortuna Napoli, tingendola di sfumature che vanno ben oltre e coesistono con altri, sicuramente importanti, aspetti della nostra città: colore, allegria, folclore, calore, partecipazione, passione.

Mario Spada

La scelta di Io vivo come te come nome della mostra è da ricercare nel lavoro personale dell’ideatore del progetto, Francesco Ciotola, che sceglie proprio l’omonimo brano di Daniele per rendere il suo omaggio al compianto musicista partenopeo, a sottolineare che il suo rapporto con Napoli si avvicina fortemente a quello di Pino Daniele. Ci sono amore e odio, appartenenza e rifiuto, voglia di rimanere e di andar via, di lottare e di gettare la spugna, in un duello infinito da cui spunta la creatura più straordinaria, la composizione, musicale o fotografica che sia. Del resto lo stesso Pino Daniele, dopo aver per molti anni cantato la sua Napoli e tutte le sue realtà contraddittorie, ha scelto di “abbandonarla” in cerca di una dimensione più serena, elemento questo che ha segnato una sorte di confine ideale tra il prima e dopo Napoli nella sua produzione artistica.

Francesco Ciotola

I fotografi che espongono le loro opere non potevano non concentrarsi sulla musica di Daniele degli anni napoletani, scegliendo come fonte di ispirazione per i loro lavori brani diventati veri e propri “manifesti” di napoletanità, da “Bella ‘Mbriana” a  “Je so’ pazzo”, da “Lazzari felici” a “Il mare” e ancora “Aria”, “Alleria”, “Na tazzulella ‘e cafè”, “Appocundria”. Ciascun artista, quindi, affronta un diverso tema, dal mare al tempo, dalla follia all’aria, passando per le diversità, come suggerito da ciascuna canzone, permeata della straordinaria sensibilità di Pino Daniele, con una visione unica, personale e altrettanto sensibile, tutta da ammirare. La riflessione degli artisti, che nasce da particolari, volti e luoghi di Napoli, si estende attraverso le immagini all’umanità tutta, “inserendosi nel dibattito sulla contemporaneità”.

Daniele Veneri

A Pasquale Autiero, Stefano Cardone, Eduardo Castaldo, Francesco Ciotola, Luigi Fedullo, Biagio Ippolito, Claudio Morelli, Roberto Salomone, Mario Spada e Daniele Veneri, va il merito di aver reso omaggio a Pino Daniele nella più autentica essenza dell’arte, la stessa di cui il cantautore è stato grande protagonista e di averlo fatto con grande umiltà, impegno, rispetto e senza clamore. Altro grande merito è senza dubbio aver regalato ai napoletani e non solo (è infatti disponibile un QR code per la visualizzazione delle opere sul web) un’occasione imperdibile per riconciliarsi con la fotografia, termine, oggi, fin troppo maltrattato e abusato per riferirsi a quanto di più lontano da essa esista.

Pasquale Autiero

Luigi Fedullo

Stefano Cardone

http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=15997 

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La prima volta da addetto stampa – Mostra fotografica in omaggio a Pino Daniele

Io vivo come te è un omaggio fotografico per celebrare la vita e la carriera di Pino Daniele, il più

grande rappresentante di una napoletanità “altra”, nel giorno del suo 60° compleanno. Una

reunion di suoi sostenitori, prima ancora che autori riconosciuti, persone che, come lui, ben

conoscono le difficoltà di fare arte e cultura a Napoli e, nonostante ciò, diffondono nel mondo il

nome della città come luogo di creatività.

Io vivo come te racconta, così come la musica e le parole di Pino Daniele, la profonda conoscenza

di un territorio ed, allo stesso tempo, l’esigenza di rinnovamento di una “forma mentis”

fortemente ancorata al passato, che si esprime attraverso immagini di storie diverse che parlano

al pubblico.

60 immagini di 10 autori, 10 storie per 10 canzoni, visioni personali sostenute da un comune

denominatore: l’esigenza di espressione di forze creative di una città, sempre a metà tra tradizione

e rinnovamento. Un intreccio di immagini d’autore con contributi di musicisti internazionali che,

con la loro arte, ripercorreranno la musica di Pino.

Io vivo come te è, dunque, un progetto che si inserisce nel dibattito sulla contemporaneità. Il fine

sociale è offrire spunti di riflessione per andare oltre, sorvolando logiche semplicistiche,

didascaliche o meramente descrittive di un luogo, così come della vita stessa.

La città si pone, come nelle canzoni di Pino Daniele, sullo sfondo; quella città, musa ispiratrice

che ha, a sua volta, omaggiato il poeta come solo Napoli avrebbe potuto fare. Nei giorni

immediatamente successivi alla sua inaspettata scomparsa, da tutte le botteghe, negozi e bar, da

tutte le case, è risuonata forte soltanto la sua voce, al di là di ogni polemica.

Io vivo come te è un ulteriore omaggio al grande Pino, un atto d’amore incondizionato nei suoi

confronti, ma anche per la città, i suoi abitanti e l’umanità tutta.

 

 

L’inaugurazione della Mostra avrà luogo il 19 marzo 2015, giorno del 60° compleanno di Pino,

alle ore 18:00, nella sua Napoli, nel centro storico, cuore pulsante della città e luogo dove il

cantautore è nato, cresciuto, mosso i primi passi e laddove sono nate tutte le sue canzoni più

intense e significative, sempre a metà tra un grido di aiuto ed un atto di riconoscenza.

 Il progetto sarà presentato per la prima volta presso la chiesa seicentesca di San Biagio Maggiore,

sita in via San Gregorio Armeno 35/39, che è stata recentemente riaperta al pubblico e funge da

sede della Fondazione Giambattista Vico, luogo simbolo del centro storico di Napoli, riconosciuto

patrimonio dell’Unesco.

 

 

La diffusione delle opere verrà amplificata attraverso una galleria QR-Code che sarà disponibile,

dal giorno dell’inaugurazione, alle comunità di napoletani all’estero, così da riavvicinarli alla

propria città d’origine.

 

Fotografie di:

–           Pasquale Autiero

–           Stefano Cardone

–           Francesco Ciotola

–           Luigi Fedullo

–           Biagio Ippolito

–           Claudio Morelli

–           Roberto Salomone

–           Mario Spada

–           Daniele Veneri

–           Eduardo Castaldo

 

 

Nel giorno dell’ inaugurazione, la Mostra sarà introdotta dallo scrittore Maurizio De Giovanni e

sarà arricchita dai preziosi contributi musicali di Raiz e Fausto Mesolella.

 

La partecipazione di tutti gli artisti è a titolo gratuito, così come la sede della Mostra e la visita

alla stessa.

 

L’ evento avrà una durata di due settimane e sono previsti un aperitivo inaugurale e la distribuzione

di un catalogo delle opere.

 

Il 18 marzo, alle ore 18:00, presso l’ex Asilo Filangieri di Napoli, in vico Giuseppe Maffei 4,

avrà luogo la conferenza stampa, con presentazione degli artisti coinvolti. Ogni fotografo illustrerà

la propria opera attraverso uno slideshow, cui seguirà dibattito ed illustrazione dei lavori personali.

 

 

 Io vivo come te” è un progetto di Francesco Ciotola.

A cura di Francesco Ciotola, Mario Spada, Luigi Fedullo e Angela Verrastro.

Comunicazione e grafica di Davide Serio e Maria Marobbio.

 

Francesco Ciotola

Autore: Francesco Ciotola

 

Daniele Veneri

Autore: Daniele Veneri

 

Biagio Ippolito

Autore: Biagio Ippolito

 

Claudio Morelli

Autore: Claudio Morelli

 

Eduardo Castaldo

Autore: Eduardo Castaldo

 

Luigi Fedullo

Autore: Luigi Fedullo

 

Mario Spada

Autore: Mario Spada

 

Pasquale Autiero

Autore: Pasquale Autiero

 

Roberto Salomone

Autore: Roberto Salomone

 

Stefano Cardone

Autore: Stefano Cardone

 

Napoli: Mostra “Fuoriserie”, un’occasione per valorizzare il patrimonio artigianale campano

Napoli: per eccellenza la città “vittima” di pregiudizi e stereotipi, che la vogliono solo come la capitale della criminalità, dell’immondizia per le strade, dell’inciviltà, dell’assenza di regole. Unici superstiti: la pizza, il mare e il Vesuvio. Napoli maltrattata agli occhi tanto dell’Italia quanto del mondo.

Non è così per i turisti: un vero boom di presenze, quest’anno, a  dispetto del rischio di incorrere in uno scippo o in un’aggressione o dell’assistere impotenti alla scarsa pulizia del manto stradale, evidentemente, a parte ammirare il panorama mozzafiato del golfo e gustare la regina “Margherita” nei bei locali del lungomare o del centro storico, dovranno pur esserci altre ragioni, che hanno fatto salire le quotazioni della città partenopea, portandola a competere con le grandi mete turistiche: da Parigi a New York, da Londra a Roma, passando per le tradizionali sedi dei mercatini natalizi.

Non solo bellezze paesaggistiche e prelibatezze culinarie, quindi, ma soprattutto arte, nel suo significato più ampio. Musei, chiese, siti archeologici, che dall’epoca greco-romana attraversano i secoli, mostre dedicate all’arte moderna e contemporanea, visite guidate teatralizzate attraverso luoghi più o meno conosciuti di Napoli, numerose occasioni per inebriarsi della cultura tradizionale partenopea, dove il sacro si fonde con il profano, attraverso miti e leggende. Ce n’è davvero per tutti i gusti, soprattutto quest’anno. Fulcro imprescindibile della ricchezza culturale di Napoli, il suo centro storico, facente parte del patrimonio dell’UNESCO che, specialmente nel periodo natalizio, è sinonimo di arte presepiale, quella che rende famosa in tutto il mondo Via San Gregorio Armeno, la cosiddetta via dei presepi.

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