L’addio a Laura Antonelli, donna dalla seduzione malinconica.

Parabole. Quelle della vita. Succede che a volte nella vita la parabola che si descrive, purtroppo, sia discendente. C’è chi lo chiama destino, chi pensa sia il frutto del caso, chi quello di scelte sbagliate. Io la chiamo vita. Vita sofferta, vita vissuta. Nel bene e nel male. Impossibile comprendere quanto assurdo giudicare.

Oggi se n’è andata all’età di 73 anni Laura Antonelli. Un infarto l’ha lasciata esanime nella sua casa vicino Roma. È morta sola. Solitudine: chissà quante volte avrà pensato a questa parola l’attrice. Chissà quante volte Laura Antonelli avrà maledetto quella sua condizione di solitudine estrema, quella “scelta” di vivere lontano dai riflettori, troppo scomodi ed invadenti, dal mondo, forse troppo complicato per lei o non abbastanza clemente, da se stessa, forse troppo fragile, troppo delusa.

Una carriera di tutto rispetto, che l’ha vista protagonista in pellicole di registi del calibro di Dino Risi e Luchino Visconti e recitare al fianco-tra gli altri-di Jean Paul Belmondo, Giancarlo Giannini ed Alberto Sordi. Bellezza ammaliante dalla straordinaria sensualità, è stata una delle icone del cinema “erotico” italiano degli anni ’70-’80 e sarà ricordata per sempre per aver interpretato il ruolo della cameriera che induceva pensieri peccaminosi in “Malizia”, film del 1973. Eppure, dopo il grande successo, la grande sconfitta. Guai giudiziari per detenzione di cocaina, interventi di chirurgia plastica che hanno deturpato il suo viso, la sua arma vincente, forse la maschera dietro la quale riusciva a sentire quella forza che non avvertiva altrove. E infine il disastro economico e l’interdizione; era infatti sotto la tutela legale del Comune di Ladispoli. Era già stata fin troppo forte Laura che, insieme alla sua famiglia, aveva vissuto l’esperienza drammatica della fuga dall’Istria per trovare riparo e accoglienza in Italia. Una seconda fuga, molti anni dopo. La fuga dalla società e il vero e proprio isolamento nella sua dimora di Ladispoli, con pochissimi amici di cui fidarsi, tra cui Lino Banfi e Claudia Koll.

Era bello il suo volto, seducente di certo. Eppure il suo fascino era reso ancora più intrigante da quel velo di malinconia che le si scorgeva nello sguardo. Un velo che con gli anni è andato ispessendosi e che, chissà, forse le ha impedito di guardare con un pizzico in più di fiducia alla vita. Ma sono solo considerazioni di una donna come lei, che prova a immaginare quanto possa valere poco il successo e l’ammirazione quando qualcosa dentro si è spezzato per sempre, quando il sentirsi soli è dilaniante. Quanto sia l’amare e l’essere amati e non l’essere ricchi e famosi la vera ricchezza della vita e la possibilità di superarne i momenti critici.

Chissà come ha vissuto Laura i suoi ultimi giorni, chissà se ha trovato un po’ di quella pace che cercava nella preghiera, chissà se la sua malinconia è stata addolcita dai ricordi più belli della sua giovinezza. Oggi tutti parliamo di lei. Molti lo hanno fatto troppo spesso procurandole ferite che l’hanno uccisa. Molti altri l’hanno ignorata ferendola allo stesso modo. Forse oggi in molti si sentono almeno un po’ complici della sua morte.

Eri stupenda, Laura! Voglio ricordarti con alcune delle immagini che ritraggono la tua bellezza.

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L’articolo è pubblicato on line al seguente link:

http://www.mygenerationweb.it/201506222493/articoli/agora/al-femminile/2493-l-addio-a-laura-antonelli-simbolo-di-seduzione-e-malinconia

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Un pensiero su “L’addio a Laura Antonelli, donna dalla seduzione malinconica.

  1. Silvana SALVARANI ha detto:

    Grazie a Dio, noi italiani non siamo in generale, cosí freddi.
    Laura Antonelli ha avuto un infarto, totalmente sola; senza badante, senza fratello senza famiglia. Per quello si é affrerrata a Dio, a Gesú Misericordioso che non l’ha abbandonata.
    Lui era con lei in quella fine dolorosissima perché sappiamo che l’infarto fa molto male.
    Come vorrei visitare il suo appartamentino di via Napoli 27b a Ladispoli per starle vicina!

    Mi piace

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