Vedi Napoli e poi…..VIVI!

Mia cara, adorata Napoli,
quanto è grande il desiderio di vederti un giorno splendente come in questi magnifici scatti che ti rivelano unica, magica, di incomparabile bellezza e fascino. Come vorrei che gli spettacolari fuochi d’artificio che ti hanno a lungo illuminata nella notte di Capodanno e che hanno incantato la vista di tanti, napoletani e non, segnassero e consacrassero una rinascita in cui tanti speriamo. Si percepisce nell’aria che qualcosa si sta finalmente muovendo, si percepisce dalla speranza che sta iniziando a maturare negli animi di chi ti ama e ti ha sempre amata nonostante le tue disarmanti e avvilenti contraddizioni. La poesia che fa da contraltare all’ignoranza, l’impegno che si contrappone alla noncuranza e all’illegalità, il desiderio di vita che fa a cazzotti con il sangue. Quello delle vittime innocenti che la malavita continua a mietere nelle nostre strade sotto gli occhi stanchi, impotenti e spesso omertosi di chi la speranza, forse, l’ha persa da un pezzo. Tutti sono rimasti a bocca aperta di fronte al tuo splendore quella notte. Quella notte fredda e tersa in cui il mare calmo e la cornice del golfo ti hanno eletta la più mirabile delle regine, mentre giochi di luci, forme e colori brillavano prepotentemente nel tuo cielo sereno. La stessa notte in cui l’ennesima vita è stata consumata, quella di un giovane di appena 27 anni. Quanto impegno, quanta dedizione, quanto amore è necessario per aiutarti a combattere, quanta onestà nell’ammettere che i tuoi, i nostri problemi, sono grandi e complessi, stratificati sotto le macerie di anni e anni di criminalità, disimpegno, disinteresse. Troppo facile nascondere le nostre responsabilità all’ombra dei tuoi tesori, troppo infantile l’atteggiamento di chi si fa scudo dei tuoi secoli di storia e cultura per glorificarsi agli occhi del mondo senza contribuire attivamente alla tua, alla nostra vita. Una vita, oggi, ancora troppo spesso ai margini della civiltà, in balia di limiti, abbandono, desolazione, emarginazione, dove la convivenza scricchiola, la maleducazione regna incontrastata e la malavita è ancora vista come l’unica alternativa per sopravvivere. 
Napoli, noi, non meritiamo di sopravvivere. Ma di vivere. 
Questo mi auguro innanzitutto per il 2016. Che tanti napoletani scelgano di vivere, scelgano di vederti splendente come quella notte.

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Foto: Riccardo Vosa

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