Il fascino senza tempo della magia. Arturo Brachetti.

Lo spettacolo “Brachetti che sorpresa!” è andato in scena al Teatro Diana di Napoli a partire dal 28 ottobre e rimarrà in cartellone fino al prossimo 8 novembre. Abbiamo assistito alla performance del noto ed amatissimo trasformista torinese lo scorso venerdì nel turno serale insieme ad un pubblico eterogeneo e festoso, che ha accolto Brachetti e la sua compagnia senza lesinare calore ed applausi per tutta la durata (90 minuti circa) di uno spettacolo che, come prevedibile, ha lasciato tutti entusiasti. Lo stesso era già andato in scena nel 2014 e si arricchisce in questa nuova edizione con la regia di Davide Calabrese, e della consulenza artistica di Leo Ortolani, che ha riscritto la sceneggiatura apportandovi notevoli migliorie.

Lo show, in cui Brachetti non poteva che essere l’attrazione principale, ha visto la partecipazione consistente e di buona qualità artistica e performativa di altri artisti, che ammettiamo essere stati una sorpresa sempre più piacevole a mano a mano che le esibizioni si susseguivano. Se inizialmente infatti abbiamo provato una certa delusione nell’accorgerci che gli interventi di Brachetti erano numericamente inferiori rispetto alle attese, successivamente abbiamo accolto i “numeri” degli altri artisti sul palco con crescente curiosità e partecipazione. Luca e Tino, Francesco Scimeni, Luca Bono e Kevin Michael Moore sono stati sicuramente più che semplici gregari di uno dei trasformisti più stimati e conosciuti a livello internazionale, compito oneroso e dall’esito per nulla scontato. Anche perché parte del loro lavoro è stato coinvolgere in più di un’occasione il pubblico (adulto) delle prime file, riscuotendo grande simpatia ed approvazione. Prima che lo spettacolo vero e proprio avesse inizio, Luca e Tino-provenienti dal “circuito” di Zelig-si sono infatti esibiti per primi nelle vesti di “maschere” in simpatiche gag dalla tipica impronta di cabaret, dispensando saluti e baci nel far accomodare alcuni spettatori in sala.

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Sul palco l’ingresso di Brachetti è accolto da uno scroscio di applausi e dà il via ad una vera e propria storia, della quale, ovviamente, è il protagonista. Nelle vesti di se stesso, Brachetti ha smarrito un’importantissima valigia rossa, quella in cui custodisce oggetti indispensabili per il suo lavoro, per cui non può fare altro che mettersi alla sua urgente ricerca. A guidarlo nella missione è ‘328328’ (Kevin Michael Moore) dalle sembianze del protagonista di “The Matrix”-che lo introduce in una sorta di videogioco, come suggerisce la scenografia. Per ritrovare la valigia Brachetti dovrà incontrare alcuni personaggi, che saranno l’occasione per recuperare un vero e proprio bagaglio di esperienze, le diverse anime e i diversi aspetti della sua storia di mago, trasformista e performer. Obiettivo finale sarà il passaggio ad un “livello” successivo, una nuova fase della sua vita e della sua carriera artistica.

Lo spettacolo si anima quindi di diversi momenti che lo vedono star indiscussa, che si alternano alle esibizioni dei compagni di avventura. C’è tutto quello che si può desiderare: dai suggestivi giochi di ombre cinesi al chiaro di Luna alle straordinarie performance di cambi di costume, che hanno reso Brachetti famoso in tutto il mondo e di fronte alle quali non si può che restare increduli per velocità, precisione e fantasia. E ancora un divertente fumetto western, splendidi disegni con la sabbia ed una vera e propria coreografia animata da fasci di luce colorata, a nostro avviso il momento più suggestivo dell’intero spettacolo. Tutto è pronto per il commiato, preludio a un nuovo inizio, con il bagaglio prezioso del passato: la dimensione fanciullesca dei tradizionali ma pur sempre affascinanti trucchi di magia, quella stravagante ed irriverente, quella di entertainer.

In definitiva “Brachetti che sorpresa!” è uno spettacolo adatto tanto ai fanciulli quanto agli adulti, che non possono non tornare un po’ bambini se sono in grado di abbandonare per una serata la logica e i ritmi frenetici della quotidianità e se si lasciano trasportare dal piacere sensoriale che la magia e i giochi illusionistici si dimostrano ancora in grado di saper suscitare. In chiusura Brachetti rende omaggio a Napoli con un’altra esibizione di ‘sand painting’ sulle note di “Caruso” e “ ‘O Sole Mio”.

L’articolo è pubblicato on line al seguente link: http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=19320

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