Decalogo delle “tipe da spiaggia”- Parte I

Pensavate che con il precedente articolo/post (quello di gioie e dolori di una 4^ di reggiseno) avessimo raggiunto il fondo di una sana demenzialità estiva? Vi sbagliavate! Il caldo è ancora troppo, nonostante i temporali sparsi di qua e di là per l’Italia, l’estate ancora ufficialmente in atto, anche se, ahimè, nella sua fase calante, ma soprattutto finalmente in vacanza ci sto io! Ragion per cui ho deciso, prima della mia partenza, di preparare per voi un pezzo alquanto leggero e adatto ad una lettura da spiaggia, sebbene non abbia la minima presunzione di raggiungere i livelli di Novella 2000 o Chi. Se siete in spiaggia, in questo momento vi trovate,  credetemi, nel luogo che più si addice all’articolo, per una semplicissima ragione: avete la ghiotta occasione di testare con mano quanto vi dirò, anche questa volta in modalità lista della spesa, per preservare ancora per un po’ la vostra mente da  inutili sforzi. Le località migliori a questo scopo sono sicuramente le spiagge affollatissime, quelle, per capirci, dove avrete guadagnato con fatica e lotte per la sopravvivenza, un esiguo spazio vitale, destinato a restringersi sempre di più mano a mano che le lancette dell’orologio si spostano in avanti (a meno che non abbiate optato direttamente per un bagno pomeridiano). Il sovraffollamento, tra innumerevoli svantaggi-urla dei bambini, odori di qualsivoglia tipo di alimento e non solo, conoscenza di usi e costumi di popolazioni indigene-offre infatti alcuni vantaggi. Scusatemi, avete ragione, vogliate perdonare la mia ormai definitiva inclinazione naturale a cercare il lato positivo in ogni situazione! Insomma, che vi piaccia o no, avete l’occasione di poter osservare-con discrezione, si capisce-e catalogare, come farò io per voi, le varie tipologie di bellezze al bagno. Veniamo, quindi, alla lista delle “tipe da spiaggia”; non si sentano esclusi i ragazzi, su per giù le categorie sono simili e vi prometto, boys, l’anno prossimo penserò anche a voi!

  1. La smartphone dipendente

Non è un caso che la smartphone dipendente occupi la prima posizione della lista, dato che il cellulare è diventato il migliore amico di gran parte di noi, per svariati motivi che non stiamo qui ad analizzare, finirei con l’essere troppo pesante! La nostra amica con problemi di dipendenza da telefono è perennemente impegnata in qualche attività che implichi l’uso del suo dispositivo mobile, che sia ascoltare la musica con le cuffiette(si spera!), navigare sul web alla ricerca di notizie indispensabili alla sua permanenza sulla spiaggia, consultare uno ad uno tutti i social network in suo possesso, messaggiarsi su wathsapp con mezzo mondo, inclusa la vicina di casa, e, persino inviare i vecchi cari SMS a tutti i contatti in rubrica, che tanto sono gratis nel piano tariffario estivo. Ma udite udite, l’attività preferita della nostra tipa numero 1 da spiaggia è scattarsi tanti selfie quante le fotografie contenute nell’album del matrimonio. Lo so che ho praticamente fatto la scoperta dell’acqua calda ma dirlo era quasi un mio dovere morale! Quanto è bello vederla spostare lo smartphone in tutte le direzioni possibili alla velocità della luce, avvicinare in modo provocante(?) le labbra per riprodurre la tanto amata duck face, sistemarsi i capelli, mettere e togliere gli occhiali da sole, dimenarsi alla ricerca dell’inquadratura migliore? Sappiamo benissimo come andrà a finire. Proverà ad applicare qualche filtro per migliorare il risultato, cancellerà quasi tutte le foto, ne pubblicherà al massimo un paio su Facebook o Instagram (o entrambi). Al tramonto deciderà che la foto migliore è quella dal lettino, con le cosce in primo piano modello wurstel e il mare sullo sfondo. Romanticismo da spiaggia.

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2. La modella

Anche la nostra amica modella ama scattare fotografie o meglio ama farsele scattare. Su dai, lo siamo state un po’ tutte almeno una volta, magari nel periodo della nostra vita in cui ci siamo sentite più carine o avevamo voglia di far vedere a qualche tipo cosa si fosse perso! La ragazza in questione, la fotocamera dipendente, costringe l’anima pia che condivide con lei la giornata al mare, a seguirla in un’impresa a dir poco estenuante: il servizio fotografico sul bagnasciuga. La migliore amica e il fidanzato sono le vittime più gettonate. Si arma di ogni accessorio possibile a rendere la sua immagine invidiabile ed originale (nella sua mente!): pareo, cappello, occhiali da sole, bandana, cocktail, perfino i tacchi nel peggiore dei casi. Insomma le manca solo il suo animale domestico al seguito. Vi aspettate che le foto siano facili da realizzare avendo portato con sé tutto il necessario per un servizio degno della Canalis, ma non è propriamente così. Manca sempre qualcosa e l’improvvisato fotografo sarà costretto ad andarlo a recuperare sotto l’ombrellone: il gloss per le labbra, un paio di orecchini, un ventaglio (che fa molto spagnola) o semplicemente la bottiglina d’acqua, perché fare le foto è indubbiamente faticoso. Lei si trasformerà per l’occasione in una vera e propria sirena, adagiata su una piccola roccia proprio come la sua fonte di ispirazione (la Sirenetta, ovviamente), si distenderà in acqua, si appoggerà ad una parete e….varie ed eventuali. Obiettivo principale della missione: risultare sexy. Qualcuna (e non è il caso della gnocca che vedete nell’immagine) sfortunatamente non tiene in considerazione il fatto che il fotografo non sia il santo patrono della località in cui si trova. San Gennaro, fai il miracolo!

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3. L’insofferente

Non sta mai ferma. Niente e nessuno è in grado di placarla, forse ci riuscirebbe solo uno shock anafilattico da puntura di calabrone (si scherza, eh, nessuno se la prenda!). Appare inquieta, come se il mare piuttosto che rilassarla le facesse da effetto adrenalina, si muove continuamente facendo la spola tra il bar e il lettino, con qualche intermezzo balneare. Fuma, mangia, beve, parla al telefono, si sdraia per 5 minuti al sole per poi rialzarsi, ascolta la musica, fa una passeggiata in riva, chiacchiera continuamente da far invidia a Roberto Benigni. Il suo è un ritmo frenetico, che va avanti fino a che non si riveste e va via, per la gioia di tutti quelli a cui ha fatto venire l’ansia intorno a sé. Se invece la vedete finalmente ferma, preoccupatevi, forse è davvero morta.

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4. La lucertola

L’esatto opposto della precedente. Avete presente l’espressione “dove la metti, sta”? Benissimo, non c’è nessuna frase che sia più adatta a lei, a patto che la mettiate al sole. Il suo corpo ha la necessità di assorbire la maggiore dose di radiazione solare possibile per la singola giornata di esposizione al sole. Sono in corso studi scientifici per ricercare nelle sue cellule la presenza di singolari recettori con la funzione di svegliarla dal torpore mentale in cui cade quando la sua pelle non viene sfiorata da un UVB. Fateci caso, la tipa da spiaggia perennemente al sole è inerte, non muove nessun muscolo, nemmeno quelli mimici-e ancora non ho capito come sia possibile che non corrucci nemmeno per un attimo la fronte-se non per cambiare posizione seguendo il movimento del sole(sì, lo so che è la Terra che si muove!) in perfetto stile girasole o se preferite come si fa quando si friggono le melanzane, prima da un lato e poi dall’altro. A un solo gesto la lucertola, variante VIP, non sa resistere, spruzzarsi di tanto in tanto un po’ d’acqua con l’apposito spruzzino, ma una domanda mi sono sempre posta: perché non concedersi una pausa dal sole direttamente in acqua?

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5. La bambina

I castelli di sabbia non sono per lei una metafora dei suoi eventuali fallimenti, sono proprio le costruzioni da spiaggia che tutti abbiamo fatto nell’infanzia con mamma e papà. Infanzia. Per lei non è un lontano ricordo, anzi. Al mare torna un po’ bambina e si diletta in una serie di giochi senza preoccuparsi minimamente del fatto di avere qualche capello bianco o le prime rughe sul viso. È l’immagine della spensieratezza e di quell’approccio fanciullesco alla vita (e alla vacanza) che mette di buon umore e qualche volta suscita un pizzico di invidia! Insomma, è proprio la tipa che resetta il cervello e si gode ogni istante della sua giornata al mare; le energie ovviamente non le mancano. Come ogni bambino che si rispetti, ha in dotazione pile speciali di durata infinita. La puoi scorgere a raccogliere le conchiglie come faceva “Flo, la piccola Robinson”, o a giocare in acqua, proporre giochi di gruppo o semplicemente una partita a carte o a bocce. Adora indossare pinne e maschera e si incanta a guardare i pesci, con i quali vorrebbe segretamente fare amicizia. Tenetevi assolutamente lontani da lei se non volete essere schizzati al mare: quanto più sarà dispettosa, tanto più lei si divertirà. Volete davvero vederla felice? Proponetele una lotta a cavalcioni in pieno mare o tentate di affogarla. Magari ve ne liberate anche!

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Vi do appuntamento alla prossima settimana per la seconda puntata dell’ “inchiesta” sulle tipe da spiaggia e……buon proseguimento di vacanza!

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