Donne che aiutano le donne. Nuovo sportello anti-violenza a Napoli.

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Mani. Mani di donne, giovani ed anziane, mani che lavorano, che rassettano, che stringono dolcemente la manina di un bambino. Si tratta di alcuni frammenti del corto di Antonella Padulano-artista napoletana poliedrica alla prima prova di regia-dal titolo “Le mani di noi tutte”, che apre la conferenza di inaugurazione dello Sportello Antiviolenza, il primo della Municipalità Vomero-Arenella.

Lo “Spazio Ascolto Donna” è stato inaugurato lo scorso sabato 13 giugno presso la sala Paolo VI della Parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli a Cappella Cangiani (tra le più grandi d’Italia) nel contesto del Consultorio Familiare (SMC Onlus) che già da anni opera su un territorio ad elevatissima densità di popolazione come quello della V^ Municipalità, sinora ancora sprovvisto di un punto di riferimento per le donne vittime di violenza. Lo sportello è il concretizzarsi del lavoro, del senso sociale, della sensibilità e della comunione di intenti delle dottoresse Adelaide Mazzocchi e Sabrina Garofalo, psicologhe e rispettivamente Presidente e Vice Presidente dell’SMC Onlus.

“Sono orgogliosa della donna che sono”, “Tutte le donne sono belle”: frasi semplici ma allo stesso tempo ricche di significato. Sono quelle che appaiono nel video che introduce la conferenza, svoltasi alla presenza di un discreto pubblico sia femminile che maschile, a sottolineare l’importanza del tema, che interessa trasversalmente la popolazione, indipendentemente dal sesso e-importante sottolinearlo-dall’orientamento sessuale. Frasi forse scontate per tutte le donne che vivono la loro vita nella consapevolezza della loro forza, della loro ricchezza sociale ed affettiva, che hanno imparato a rispettarsi e ad amarsi, che intessono relazioni sentimentali sane e costruiscono con lo studio o con il lavoro la loro autonomia. Frasi che allo stesso tempo rappresentano quasi un miraggio per tutte le donne vittime di violenza, donne ripiegate su se stesse a leccarsi inevitabilmente le ferite procurate loro da uomini che con il corpo, le parole, il controllo, il possesso, la subordinazione economica, le minacce, trasformano la loro vita in un incubo da cui sembra non esserci via d’uscita.

Eppure le competenze professionali di altre donne, donne pronte a tendere la mano del tutto gratuitamente, rappresentano le armi per restituire a queste donne, spesso del tutto isolate da un contesto familiare e sociale, innanzitutto la speranza di emanciparsi da una condizione di violenza, nonché una possibilità concreta di ascolto, di aiuto, di cambiamento, con l’obiettivo finale del riappropriarsi di quella dignità di essere umano che è stata loro strappata.

La Dott.ssa Mazzocchi sottolinea come in questi anni di attività presso il Consultorio Familiare siano state tante le richieste di aiuto da parte delle donne, alle quali spesso non era possibile fornire un aiuto mirato, dovendo spesso delegare a terzi la gestione di situazioni delicate. In molti casi, le donne e le loro storie diventavano fantasmi, non si avevano più notizie rispetto all’ eventuale percorso di “liberazione”. Donne accolte ed ascoltate, quindi, di cui purtroppo non si sapeva più nulla.

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Riconoscere la necessità di una struttura adeguata e di specifiche competenze professionali è stato il primo passo per dare vita allo Sportello Anti Violenza, che beneficerà dell’attività specialistica della dottoressa Simona Di Matola, psicologa e della dottoressa Rosanna Armone, avvocato civilista. Di grande valore umano e professionale i loro interventi.

Simona Di Matola ha fatto un vero e proprio excursus sul tema della violenza, presentando la storia di una donna; è stato così possibile far luce sui molteplici volti della violenza stessa, che può essere contemporaneamente e drammaticamente fisica, sessuale, psicologica, economica. Di fronte ad un esempio reale e concreto di una donna che ha subito continui abusi fino a diventare completamente dipendente e sottomessa al suo carnefice, nessun’altra informazione o dato statistico può chiarire la gravità del problema che, con aspetti sicuramente differenti, interessa tutti, indipendentemente da razza, stato sociale, potere economico, località geografica, credo religioso. Sicuramente nel nostro paese il dato chiaro e allo stesso tempo sconcertante è che la stragrande maggioranza delle violenze sia perpetrata nell’ambiente familiare, da fidanzati, compagni, mariti, il che spiega il motivo per cui una donna vittima di violenza rimanga molto spesso invischiata in una ragnatela che è stata costruita intorno a lei in maniera subdola, liberarsi dalla quale è pressoché impossibile in assenza di un sostegno ben articolato. E la ragnatela è tanto più fitta quando, accanto alle donne, vittime indirette di violenza sono i bambini, che si trovano ad assistere a litigi, fisici e verbali, a cui in molti casi prendono parte in difesa della madre, o “semplicemente” vivere in un contesto familiare in cui la violenza, anche se non vista o sentita, è percepita chiaramente, segnandoli di ferite che porteranno per la vita e che ne condizioneranno inevitabilmente lo sviluppo e la personalità.

Sugli importantissimi e spesso misconosciuti aspetti legali interviene l’avvocato Rosanna Armone, che pone l’attenzione proprio sulla complessità ma anche sulle possibilità legali di gestione delle situazioni di violenza in cui, accanto ad una donna, vittime non meno trascurabili sono i bambini.

Nel corso dell’inaugurazione dello sportello anti violenza sono intervenuti anche il professore Fortunato Danise, Presidente del Club UNESCO Napoli, l’avvocato penalista Stella Arena, Presidente dell’Associazione Garibaldi 101, il dottor Annibale Falco, Segretario generale provinciale SIAP Napoli e il dottor Antonio Sannino, Presidente della Cosulta Pari Opportunità. Hanno inoltre esposto le loro opere Loretta Bartoli, Stefania Colizzi, Davide Esposito, Serena Lobosco e Antonella Padulano, mentre Marianna Matacena ha letto un toccante brano tratto dal film “Mary per sempre”. Diverse realtà, quindi, che si spendono ed interagiscono sinergicamente per contrastare un fenomeno di enorme impatto sociale, spesso ancora percepito e vissuto come un tabù, come qualcosa da nascondere.

L’obiettivo comune, che si realizza attraverso lo Spazio Ascolto Donna, è quindi dar vita ad una struttura integrata nel territorio che sappia prendersi cura a 360 gradi di tutte le donne che subiscono atti di violenza, affinché esse imparino a dire “NO” a chi sottrae loro libertà e dignità, fondamenti della vita di ogni essere umano.

Lo sportello “Spazio Ascolto Donna” sarà attivo nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì dalle ore 17:00 alle ore 19:00 in via Mariano Semmola 10 (tel. 0815461952).

L’articolo è pubblicato on line ai seguenti link:

http://www.mygenerationweb.it/201506262506/articoli/agora/al-femminile/2506-mgw-per-ladyo-al-vomero-un-nuovo-sportello-anti-violenza

http://www.ladyo.it/napoli-al-vomero-un-nuovo-sportello-antiviolenza/

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