Fotografia. Gli anni più straordinari del cinema italiano nelle foto di Monicelli in mostra al PAN.

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Lo scorso 16 maggio Mario Monicelli, classe 1915, avrebbe compiuto 100 anni. Per celebrare un secolo dalla sua nascita e la sua straordinaria carriera artistica, il PAN Palazzo delle Arti di Napoli (Palazzo Roccella-Via dei Mille 60) ospita una mostra dal titolo “Mario Monicelli e RAP – 100 Anni di Cinema”, inaugurata il 3 luglio e visitabile gratuitamente sino a sabato 29 agosto. Parallelamente, durante questa settimana, il Cinema Metropolitan (Via Chiaia) ha riproposto alcuni dei capolavori cinematografici del grande regista e sceneggiatore, scomparso nel novembre 2010. Emblematico l’atto finale di una vita vissuta fuori da qualsiasi schema: la decisione di togliersi la vita lanciandosi dal quinto piano del reparto di Urologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore alla prostata. “Era un uomo del futuro, Mario”: così la compagna, Chiara Rapaccini, in arte RAP, descrive Monicelli. E in questa frase, probabilmente, è racchiuso l’intero senso della sua carriera artistica e della sua vita privata. “Del passato non conservava né ricordi né documenti”-prosegue RAP-ed è proprio da questa consapevolezza che la sua ultima compagna ed artista è partita per raccogliere e catalogare pazientemente tutte le fotografie che Monicelli aveva destinato alla spazzatura, come di consueto faceva a conclusione di un progetto. 80 di questi scatti inediti, principalmente provenienti dai set di alcuni dei più grandi film italiani del secolo scorso, sono esposti nelle sale del primo piano del PAN. Passando in rassegna le fotografie, prevalentemente in bianco e nero, si viaggia attraverso uno dei capitoli più memorabili e luminosi del cinema italiano, quel cinema che ha reso l’Italia apprezzata ed invidiata all’estero, al pari-se non superiore-del colosso americano.

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Emozionano le foto dai set di alcuni dei film cult della cosiddetta “commedia all’italiana”, di cui Monicelli è stato il massimo esponente insieme a Dino Risi e Luigi Comencini, da Amici miei a I soliti ignoti, da L’Armata Brancaleone a Un borghese piccolo piccolo, che secondo alcuni chiude idealmente questo filone. E ancora scatti sui set di Casanova 70, mentre illustra la scena da filmare a Virna Lisi, Brancaleone alle crociate, con un giovanissimo Paolo Villaggio, La grande guerra, Viaggio con Anita, con Goldie Hawn e Giancarlo Giannini, Temporale Rosy, al fianco di G. Depardieu, Il Marchese del Grillo, Parenti Serpenti. Preziose ai nostri occhi le immagini che lo ritraggono insieme a Totò, sul set di Guardie e Ladri e Totò e Carolina, con Eduardo De Filippo, Mastroianni, Sordi, Tognazzi, Gassman, Mariangela Melato, Monica Vitti. Un susseguirsi di attimi di vita, di lavoro alla macchina da presa, di confronto con i “suoi” attori, di pause, di tensione, di creatività. E accanto a lui non possono non notarsi le espressioni intense di veri e propri mostri sacri del cinema, gli stessi che in momenti di nostalgia tutti vorremmo rivedere interpretare capolavori con quella vena poetica e con quel sapore tragicomico con cui Monicelli sapeva in modo unico dipingere le sue pellicole. C’è anche spazio per fotografie che ritraggono il regista nella sua vita privata, una commovente immagine di bambino, un preziosissimo scatto del maestro francese Robert Doisneau, fotografie di un Monicelli ormai anziano negli ultimi anni, altrettanto straordinari, della sua carriera.

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11733954_10206896954251914_377431315_oLa mostra si completa con il lavoro artistico di RAP che, partendo dalle stesse foto, realizza illustrazioni-acrilici su carta-in cui reinterpreta l’immagine originaria privandola di alcuni elementi-facendo risaltare la figura di Monicelli-ed arricchendola di altri: commenti, pennellate, baloon. C’è spesso la figura stilizzata di una bambina: è la stessa Chiara Rapaccini, al cospetto dei tanto ammirati maestri del cinema, gli stessi di cui aveva-per sua confessione-una certa soggezione. A lei il merito di aver portato ai nostri occhi veri e propri cimeli di un tempo passato, sottraendoli all’oblio, come testimonianza dell’inestimabile patrimonio culturale che ci ha lasciato il cinema italiano.

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La mostra Rock!5 al PAN: da Pino Daniele ai Pink Floyd, la musica non ha confini

4-Mostre-presentate-da-Rock5Quanto il linguaggio musicale sia universale è cosa nota ed ampiamente comprovata tanto dall’esperienza individuale quanto da quella collettiva; la mostra Rock!5 ne fornisce un’ ulteriore dimostrazione congiungendo con un filo invisibile due realtà musicali lontane, solo apparentemente discordanti quali quelle di Pino Daniele e dei Pink Floyd. Il primo, simbolo incontrastato della napoletanità e di un mix di sonorità provenienti dal Sud del mondo-senza però trascurare l’interesse verso il “progressive” inglese, i secondi una delle più grandi rock band-“made in Britan”-mai esistite. Sperimentazione, passione, una lunga, lunghissima carriera, decisioni spesso impopolari: questi alcuni degli elementi che tracciano un’ideale connessione tra due veri e propri fenomeni musicali. Sullo sfondo la Campania, terra natia di Pino, che a Napoli è nato, vissuto-prima di trasferirsi-e ha composto e suonato la sua musica, ma anche la terra che ospita Pompei, il sito archeologico tra i più visitati del mondo, dove i Pink Floyd hanno suonato il loro famigerato concerto senza pubblico al cospetto delle solenni e silenziose rovine.

Rock! mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi, giunge quest’anno alla V^ edizione e come di consueto prende vita nelle sale del PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli (Palazzo Carafa di Roccella-Via dei Mille 60) sotto la direzione artistica di Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, anche ideatori ed organizzatori della mostra. 2000 mq circa di spazio espositivo per una mostra che è ormai a pieno diritto tra gli appuntamenti fissi degli cultura napoletana, avendo tutte le potenzialità e la forza espressiva per parlare ad un pubblico vasto ed eterogeneo, il pubblico amante della musica, pane quotidiano di Napoli. Quest’anno la mostra si arricchisce e si divide in quattro, essendo quattro le sezioni in cui si articola: il secondo piano del PAN è interamente dedicato a Pino Daniele, che viene celebrato con la mostra “Pino! I mille colori del lazzaro felice”, mentre l’area Loft è dedicata ai Pink Floyd e al loro “Live at Pompeii”, alle opere digitali di Juan Betancourt e alla sezione, presente anche quest’anno, “The sound of music”.

Ed è proprio da quest’ultima che ha inizio la nostra passeggiata al PAN. “The sound of music: storia delle macchine parlanti e delle radio” è un’esposizione, curata da Raffaele Grieco, dei dispositivi, analogici prima e digitali poi, che hanno permesso negli ultimi 50 anni di registrare e riprodurre l’audio e il video, dando voce ed immagine alla musica e non solo. Il fine, quindi, è mostrare come il progresso tecnologico abbia reso possibile, anche nel campo della musica, di realizzare oggi i dispositivi che comunemente utilizziamo. Veri e propri oggetti cult di un recente passato, di fronte ai quali, specie chi li ha usati o visti usare da bambino, non può che provare un misto di emozione e nostalgia: audiocassette, VHS, walkman, CD, MiniDisc, MiniDV e persino un carillon programmabile ed il registratore Grundig TK-47, risalente al 1962, esposto con l’apposito manuale di istruzioni. La mostra è impreziosita dalla spiegazione della tecnica di registrazione “binaurale”, con l’ausilio di due esperimenti interattivi, particolarmente adatti a stimolare l’interesse e la curiosità dei più piccoli.

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Sempre nell’area Loft del PAN si resta incantati di fronte alle cosiddette “Animated Covers”, vere e proprie copertine di dischi animate, realizzate dall’artista venezuelano Juan Betancourt ed esposte a Napoli in anteprima europea. Ecco che le copertine di alcuni dischi dei più famosi rocker prendono vita: dai Led Zeppelin ai Pearl Jam, passando per Pink Floyd, Nirvana e Micheal Jackson. E incantano le tre “versioni animate” delle copertine di “Terra Mia”, “Pino Daniele” e “Tutta n’ata storia-Vai mò-Live in Napoli”, tre dischi del cantautore partenopeo che Betancourt ha voluto a suo modo omaggiare appositamente per Rock!5.

Lo spazio espositivo del piano terra è completato dalla mostra “Pink Floyd-Live at Pompeii: the exhibition”, un vero e proprio viaggio attraverso le immagini sul set-e dietro il set-del film diretto dal regista Adrian Maben, che ha collaborato, insieme al Comune di Pompei, per realizzare questa esclusiva ed imperdibile mostra. Gli scatti, di cui ben 10 del tutto inediti, sono opera del fotografo Jacques Boumendil, l’allora direttore della fotografia, che ha immortalato Roger Waters e il resto della band non solo nel corso delle prove e del concerto ma anche durante i giorni vissuti alle pendici del Vesuvio nel lontano ottobre del 1971. Le immagini, accompagnate dalla proiezione del film, permettono quindi al visitatore di immergersi nel clima di uno dei concerti che hanno maggiormente segnato la scena musicale mondiale, con quella ricchezza di storia ed atmosfere magiche e surreali che solo i Pink Floyd avrebbero potuto realizzare. Lo spazio espositivo si arricchisce di pannelli che consentono di approfondire la storia dei singoli brani suonati a Pompei, tra cui “ A saucerful of secret” e “Echoes”, delle opere realizzate da Flavia Soprani, artista contemporanea napoletana che si è lasciata ispirare per ciascuno dei suoi dipinti minimalistici dallo spirito dei brani della band britannica e da cimeli del collezionista Stefano Girolami.

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11402729_10206809922796182_2420891507252123424_nLa mostra Rock!5 non poteva non essere in parte dedicata quest’anno a Pino Daniele, vista la sua recente ed improvvisa scomparsa che tanto ha scosso il cuore di Napoli e dei napoletani e di tutti gli estimatori del cantautore. “Pino! I mille colori del lazzaro felice” è una mostra maestosa, una delle più grandi mostre sinora mai realizzate sul compianto autore di “Napul’è”. Si rimane impressionati dalla quantità di “materiale” esposto nelle sale dedicate alla mostra, che consente di ripercorrere la carriera musicale di Pino Daniele, con una precisione ed una passione incredibili, grazie al contributo dei collezionisti Vincenzo Calenda e Francesco De Martino. Gli album, i concerti, le collaborazioni, le copertine dei dischi, le locandine dei live, collage realizzati con i ritagli di giornale, film le cui colonne sonore sono impreziosite dalle canzoni di Pino e addirittura-ed è emozionante vederle-chitarre da lui suonate, tra cui la rara Fender ZAI n.19 (in onore del giorno del suo compleanno). Visitare la mostra è come entrare in una gigante camera da letto di un fan che custodisce gelosamente tutti i “memorabilia” del proprio artista preferito: l’emozione è dietro l’angolo. Ma non solo l’artista, c’è anche spazio per l’uomo. Questo il senso delle fotografie in bianco e nero realizzate da Dino Borrelli, che immortalano con uno sguardo malinconico i luoghi in cui Pino Daniele è nato, vissuto, trascorso i suoi giorni, composto e suonato le sue canzoni, condiviso la sua vita: la chiesa di Santa Maria la Nova, Piazza del Plebiscito, Via San Sebastiano, solo per citarne alcuni. Le fotografie sono state il frutto di un’esperienza pensata sempre dalla coppia Aymone-Iossa, che hanno ideato degli itinerari culturali proprio lungo i “luoghi” di Pino Daniele, che hanno appassionato turisti e visitatori nel corso del Maggio dei Monumenti.

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11223304_10206825245539241_430058981059065512_nLa mostra è visitabile tutti i giorni-ad eccezione del martedì-fino al 19 luglio ed è gratuita.

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“Le Stanze del Desiderio” di Milo Manara

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Non posso negare la mia fama di disegnatore erotico. Ora, i miei personaggi rappresentano l’archetipo della “donnina” e devono essere quello: femminilità, seduzione, erotismo

Lo stesso Milo Manara parla chiaro. Le immagini di donna che lo hanno reso famoso a livello internazionale di certo non esaltano la donna nella sua interezza ma si “limitano” ad evidenziare solo alcuni aspetti della natura femminile, quelli legati fortemente al corpo e ad una sessualità il più delle volte sfrontata. Aspetti che, va sottolineato, di certo non sono sconosciuti, soprattutto nella nostra società, né tantomeno a cui guardare con moralismo, a differenza della posizione assunta da molti detrattori dell’artista.

Ho visitato Milo Manara: Le stanze del desiderio, la mostra in corso al PAN – Palazzo delle arti di Napoli (Via dei Mille, 60), inaugurata l’11 aprile, che proseguirà sino al 30 maggio e che è stata inserita nel programma dell’edizione 2015 del Napoli COMICON, Salone internazionale del Fumetto, di cui il maestro veneto è stato quest’anno Presidente onorario. Profondo è il rapporto di Manara con Napoli e con il COMICON, che da anni cura le sue esposizioni non solo in Italia ma anche nel mondo. Tra i più begli omaggi dell’artista alla nostra città La Sirena Jolie, una personale interpretazione della celebre sirena partenopea raffigurata con il volto di Angelina Jolie.

Sirena JolieL’allestimento delle 120 opere, tra cui alcune inedite, consente al visitatore di ripercorrere sia da un punto di vista cronologico che tematico i 46 anni della produzione artistica di Manara, classe 1945: si tratta di un vero e proprio viaggio nell’universo di Manara grazie a tele, illustrazioni, tavole originali e manifesti. Quindi, sebbene ai più Manara sia noto soprattutto per le sue seducenti figure femminili, dalla bellezza dirompente e dalla forte connotazione erotica, la mostra è molto di più di una successione di donne seminude in atteggiamento esplicitamente provocante. È l’espressione di grandi collaborazioni, quelle giovanili con Il Corriere dei Ragazzi, per cui realizza una serie di fumetti sceneggiati da Mino Milani, poi con nomi altisonanti quali Piovani e Federico Fellini; con quest’ultimo ha realizzato una delle sue più apprezzate opere, la graphic novel Viaggio a Tulum. Tra le grandi collaborazioni non poteva mancare quella con il suo maestro Hugo Pratt, che disse di lui: “….eh, sì, perché malgrado la tua modestia, Milo, sei davvero un grande disegnatore…”.

La mostra è anche l’espressione dell’interesse di Manara per l’arte classica, la storia (vedi il crudo fumetto sulla casata dei Borgia, di cui Alejandro Jodorowsky è sceneggiatore), la letteratura (Favole Libertine di Jean de La Fontaine), è la testimonianza della realizzazione non solo di fumetti ma anche di illustrazioni (vedi quella per l’Eni e per il terremoto de L’Aquila) e disegni, manifesti di festival, mostre, film, copertine di libri, dischi, omaggi a Pasolini e Andrea Pazienza. Da ricordare la realizzazione della copertina per La Nuova Storia d’Italia a Fumetti di Enzo Biagi.

de la fontaineDi fattura del tutto originale è la serie Zodiaco, che si arricchisce per l’occasione di illustrazioni inedite, per completare con Sagittario, Acquario, Pesci e  Ariete i 12 segni zodiacali dalle sembianze naturalmente femminili: “bellezze eteree e virginali per trasportare gli uomini in un firmamento stellato”.

sagittarioNon c’è dubbio che le numerosissime figure di donne siano in un modo o nell’altro la punta di diamante della mostra, probabilmente il principale motivo che ha attratto i tanti visitatori sinora, non solo uomini ma anche molte donne, non solo estimatori dell’artista ma anche molti curiosi. Le vere e proprie “stanze del desiderio” occupano la sezione centrale della mostra e sono limitate ad un pubblico adulto. Le immagini sono forti e non lasciano davvero nulla all’immaginazione, essendo al limite, come lo stesso Manara afferma, tra l’erotismo e la pornografia, la cui sostanziale differenza secondo l’illustratore è il buon gusto del primo e la diffusione a livello industriale del secondo. Le donne di Manara non sono solo disinibite e quindi ad elevata carica erotica, sono anche complici, aggressive, ironiche, sono spesso vittime quasi compiacenti di sopraffazione, di scherno, di violenza fisica. Differenti, almeno in parte, le bellissime donne che occupano le sale successive, tra cui le protagoniste delle copertine (in formato grande) della collana RCS, come la sensualissima Miele, dalle fattezze simili a quelle di una dea. Non possiamo non sottolineare la ricchezza e l’armonia dei particolari che Manara realizza nelle sue opere; i corpi sinuosi delle sue muse sono inseriti in splendidi paesaggi e sono arricchiti da abiti e gioielli disegnati nei minimi dettagli.

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titolo MARILYN MONROE - autore  MILO MANARA

Non ci resta che aspettare l’uscita, prima in Francia e poi in Italia, dell’ultimo lavoro di Manara, il fumetto-biografia “Il Caravaggio”, dedicato ovviamente al maestro della pittura italiana.

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#OBEY. Shepard Fairey al PAN: la Street Art sbarca a Napoli

Foto copertinaPresso il PAN(Palazzo delle Arti di Napoli) è in corso la mostra #OBEY, dedicata a Shepard Fairey, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Obey, una delle voci più famose della “Street Art”. Napoli si conferma, quindi, un importante punto di riferimento culturale per l’arte contemporanea, dopo l’enorme successo registrato dalla mostra dedicata lo scorso anno, sempre al PAN, ad Andy Warhol, conclusasi con oltre 45000 presenze. La mostra, curata da Massimo Sgroi e organizzata da “Password Onlus”, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli,  è stata inaugurata il 6 dicembre e sarà visitabile sino al prossimo 28 febbraio.

Sessanta sono le opere in esposizione, provenienti per lo più da collezioni private italiane, attraverso le quali il visitatore compie un vero e proprio viaggio attraverso l’ “Arte di Strada”, movimento artistico originato circa 30 anni fa come diretto discendente della Pop Art, di cui Warhol è stato il protagonista indiscusso. Impossibile non notare nelle opere di Obey un richiamo al padre della Pop Art, soprattutto nella scelta concettuale di trasformare personaggi più o meno noti in vere e proprie icone mediatiche.

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Napoli si prepara a vivere la Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS

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Giovedì 27 novembre alle 11:30 si è tenuta presso la Sala Giunta del Comune di Napoli la conferenza stampa di presentazione delle attività che si svolgeranno nel capoluogo campano in occasione della prossima “Giornata Mondiale per la lotta all’AIDS”, prevista, come ormai da tradizione, per il primo dicembre. Numerosi sono stati gli interventi, che hanno sottolineato tutti l’importanza del fattore prevenzione nella lotta a quella che è considerata tra le peggiori malattie esistenti, ossia la Sindrome da Immunodeficienza acquisita, provocata dal virus dell’HIV. La consigliera per le Pari Opportunità, Marino, che per prima prende la parola, parla della necessità di una vera e propria cultura della prevenzione e ringrazia gli enti che si sono mobilitati per supportare le iniziative del primo dicembre: l’ANM, VideoMetrò, Guacci farmacisti e Artsana. Proprio VideoMetrò è la piattaforma sulla quale stanno andando in onda (fino al 15 dicembre), dei video sul tema dell’AIDS, con quaranta passaggi giornalieri. La consigliera, reduce da una conferenza tenutasi mercoledì 26 novembre al PAN (in occasione degli eventi legati alla giornata internazionale contro la violenza sulle donne), sottolinea la fragilità, in termini di salute, delle donne campane, legata all’assenza di una politica adeguata di prevenzione. Secondo nuovi dati acquisiti, le donne campane, infatti, hanno un’aspettativa di vita inferiore di ben 5 anni rispetto alle donne delle Marche. E altrettanto preoccupante, come sottolinea anche l’assessore al Welfare, Gaeta, appaiono la diseducazione e la mancanza di informazione dei giovani campani, non soltanto nella fascia di età adolescenziale, ma anche in quella adulta, come risultato dell’assenza di efficaci strumenti di comunicazione tanto nelle scuole quanto nelle università, rispetto, non soltanto alla conoscenza dell’AIDS, ma di tutte le malattie a trasmissione sessuale. L’AIDS, infatti, pur essendo la malattia più grave, non è l’unica dalla quale i giovani devono imparare a proteggersi; basti pensare all’elevata incidenza, proprio nella regione Campania, dell’infezione cronica da HCV(epatite C). L’obiettivo, quindi, è principalmente raggiungere i giovani (la fascia di popolazione che più frequentemente contrae questo tipo di infezioni), tanto omosessuali che eterosessuali, sia nei luoghi di formazione che in quelli di incontro, sottolineando l’importanza di comportamenti sessuali idonei, soprattutto in caso di rapporti occasionali e, tra questi, specialmente, l’uso dei preservativi, pratica che sembra ormai abbandonata dai giovani. A tale scopo è prevista la stipula di una Convenzione con il Rettore dell’Università Federico II di Napoli, per garantire una corretta informazione in tutte le facoltà dell’ateneo. Anna Maria Palmieri, Assessore alla Scuola, concentra l’attenzione, nel corso del suo intervento, su due aspetti sociali che caratterizzano l’AIDS. Il primo è un processo individuale di rimozione, trattandosi di una malattia che fa particolarmente paura, e che conduce necessariamente alla discriminazione e alla ghettizzazione delle persone affette, fenomeni che possono essere combattuti solo con la conoscenza della malattia. Il secondo è la tendenza dell’opinione pubblica e dei mass media a considerare le malattie come fenomeni più o meno di “moda”,  per cui viene enfatizzata la malattia, al momento di moda (basti pensare all’ “Ebola”),  mentre le altre finiscono nel dimenticatoio. Appare lampante quanto l’attenzione nei confronti dell’AIDS, soprattutto da parte dei media, sia scemata a partire dal momento in cui è andato ad estinguersi il binomio ADIS-morte, legato soprattutto ad una maggiore sopravvivenza dei pazienti, grazie all’impiego di terapie antiretrovirali (combinate). Se queste, da un lato prolungano l’aspettativa di vita, è vero anche che, dall’altro, causano un notevole peggioramento della qualità di vita (rispetto ad un paziente sano), nonché la comparsa di malattie concomitanti, che, in ultima analisi, spesso finiscono con l’essere la causa di un elevato numero di morti, tra i pazienti affetti dall’AIDS. Questo il nucleo centrale dell’intervento di Antonio Giordano, direttore generale dell’Ospedale dei Colli, impegnato in prima linea, particolarmente nelle vesti del Cotugno, nella gestione dei pazienti affetti da AIDS, che comporta, tra l’altro, un’elevatissima spesa sanitaria. Riportando una celebre frase di Gaber “la libertà è partecipazione”, Giordano presenta la quinta edizione del “Parliamone Tour”, in cui un bus, partendo da piazza Dante, si muoverà per le strade della città, raggiungendo anche gli edifici scolastici, al fine di favorire la conoscenza di tutte le malattie sessualmente trasmissibili ed eseguire gratuitamente test salivari in presenza di professionisti del settore sanitario. Antonio Sannino, Presidente di Arcigay Napoli, e Margherita Errico, di NPS Italia Onlus, presentano il Flashmob, che si terrà domenica 30 dicembre in Via Toledo (uscita della linea 1 della Metropolitana), durante il quale verranno indossate delle magliette bianche, che riportano la scritta “L’HIV non è un crimine” al fine di contrastare la discriminazione e la criminalizzazione della malattia, considerata in passato come la giusta “punizione” nei riguardi soprattutto degli omosessuali. La manifestazione avverrà alla presenza di “Silver”, disegnatore dello storico fumetto “Lupo Alberto”. Proprio il celebre “lupo” fu protagonista nel 1993, durante il Governo Amato, di una campagna informativa sull’uso dei preservativi, la cui distribuzione nelle scuole fu vietata dall’allora Ministro dell’Istruzione, Rosa Russo Iervolino. Margherita Errico sottolinea il costo sanitario del trattamento farmacologico dell’AIDS, 11700 euro annui, a fronte del costo di un euro del preservativo, la presenza di 2526 persone affette solo in Campania e presenta il dibattito che si terrà il 5 dicembre presso Arcigay. Infine interviene Antonio Perrotta del SISM (segretariato italiano degli studenti di medicina), associazione che promuove attività condotte dagli studenti per sensibilizzare e stimolare tutti i futuri medici al rapporto medico-paziente, spesso tralasciato durante il corso di studi. Un banchetto informativo sul tema dell’AIDS sarà presente lunedì primo dicembre dalle 09:30 alle 12:30 presso l’edificio 20 del II° Policlinico (Facoltà di Medicina della Federico II) e si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno un incontro presso Piazza del Gesù, durante il quale saranno scattate delle foto da pubblicare sui social network con l’hashtag #iocimettolafaccia. Sarà inoltre organizzata una festa i cui proventi saranno devoluti alle associazioni impegnate nella lotta all’AIDS.

Sognare la Cina: A Napoli si può

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Il rapporto tra la cultura napoletana e quella cinese, entrambe frutto di civiltà dalle profonde contraddizioni (in cinese letteralmente “la lancia e lo scudo”), è una realtà antica, che in questi anni ha trovato la sua dimensione più viva nel festival “Milleunacina. I Linguaggi della Contemporaneità”. Giunto alla IV^ edizione, che ha per titolo “Il Sogno Cinese. Sogno e Realtà”, il festival si svolgerà a Napoli dal 20 al 26 ottobre con un programma estremamente ricco di eventi, che investono la cultura a 360 gradi.
La manifestazione culturale è stata presentata giovedì 18 ottobre presso Palazzo San Giacomo, sede del Comune di Napoli, dall’Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, Nino Daniele, dal Rettore dell’ Università “L’Orientale di Napoli” Lida Viganoni, dall’ideatrice del festival, Anna Maria Palermo, docente di Lingua e Letteratura Cinese, nonché Direttrice dell’Istituto Confucio di Napoli, e da Aurora Spinosa, Direttore dell’ “Accademia delle Belle Arti”.
Daniele conferma l’impegno dell’Assessorato nella promozione di eventi culturali che, negli ultimi mesi, si sono incentrati sulla dimensione del sogno, della fiaba, della realtà onirica, sino all’esoterismo, con la finalità di riscoprire tratti antropologici che costituiscono radici universali dell’umanità. Il Rettore Lida Viganoni sottolinea invece l’importante ruolo nel trasferimento a Napoli delle culture di tutto il mondo da parte dell’Università Orientale, a partire dall’istituzione del primo collegio dei Cinesi da parte di Matteo Ripa nel lontano 1732. Ed è proprio a quest’ultimo che è dedicato il Premio istituito quest’anno che verrà consegnato dalla Viganoni a Madame Xu Lin, Direttore Generale della Sede Centrale degli Istituti Confucio, alla presenza del Governatore Caldoro e di Li Ruiyu, ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia.
Un’emozionata, vigorosa e travolgente Anna Maria Palermo, che si definisce amante tanto della Cina quanto di Napoli, presenta con entusiasmo il ricco calendario degli eventi in programma, sottolineando come il festival si proponga si modificare, ampliandone vedute e risonanza, un “orientalismo” fino a pochi anni fa vissuto come una realtà chiusa, in cui i sinologi trovavano la collocazione a loro più naturale. Il festival sarà pertanto l’occasione di analizzare la realtà cinese dall’interno, attraverso le opere di artisti orientali, e di creare un confronto con la realtà occidentale, attraverso lo spirito critico degli artisti italiani coinvolti.
Il tema scelto quest’anno è il sogno, elemento tipico della tradizione cinese a partire dal filosofo Zhuangzi del V° secolo a.C., ripreso peraltro da Freud, nonché divenuto slogan del Presidente della P.R.C., che ha coniato il cosiddetto “Chinese Dream”, a testimoniare il momento di attuale ricchezza economica che vive la Cina, chiaro richiamo al ben più famoso “American Dream” degli anni ’50 del secolo scorso. Il passato diviene quindi strumento prezioso per la comprensione ed il miglioramento del presente.
L’inaugurazione del festival avrà luogo lunedì 20 ottobre a Palazzo Du Mesnil a Via Partenope; alla consegna del “Premio Matteo Ripa” seguirà l’esposizione di dipinti tradizionali cinesi (che potranno essere successivamente ammirati al PAN) donati all’Istituto Confucio dall’imprenditore Li Yunfei. La giornata di martedì prende il nome di “Pittogrammi ed Ideogrammi in Sogno”, in cui saranno inaugurate due mostre. La prima, “The Remedy” dell’artista contemporanea Zhang Yanzi, avrà luogo al PAN e si propone di indagare sul ruolo dell’arte, specialmente quella tradizionale, come rimedio ai mali della società contemporanea.
La seconda, del fotografo e ritrattista napoletano Fabio Donato, “Uno sguardo da Occidente: dieci artisti cinesi” avrà invece luogo nella Galleria dell’Accademia delle Belle Arti.
Altro evento da sottolineare è quello di mercoledì 22 ottobre, ossia una serata dedicata a reading di narrativa e poesia dal titolo “Sogni e Visioni nel grande Paese di Mezzo”, che saranno ospitati nel Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Brani cinesi sia tradizionali (“Sogno della Farfalla” di Zhuangzi) che contemporanei saranno interpretati da ospiti d’eccezione: Cristina Donadio, Gaia Riposati, Maddalena Crippa e Andrea Renzi. Altra location d’eccezione, il Tunnel Borbonico, ospiterà invece giovedì 23 una mostra dedicata al contributo napoletano alla Settimana Internazione del Design di Tianjin, dal nome “Geometrie dei sogni”. Cinema e teatro sono i protagonisti delle giornate di venerdì e sabato. Venerdì Al PAN, dopo la conferenza sul “Sogno nel Cinema Cinese”, saranno infatti proiettati tre film degli anni ’30 per gli appassionati del genere, mentre sabato alle 21 al Teatro Stabile di Napoli andrà in scena “Rinoceronti in amore”, di Liao Yimei, con la regia di Meng Jighui. Si tratta della prima assoluta di uno spettacolo di grandissimo successo, che ha come punto di partenza un classico triangolo amoroso, che va in scena in Cina senza sosta dal 1999 e a cui i giovani sono appassionatissimi. Il festival non poteva che chiudersi con una manifestazione gastronomica, domenica 26 presso Villa Caracciolo, dove andrà in scena una vera e propria gara culinaria tra lo chef napoletano Fabio Ometo e la star della gastronomia cinese in TV Dai Aiqun. “Guarracini pe’ mare e pesci mandarini in caramello” ha tutte le premesse per fare da degna chiusura ad una settimana cinese da sogno.

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Napoli Film Festival, al via la XVI^ edizione

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manifesto2014

Il Napoli Film Festival è una realtà ormai consolidata sia nel panorama culturale della città che nell’ambito dei festival cinematografici internazionali indipendenti. Giunge quest’anno alla XVI^ edizione, diretta da Davide Azzolini e Mario Violini,  e si svolgerà dal 29 settembre all’8 ottobre in molteplici location cittadine, il PAN (Palazzo delle Arti di Napoli), l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, i Cinema Metropolitan e Vittoria, l’Institut Français e l’ Instituto Cervantes.

Nucleo centrale della manifestazione i numerosi concorsi, volti alla scoperta di nuovi talenti, tra i quali il Concorso Europa e Mediterraneo, che vede la partecipazione di numerose pellicole provenienti dall’Est Europa, SchermoNapoli Corti, che presenta un’ampia selezione di cortometraggi (tra cui i 5 “film in Residency” di Altofest) e web-series, 39 per la precisione, diretti da registi campani o aventi la Campania come tema centrale, SchermoNapoli DOC, che presenta 18 documentari e SchermoNapoli Scuola, dedicato ai giovanissimi.

Tanti gli omaggi quest’anno ai grandi del cinema: da Michelangelo Antonioni con le proiezioni di alcuni dei suoi capolavori “I vinti”, “Le amiche”, “L’Avventura”, “Cronaca di un amore”, “La Notte”, “Deserto Rosso”, “Blow-up” a Vittorio De Sica con “Ieri, Oggi e Domani”, “L’Oro di Napoli”, “La Ciociara”, “Matrimonio all’Italiana” e “Ladri di Biciclette”, da Roman Polanski ad Eduardo de Filippo. Un omaggio va anche a Pier Paolo Pasolini con la proiezione di immagini tratte da “Il Vangelo secondo Matteo”, a 50 anni dall’uscita, accompagnate dal pianista Stefano Battaglia.

Si preannuncia del tutto speciale la serata dedicata a Massimo Troisi per il trentennale di “Non ci resta che piangere”(1984-2014), nel corso della quale interverranno ospiti a raccontare aneddoti legati alla realizzazione del film. “Scusate il Ritardo”, sempre del compianto attore e regista partenopeo, sarà anche l’occasione per l’intervento di Giuliana De Sio, che, con Giorgio Pasotti, Edoardo Leo e la regista francese Justine Triet, sarà tra gli ospiti della manifestazione di quest’anno. Ad alcuni di loro non solo l’onore di animare le serate della rassegna cinematografica, ma anche il compito di confrontarsi con gli studenti napoletani sul modo di vivere ed interpretare il cinema, attraverso incontri mattutini chiamati “Parole di Cinema”ai quali prenderanno parte anche Licia Maglietta (a seguire la proiezione di Pane e Tulipani di Soldini), Antonio Piazza e Fabio Grassadonia.

Il festival è anche occasione per l’impegno civile, che prende forma nel sostegno che gli artisti daranno per la riapertura del “TAN”(Teatro Area Nord), importante simbolo culturale del quartiere “Piscinola”. Del tutto originali si preannunciano la serata “Cinegustologia”, in cui l’enogastronomia partenopea si propone di far assaporare al meglio il “gusto” del Cinema con la realizzazione di pietanze ispirate ad Eduardo, de Sica e Troisi e il tour lungo i luoghi che hanno segnato la storia del cinema napoletano, che si svolgerà domenica 5 ottobre, a partire dalle 10. Infine arricchisce il cartellone di eventi un Concorso Fotografico che avrà sede all’Institut Francais di Napoli.

Maria Marobbio