Cinema. “Giovani si diventa”. Il tentativo, parzialmente riuscito, di confrontare due generazioni.

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Luglio, si sa, non è il mese ideale per andare al cinema, complice non solo la voglia di trascorrere le serate all’aria aperta ma la consapevolezza che con grande probabilità non si assisterà a nessuna proiezione memorabile. Le uscite più attese, infatti, sono previste per la fine del mese di agosto, al riprendere della vita “normale”, del campionato di calcio e della stagione cinematografica.

Eppure, una certa curiosità la desta la presenza nelle sale in questi giorni del nuovo film con Ben Stiller e Naomi Watts, “Giovani si diventa” (titolo originale “While we’re young”), con la regia e la sceneggiatura di Noah Baumbach (già sceneggiatore di “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”). Ci si aspetta quanto meno di regalarsi 90 minuti di risate, soprattutto per la presenza nel cast del comico statunitense, protagonista, tra gli altri film, di “Una notte al museo” e “Ti presento i miei”. Eppure sin dalle prime scene si ha la netta sensazione che non sia propriamente così.

Il film, presentato prima al Festiva di Toronto e poi a quello di New York, è uscito negli USA a marzo e racconta l’incontro tra due coppie, una più matura, che ha da poco superato la quarantina, formata da Josh e Cornelia (interpretati dalla coppia Stiller/Watts) ed una giovane, che non ha ancora raggiunto i 30 anni, formata da Jamie e Darby, interpretati da Adam Driver e Amanda Seyfried. Occasione di conoscenza è un corso tenuto da Josh, di professione documentarista in crisi creativa, frequentato tra gli altri dall’intraprendente Jamie, che si presenta al suo professore dichiarandosi un profondo ammiratore dei suoi lavori. Di lì alla conoscenza delle rispettive metà , il passo è breve ed il risultato è sorprendente: nasce con grande naturalezza e spontaneità una sincera ed affettuosa amicizia tra le due coppie, nonostante un gap generazionale di quasi 20 anni.

Con non pochi clichè, la prima parte del film scorre, piuttosto lentamente, mostrandoci come la coppia più matura benefici della contagiosa freschezza dei due ragazzi, guadagnando in vitalità ed entusiasmo. Jamie e Darby in pieno centro di New York si muovono in bicicletta, vivono in un open space dal sapore vintage-in cui c’è spazio perfino per una gallina-e preferiscono usare matite e macchina da scrivere piuttosto che smartphone et similia, di cui Josh e Cornelia sembrano ormai “schiavi”; e ancora LP vs CD e vecchie VHS vs Apple TV. Così, se Josh non regge al confronto con Jamie, il prototipo del ragazzo “cool”, in una passeggiata in bicicletta per via dell’artrite, Cornelia sfigura decisamente al corso di hip hop al quale si fa trascinare da Darby, tipica ragazza acqua e sapone. D’altro canto la coppia Josh/Cornelia non sembra essere minimamente a proprio agio con gli amici di sempre che, diventati tutti genitori, sono ossessionati dal perché la coppia non voglia avere un figlio e vivere una vita a loro parere più adulta e adatta alla loro età, piuttosto che frequentare due ragazzini.

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While-Were-Young-Noah-Baumbach-619-386Culmine di un’amicizia che sembra essere surreale è un’esperienza di “purificazione” al cospetto di uno sciamano, a partire dalla quale iniziano ad emergere le frustrazioni di ciascuno dei personaggi. Effettivamente qualcosa non va come dovrebbe, infatti l’interesse di Jamie per Josh si rivela interessato ad ottenere un aiuto per la realizzazione del suo documentario, complice il fatto che Cornelia è la produttrice dei film di suo padre, uno dei più influenti documentaristi della Grande Mela, che non rimane indifferente all’esuberanza creativa di Jamie, facendogli da Mecenate. Analizzando i comportamenti di Jamie, inevitabilmente Josh comprende la realtà dei fatti e non si esime dal dare una lezione di vita al ragazzo, che era ricorso all’uso di metodi poco ortodossi per realizzare il suo documentario, metodi che la genuinità e l’onesta intellettuale di Josh non contemplano.

Il film, che sicuramente non spicca per brillantezza, è ben lontano dalle commedie intellettuali di Woody Allen, dalle quali trae timidamente qualche spunto, ma è comunque un buon tentativo di mettere due generazioni a confronto, esaminandone punti di forza e di debolezza, ma anche di convergenza. Un po’ scontato lo “scivolone” delle due coppie, che per qualche attimo si scambiano i partner; si conferma in voga il tema della coppia che rivendica la “libertà” dall’essere genitori, ma che, in questo caso, nasconde il disagio del non poterlo essere.
La pecca del lavoro di Baumbach è soffermarsi troppo brevemente sul tema, spostando l’attenzione, nel corso della seconda parte del film, ad altro, sostanzialmente al modo attraverso cui viene svelato un inganno, al tradimento di un’amicizia, che di per sé non possiede basi solide. Il ritmo, parallelamente, muta e con una piacevole sorpresa per lo spettatore, cresce, merito soprattutto di dialoghi più consistenti. Il punto di forza del film è sicuramente il cast, che vede sia Ben Stiller che Naomi Watts in un ruolo piuttosto insolito, con una buona prova di Adam Driver, mentre Amanda Seyfried appare un po’ scialba nell’interpretazione del personaggio forse meno caratterizzato dei quattro. Una bella colonna sonora accompagna il film che, in definitiva, avrebbe convinto di più con una sceneggiatura meglio strutturata e qualche dialogo più brillante.

Nel film si coglie infine un messaggio: come ogni relazione umana, anche una relazione amicale tra due coppie di diversa età può esistere e funzionare ma solo se è fondata su una condivisione vera, scevra da secondi fini e dalla mera soddisfazione dei propri bisogni.

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Esserci, voce del verbo amare.

Se oggi mi chiedessero cos’è l’amore, direi che è tutto quello che siamo io e lui.
L’amore non è sentire qualcosa, perché ciò che si sente può cambiare da un momento all’altro, può cambiare direzione come il vento o le correnti del mare, che possono portarti lontano, col cuore in gola, in un attimo, lasciandoti credere di raggiungere una meta, per poi portarti altrove, senza che tu possa fare molto per impedirlo.
L’amore oggi per me è un atto, è un susseguirsi di momenti concreti di presenza, dedizione, supporto, confronto, crescita.
Guardaci, direi, per cogliere nei nostri sguardi la gioia di esserci trovati, nei nostri abbracci la certezza di esserci per l’altro, nelle mani che si intrecciano il confondersi delle vite l’una nell’altra, nei nostri baci l’appartenerci, nelle discussioni l’accogliere le nostre diversità per essere in due migliori di quanto siamo da soli, nei nostri sorrisi una delle armi più potenti per affrontare la vita, l’ironia.

L’amore, soprattutto, non è qualcosa che si dà, per poi sottrarlo.

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Fotografia. Gli anni più straordinari del cinema italiano nelle foto di Monicelli in mostra al PAN.

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Lo scorso 16 maggio Mario Monicelli, classe 1915, avrebbe compiuto 100 anni. Per celebrare un secolo dalla sua nascita e la sua straordinaria carriera artistica, il PAN Palazzo delle Arti di Napoli (Palazzo Roccella-Via dei Mille 60) ospita una mostra dal titolo “Mario Monicelli e RAP – 100 Anni di Cinema”, inaugurata il 3 luglio e visitabile gratuitamente sino a sabato 29 agosto. Parallelamente, durante questa settimana, il Cinema Metropolitan (Via Chiaia) ha riproposto alcuni dei capolavori cinematografici del grande regista e sceneggiatore, scomparso nel novembre 2010. Emblematico l’atto finale di una vita vissuta fuori da qualsiasi schema: la decisione di togliersi la vita lanciandosi dal quinto piano del reparto di Urologia dell’Ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore alla prostata. “Era un uomo del futuro, Mario”: così la compagna, Chiara Rapaccini, in arte RAP, descrive Monicelli. E in questa frase, probabilmente, è racchiuso l’intero senso della sua carriera artistica e della sua vita privata. “Del passato non conservava né ricordi né documenti”-prosegue RAP-ed è proprio da questa consapevolezza che la sua ultima compagna ed artista è partita per raccogliere e catalogare pazientemente tutte le fotografie che Monicelli aveva destinato alla spazzatura, come di consueto faceva a conclusione di un progetto. 80 di questi scatti inediti, principalmente provenienti dai set di alcuni dei più grandi film italiani del secolo scorso, sono esposti nelle sale del primo piano del PAN. Passando in rassegna le fotografie, prevalentemente in bianco e nero, si viaggia attraverso uno dei capitoli più memorabili e luminosi del cinema italiano, quel cinema che ha reso l’Italia apprezzata ed invidiata all’estero, al pari-se non superiore-del colosso americano.

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Emozionano le foto dai set di alcuni dei film cult della cosiddetta “commedia all’italiana”, di cui Monicelli è stato il massimo esponente insieme a Dino Risi e Luigi Comencini, da Amici miei a I soliti ignoti, da L’Armata Brancaleone a Un borghese piccolo piccolo, che secondo alcuni chiude idealmente questo filone. E ancora scatti sui set di Casanova 70, mentre illustra la scena da filmare a Virna Lisi, Brancaleone alle crociate, con un giovanissimo Paolo Villaggio, La grande guerra, Viaggio con Anita, con Goldie Hawn e Giancarlo Giannini, Temporale Rosy, al fianco di G. Depardieu, Il Marchese del Grillo, Parenti Serpenti. Preziose ai nostri occhi le immagini che lo ritraggono insieme a Totò, sul set di Guardie e Ladri e Totò e Carolina, con Eduardo De Filippo, Mastroianni, Sordi, Tognazzi, Gassman, Mariangela Melato, Monica Vitti. Un susseguirsi di attimi di vita, di lavoro alla macchina da presa, di confronto con i “suoi” attori, di pause, di tensione, di creatività. E accanto a lui non possono non notarsi le espressioni intense di veri e propri mostri sacri del cinema, gli stessi che in momenti di nostalgia tutti vorremmo rivedere interpretare capolavori con quella vena poetica e con quel sapore tragicomico con cui Monicelli sapeva in modo unico dipingere le sue pellicole. C’è anche spazio per fotografie che ritraggono il regista nella sua vita privata, una commovente immagine di bambino, un preziosissimo scatto del maestro francese Robert Doisneau, fotografie di un Monicelli ormai anziano negli ultimi anni, altrettanto straordinari, della sua carriera.

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11733954_10206896954251914_377431315_oLa mostra si completa con il lavoro artistico di RAP che, partendo dalle stesse foto, realizza illustrazioni-acrilici su carta-in cui reinterpreta l’immagine originaria privandola di alcuni elementi-facendo risaltare la figura di Monicelli-ed arricchendola di altri: commenti, pennellate, baloon. C’è spesso la figura stilizzata di una bambina: è la stessa Chiara Rapaccini, al cospetto dei tanto ammirati maestri del cinema, gli stessi di cui aveva-per sua confessione-una certa soggezione. A lei il merito di aver portato ai nostri occhi veri e propri cimeli di un tempo passato, sottraendoli all’oblio, come testimonianza dell’inestimabile patrimonio culturale che ci ha lasciato il cinema italiano.

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Io viaggio da sola. Non proprio! (Alla scoperta delle PinkTrotters……)

272_firstStrane congiunzioni astrali sembrano essere il motivo per cui almeno una volta nella vita ogni donna si trova ad affrontare una delicatissima questione. No, non la fine di una relazione sentimentale né tanto meno un licenziamento o una gravidanza inaspettata. Qui parliamo di vacanze estive e l’argomento è serio, complice il fatto che luglio è bello che iniziato, il che equivale a dire che il tanto agognato/temuto agosto è ormai alle porte! Forse qualcuna si starà chiedendo perché io stia usando un tono così drammatico per parlare di una delle più grandi gioie della vita di un essere umano (dopo il sesso, il sonno e il cibo, ovviamente!).

Eppure sono convinta che qualche lettrice starà già avvertendo la sensazione di essere stata colta in flagrante, un po’ come Adamo ignudo nel giardino dell’Eden scoperto a mangiare il frutto della conoscenza (la mela, per chi lo avesse dimenticato!). Ragazze, parlo proprio con voi, le “sfigate” per eccellenza. Voi, che dopo un anno di studio o lavoro e relativi sacrifici e privazioni, diete ad hoc per superare a pieni voti la prova costume, risparmi che il vostro salvadanaio è diventato un porcellino con obesità di grado elevato, non avete la più pallida idea di come trascorrere le vostre ferie estive. Sì, perché non solo non avete un ragazzo, ma le vostre amiche-manco si fossero messe tutte d’accordo per giocarvi il più brutto scherzo della vostra vita-si sono tutte fidanzate e a voi di fare la “candela”-se mai vi proponessero gentilmente di partire con loro-non va proprio.

donna-valigia-viaggio_550x574Vacanza in famiglia? Non scherziamo! Una volta acquisita l’autonomia, di tornare indietro non se ne parla! E poi, al solo pensiero di tre/quattro ombrelloni occupati a schiera da parenti fino al terzo grado, compresi bambinetti e “pora nonna” al seguito, diciamoci la verità, vi convincete che la vostra casa sarebbe il luogo ideale dove trascorrere i giorni più caldi dell’anno. Una crociera per single? Lo sappiamo già come si concluderebbe: livelli testosteronici così elevati dalla mattina a notte inoltrata che la vacanza si trasformerebbe in una gara di slalom gigante da fare un baffo ad Alberto Tomba. Agognereste un po’ di relax più di un’oasi in pieno deserto. E un bel viaggetto da sole in una capitale europea girl-friendly? Sì, d’accordo sono esperienze che fortificano lo spirito e incrementano esponenzialmente l’autostima, però, quanto è bello condividere le piccole grandi esperienze di una vacanza! Un buongiorno assonnato e un caffè, una lunga giornata di mare, una passeggiata tra le boutique colorate, un aperitivo al tramonto, canticchiare tra mini dress e make up con la tua migliore amica che ti presta come al solito la lacca che hai dimenticato nel bagno di casa tua. Bene (sarebbe più corretto dire “male”!), a questo punto inizia il panico e tutto, ma proprio tutto intorno a voi, sembra parlare di vacanze. Quali sono le mete preferite dagli italiani? Di che percentuale si svuoteranno le città? Prenota un volo low cost! Servizi al Tg, spot pubblicitari in radio e in TV, offerte di Booking e Easy Jet che arrivano per magia sulla casella di posta elettronica, volantini “appiccicati” sulle vetrine delle agenzie di viaggio, ma soprattutto loro: le foto dei contatti facebook direttamente dal bagnasciuga delle Maldive (pure se è Baia Domizia non fa differenza, la rabbia è già scattata!) e le stramaledette domande di tutti quelli che incontri per strada. Gli stessi che ti hanno chiesto decine di volte se ti fossi laureata, perché non sei “ancora” fidanzata e se a casa va tutto bene. Che gli vorresti solo ricordare quanto fosse interessante guardare i “Fatti Vostri” del buon Magalli. Ragazze, è dura, lo so! Ma c’è qualcuno che ha pensato seriamente a voi e anche a quelle donne che non hanno mai potuto realizzare la vacanza dei loro sogni-e ovviamente non sono io, che a parte dedicarvi un articolo e sostenervi con tutto il mio affetto, non avrei saputo cosa fare. Lei è Eliana Salvi, ha 31 anni ed è di Ascoli Piceno.

2qm-0lYsHa trascorso buona parte della sua vita su e giù per il mondo e dopo aver lavorato nel freddo mondo di una multinazionale, sottostando a gerarchie e meccanismi che non si conciliavano con il suo spirito libero, ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Ha sfruttato la sua innata creatività, la passione per i viaggi, la voglia di condivisione e le competenze manageriali, senza dimenticare i desideri delle migliori consulenti al mondo, le sue amiche, per creare una startup tutta “Alfemminile” chiamata PinkTrotters, versione in rosa di globetrotters. Si tratta di una community di sole donne che, pur non conoscendosi, decidono di affrontare un’esperienza di viaggio insieme, ad alto tasso di glamour tra eventi esclusivi in giro per il mondo. Global lifestyle community of women: così “recita” il sito internet delle ViaggiatriciInRosa. Ci si registra, si entra a far parte della community, ci si scambia informazioni, si scelgono mete ed eventi e il gioco è fatto. Non resta altro che viaggiare. Parola d’ordine: essere smart. E temo anche avere un bel po’ di soldini da spendere ed essere-tanto per cambiare-strafighe, ma questo è un altro discorso!

mykonos-pinktrotters2Poche sinora le giramondo italiane, molto più predisposte ad un’avventura del genere le straniere. Ammetto in tutta onestà che è necessaria una buona dose di “coraggio” per partire con delle complete sconosciute-soprattutto se si sono sperimentati tremendi e del tutto inattesi litigi vacanzieri-ma, se l’alternativa è rinunciare ad una vacanza strameritata o ad una vacanza come la si è sempre sognata, perché non provarci. Magari una delle pinktrotters durante il viaggio diventerà la vostra migliore amica e il prossimo anno vi godrete un viaggio insieme, magari meno glamour, ma con affinità comprovata. Perché, diciamocelo giusto tra di noi, sfoggiare fisici impeccabili e outfit da fare invidia a Chiara Ferragni con tanto di migliaia di like su Instagram, non è proprio il primo desiderio di una donna che parte per le vacanze estive. Bikini, infradito e telo da mare e il gioco è fatto! Nel frattempo, buona pianificazione di vacanza a tutte, qualsiasi cosa decidiate di fare, anche rimanere in città!

Se volete saperne di più di PinkTrotters, visitate il sito ufficiale: http://www.pinktrotters.com/http://www.pinktrotters.com/

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Ti meriti un amore……

tumblr_lc9uabRoDc1qa6znzo1_500Quando si parla di amore non mi piace molto usare il verbo “meritare”. L’amore non si merita, l’amore vero è gratuito, l’amore vero è quello che si manifesta quando sbagli, quando cadi, quando pecchi, quando hai bisogno di essere perdonato. Eppure queste parole di Frida hanno risuonato forte nel mio cuore, forse perché l’amore che “merito” è proprio quello che lei descrive in modo sublime ed quello che ho “trovato”……

……Quello che al mattino mi porta il caffè con tutta la dolcezza che una donna possa desiderare.

Ti meriti un amore che ti voglia spettinata,
con tutto e le ragioni che ti fanno alzare in fretta,
con tutto e i demoni che non ti lasciano dormire.
Ti meriti un amore che ti faccia sentire sicura,
in grado di mangiarsi il mondo
quando cammina accanto a te,
che senta che i tuoi abbracci sono
perfetti per la sua pelle.
Ti meriti un amore che voglia ballare con te,
che trovi il paradiso ogni volta che
guarda nei tuoi occhi,
che non si annoi mai di leggere le
tue espressioni.
Ti meriti un amore che ti ascolti quando canti,
che ti appoggi quando fai il ridicolo,
che rispetti il tuo essere libero,
che ti accompagni nel tuo volo,
che non abbia paura di cadere.
Ti meriti un amore che ti spazi via le bugie
che ti porti l’illusione,
il caffè
e la poesia.

Frida Kahlo

La mostra Rock!5 al PAN: da Pino Daniele ai Pink Floyd, la musica non ha confini

4-Mostre-presentate-da-Rock5Quanto il linguaggio musicale sia universale è cosa nota ed ampiamente comprovata tanto dall’esperienza individuale quanto da quella collettiva; la mostra Rock!5 ne fornisce un’ ulteriore dimostrazione congiungendo con un filo invisibile due realtà musicali lontane, solo apparentemente discordanti quali quelle di Pino Daniele e dei Pink Floyd. Il primo, simbolo incontrastato della napoletanità e di un mix di sonorità provenienti dal Sud del mondo-senza però trascurare l’interesse verso il “progressive” inglese, i secondi una delle più grandi rock band-“made in Britan”-mai esistite. Sperimentazione, passione, una lunga, lunghissima carriera, decisioni spesso impopolari: questi alcuni degli elementi che tracciano un’ideale connessione tra due veri e propri fenomeni musicali. Sullo sfondo la Campania, terra natia di Pino, che a Napoli è nato, vissuto-prima di trasferirsi-e ha composto e suonato la sua musica, ma anche la terra che ospita Pompei, il sito archeologico tra i più visitati del mondo, dove i Pink Floyd hanno suonato il loro famigerato concerto senza pubblico al cospetto delle solenni e silenziose rovine.

Rock! mostra internazionale sulla musica e i suoi linguaggi, giunge quest’anno alla V^ edizione e come di consueto prende vita nelle sale del PAN, il Palazzo delle Arti di Napoli (Palazzo Carafa di Roccella-Via dei Mille 60) sotto la direzione artistica di Carmine Aymone e Michelangelo Iossa, anche ideatori ed organizzatori della mostra. 2000 mq circa di spazio espositivo per una mostra che è ormai a pieno diritto tra gli appuntamenti fissi degli cultura napoletana, avendo tutte le potenzialità e la forza espressiva per parlare ad un pubblico vasto ed eterogeneo, il pubblico amante della musica, pane quotidiano di Napoli. Quest’anno la mostra si arricchisce e si divide in quattro, essendo quattro le sezioni in cui si articola: il secondo piano del PAN è interamente dedicato a Pino Daniele, che viene celebrato con la mostra “Pino! I mille colori del lazzaro felice”, mentre l’area Loft è dedicata ai Pink Floyd e al loro “Live at Pompeii”, alle opere digitali di Juan Betancourt e alla sezione, presente anche quest’anno, “The sound of music”.

Ed è proprio da quest’ultima che ha inizio la nostra passeggiata al PAN. “The sound of music: storia delle macchine parlanti e delle radio” è un’esposizione, curata da Raffaele Grieco, dei dispositivi, analogici prima e digitali poi, che hanno permesso negli ultimi 50 anni di registrare e riprodurre l’audio e il video, dando voce ed immagine alla musica e non solo. Il fine, quindi, è mostrare come il progresso tecnologico abbia reso possibile, anche nel campo della musica, di realizzare oggi i dispositivi che comunemente utilizziamo. Veri e propri oggetti cult di un recente passato, di fronte ai quali, specie chi li ha usati o visti usare da bambino, non può che provare un misto di emozione e nostalgia: audiocassette, VHS, walkman, CD, MiniDisc, MiniDV e persino un carillon programmabile ed il registratore Grundig TK-47, risalente al 1962, esposto con l’apposito manuale di istruzioni. La mostra è impreziosita dalla spiegazione della tecnica di registrazione “binaurale”, con l’ausilio di due esperimenti interattivi, particolarmente adatti a stimolare l’interesse e la curiosità dei più piccoli.

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Sempre nell’area Loft del PAN si resta incantati di fronte alle cosiddette “Animated Covers”, vere e proprie copertine di dischi animate, realizzate dall’artista venezuelano Juan Betancourt ed esposte a Napoli in anteprima europea. Ecco che le copertine di alcuni dischi dei più famosi rocker prendono vita: dai Led Zeppelin ai Pearl Jam, passando per Pink Floyd, Nirvana e Micheal Jackson. E incantano le tre “versioni animate” delle copertine di “Terra Mia”, “Pino Daniele” e “Tutta n’ata storia-Vai mò-Live in Napoli”, tre dischi del cantautore partenopeo che Betancourt ha voluto a suo modo omaggiare appositamente per Rock!5.

Lo spazio espositivo del piano terra è completato dalla mostra “Pink Floyd-Live at Pompeii: the exhibition”, un vero e proprio viaggio attraverso le immagini sul set-e dietro il set-del film diretto dal regista Adrian Maben, che ha collaborato, insieme al Comune di Pompei, per realizzare questa esclusiva ed imperdibile mostra. Gli scatti, di cui ben 10 del tutto inediti, sono opera del fotografo Jacques Boumendil, l’allora direttore della fotografia, che ha immortalato Roger Waters e il resto della band non solo nel corso delle prove e del concerto ma anche durante i giorni vissuti alle pendici del Vesuvio nel lontano ottobre del 1971. Le immagini, accompagnate dalla proiezione del film, permettono quindi al visitatore di immergersi nel clima di uno dei concerti che hanno maggiormente segnato la scena musicale mondiale, con quella ricchezza di storia ed atmosfere magiche e surreali che solo i Pink Floyd avrebbero potuto realizzare. Lo spazio espositivo si arricchisce di pannelli che consentono di approfondire la storia dei singoli brani suonati a Pompei, tra cui “ A saucerful of secret” e “Echoes”, delle opere realizzate da Flavia Soprani, artista contemporanea napoletana che si è lasciata ispirare per ciascuno dei suoi dipinti minimalistici dallo spirito dei brani della band britannica e da cimeli del collezionista Stefano Girolami.

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11402729_10206809922796182_2420891507252123424_nLa mostra Rock!5 non poteva non essere in parte dedicata quest’anno a Pino Daniele, vista la sua recente ed improvvisa scomparsa che tanto ha scosso il cuore di Napoli e dei napoletani e di tutti gli estimatori del cantautore. “Pino! I mille colori del lazzaro felice” è una mostra maestosa, una delle più grandi mostre sinora mai realizzate sul compianto autore di “Napul’è”. Si rimane impressionati dalla quantità di “materiale” esposto nelle sale dedicate alla mostra, che consente di ripercorrere la carriera musicale di Pino Daniele, con una precisione ed una passione incredibili, grazie al contributo dei collezionisti Vincenzo Calenda e Francesco De Martino. Gli album, i concerti, le collaborazioni, le copertine dei dischi, le locandine dei live, collage realizzati con i ritagli di giornale, film le cui colonne sonore sono impreziosite dalle canzoni di Pino e addirittura-ed è emozionante vederle-chitarre da lui suonate, tra cui la rara Fender ZAI n.19 (in onore del giorno del suo compleanno). Visitare la mostra è come entrare in una gigante camera da letto di un fan che custodisce gelosamente tutti i “memorabilia” del proprio artista preferito: l’emozione è dietro l’angolo. Ma non solo l’artista, c’è anche spazio per l’uomo. Questo il senso delle fotografie in bianco e nero realizzate da Dino Borrelli, che immortalano con uno sguardo malinconico i luoghi in cui Pino Daniele è nato, vissuto, trascorso i suoi giorni, composto e suonato le sue canzoni, condiviso la sua vita: la chiesa di Santa Maria la Nova, Piazza del Plebiscito, Via San Sebastiano, solo per citarne alcuni. Le fotografie sono state il frutto di un’esperienza pensata sempre dalla coppia Aymone-Iossa, che hanno ideato degli itinerari culturali proprio lungo i “luoghi” di Pino Daniele, che hanno appassionato turisti e visitatori nel corso del Maggio dei Monumenti.

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11223304_10206825245539241_430058981059065512_nLa mostra è visitabile tutti i giorni-ad eccezione del martedì-fino al 19 luglio ed è gratuita.

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