Cinema. Daniel Craig è ancora 007 in “Spectre”

Il più famoso agente segreto è tornato al cinema. Ovviamente stiamo parlando di James Bond (o come viene pronunciato almeno una volta in ciascun film: “Bond, James Bond”). È infatti in programmazione nelle sale cinematografiche Spectre, ventiquattresimo capitolo della saga dell’agente 007, firmata dal regista Premio Oscar Sam Mendes (American Beauty). Nei panni di Bond troviamo per la quarta volta consecutiva l’attore britannico Daniel Craig, che ha ridato lustro al personaggio letterario di Ian Fleming, interpretando i precedenti, ultimi tre film: Casino Royale, Quantum of Solace e Skyfall, entrati a pieno diritto tra i migliori della serie. Non è un caso, quindi, che lo stesso Craig sia considerato uno dei più degni eredi del James Bond per antonomasia, Sean Connery.

Città del Messico. Festa dei morti. James Bond, trovato un messaggio dell’ex M (capo dei servizi segreti MI6 per cui Bond lavora), è sulle tracce di Sciarra, membro di un’organizzazione criminale, impegnato nella pianificazione di un imminente attentato. Dopo averlo ucciso e aver rubato il suo anello, torna a Londra, dove viene sospeso dal nuovo M, Gareth Mallory, per aver agito senza autorizzazione. Quest’ultimo nel frattempo è informato della volontà del capo dei servizi segreti congiunti, Max Debingh (nome in codice C), di unire i servizi segreti di tutto il mondo, creando una sorta di Grande Fratello in stile orwelliano, ed eliminare l’ormai sorpassato programma 00. Bond, poco incline al rispetto della procedura, si reca a Roma al funerale di Sciarra e sedotta la moglie dello stesso, riesce ad infiltrarsi in un’importante riunione della misteriosa e potente organizzazione di cui Sciarra faceva parte.

James-Bond-11

Qui viene ben presto scoperto dal capo Franz Oberhauser ma, riuscito a fuggire, si mette alla ricerca della vittima designata dell’organizzazione stessa, nonché vecchio nemico di Bond, Mr. White. Trovatolo in un nascondiglio in Austria, apprende che solo la figlia, Madeleine Swann, che Bond promette di proteggere, è in grado di condurlo fino a Oberhauser, capo dell’organizzazione SPECTRE. Mentre l’agente 007 raggiunge la ragazza, che lavora come psicologa in una sontuosa clinica sulle Alpi, parallelamente, a Londra viene approvato all’unanimità il programma “Nove Occhi”, che sarà operativo a partire dalla sua attivazione in rete. Bond e Madeleine partono quindi per Tangeri, alla volta di un albergo chiamato L’Americain e prendono possesso della stessa stanza d’albergo in cui lei alloggiava da piccola con i genitori, dove il padre aveva depositato le istruzioni per arrivare alla sede della SPECTRE, nel bel mezzo del deserto. L’incontro con Oberhauser che avverrà di lì a poco produrrà effetti che manterranno la suspense elevata fino alla fine del film. E chissà che questa non sia la volta buona per James Bond per incontrare una donna non solo da sedurre ma da amare.

Spectre è un film, rispetto ai più recenti della saga di James Bond, dall’inaspettato e piacevole gusto retrò, nel quale spiccano quegli elementi che hanno reso l’agente 007 una vera e propria icona letteraria e cinematografica: dall’Aston Martin, mitica automobile di Bond, all’impeccabile atterraggio in paracadute, dagli inseguimenti all’ultimo fiato in auto e in elicottero a bombe celate in orologi, il tutto condito dal consueto aplomb del più raffinato agente inglese con licenza di uccidere. Ad un’aria vintage fanno da contraltare straordinari effetti speciali ed una trama ben radicata nei nostri giorni, quando il nemico si sconfigge evitandone la messa in rete, il che equivale al suo annientamento, alla sua inesistenza. Eppure, se la regia è impeccabile, non si può dire altrettanto per la sceneggiatura, che in alcuni tratti traballa, con un risultato finale che comunque non delude le aspettative. Affascinano, come sempre nei film dedicati all’agente segreto, le ambientazioni in diverse città, a sottolineare l’internazionalità del personaggio.

Nel cast, insieme al brillante Daniel Craig, Ralph Finnes, Christopher Waltz e la “Bond girl” Léa Seydoux; spazio anche per Monica Bellucci-che convince più per forma fisica che per interpretazione-e la piccola partecipazione del nostrano Peppe Lanzetta, che vive il suo personale momento di gloria in una scena ambientata a Roma. Fa da cornice la colonna sonora di Thomas Newman, già autore di quella di Skyfall, con il tema principale Writing’s on the wall, scritto e interpretato dal cantante inglese Sam Smith.

 

L’articolo è pubblicato on line al seguente link: http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=19425

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