Ho incontrato il Tempo. Gli ho detto: “Grazie”

Grazie, tempo per esserti preso così tanto a lungo cura di me, nonostante io ti abbia spesso accusato  di procedere sempre troppo lento. Mi stavi donando, evidentemente, la lentezza di cui avevo bisogno. Eri secondo il ritmo della mia vita, anche se fingevo di non saperlo.

Grazie, tempo per avermi insegnato l’arte della pazienza e aver messo alla prova la mia perseveranza,

grazie per le occasioni che mi hai dato per superare una ad una le mie paure,

grazie per la noia con la quale mi hai insegnato a fare i conti, per riscoprirmi capace di cose incredibili,

grazie per la ripetitività senza la quale non avrei imparato ad apprezzare l’imprevisto,

grazie per la precarietà economica, che mi ha insegnato a non sprecare e a non vivere per consumare,

grazie per il vuoto con cui hai lasciato che mi confrontassi perché capissi quanto sono pericolose le compensazioni,

grazie per i limiti con i quali mi hai fatto scontrare perché non mi reputassi mai migliore degli altri,

grazie per avermi fatto conoscere la malattia, perché mi innamorassi della vita,

grazie per tutti gli abbandoni, che sono stati indispensabili a scoprire il valore immenso e mai scontato di chi rimane,

grazie per gli inciampi e le cadute, i lividi e le ferite perché capissi che da sola posso anche rialzarmi ma ho bisogno di qualcuno che mi tenda la mano e mi curi,

grazie per avermi donato la libertà di perdermi, perché imparassi a ritrovare la strada,

grazie per esserti portato via le cose inutili e dannose, la confusione, il disordine, le persone false e quelle che hanno succhiato le mie energie,

grazie per aver fatto spazio nel mio cuore agli affetti sinceri, di cui la vita mi ha fatto dono e che come angeli ha messo sul mio cammino,

grazie per non aver fatto sbiadire i momenti di bellezza, che mi hai insegnato a custodire come diamanti,

grazie per la solitudine, che ha seminato in me il desiderio profondo di fare verità,

grazie per i dolori che hai lasciato che mi investissero perché diventassi più umana e più attenta alla sofferenza degli altri,

grazie per le umiliazioni che hai permesso che sperimentassi perché potessi rimanere con i piedi per terra,

grazie perché sei sempre alleato della verità, per quella tua capacità di smascherare, prima o poi, ciò che non è degno, che non è sano, che non è secondo il mio bene,

grazie per avermi insegnato a comprenderti, a non derubarti, a non sprecarti, a viverti come meriti,

grazie per quel tuo essere meravigliosamente assoluto e relativo allo stesso momento.

Grazie, Signore del tempo.

Pubblicato in: Post

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