Alla scoperta del Museo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa

L’evento dello scorso sabato 23 maggio “Un treno per le stelle”, organizzato dalla Fondazione FS Italiane e dall’Unione Astrofili Napoletani, è stato l’occasione per visitare uno dei luoghi simbolo della storia delle Ferrovie di Stato Italiane, il Museo Nazionale di Pietrarsa, ancora incredibilmente sconosciuto a molti napoletani. L’evento di sabato si inserisce nel più vasto programma che ha  visto il Museo tra i protagonisti del Maggio dei Monumenti con visite guidate dedicate ogni fine settimana ad un tema specifico e, come detto, nel nostro caso si è trattato di una serata dedicata interamente agli astri e in modo particolare alla Luna. A partire dalle 19 e fino alle 23 è stato possibile effettuare osservazioni dirette della Luna sia mediante telescopio, sebbene le condizioni metereologiche l’abbiano resa piuttosto difficoltosa e poco soddisfacente, che mediante l’uso di schermi; ad arricchire l’evento mini lezioni di orientamento nel cielo e riconoscimento delle costellazioni, grazie alla presenza di astronomi.

Il tutto ha avuto luogo nel magnifico cortile antistante il Museo, che vanta una stupenda vista sul golfo di Napoli, essendo localizzato tra il Vesuvio ed il mare. Anello di congiunzione ideale tra l’evento per gli appassionati del Cielo e il tour guidato attraverso i padiglioni che ripercorrono la storia ferroviaria italiana, sono state proiezioni video sulle origini della Luna e sui moti lunari all’interno di una “saletta cinematografica” allestita per l’occasione con le immagini dei grandi film del passato che hanno visto protagonisti proprio i treni, uno su tutti l’indimenticabile “Destinazione Piovarolo” con Totò e Tina Pica.

Veniamo quindi al Museo: sorge a Portici, esattamente al confine con Napoli ed è uno dei luoghi simbolo della storia delle FS italiane, dei principali poli dell’archeologia industriale italiana ed è tra i più importanti musei ferroviari di tutta Europa. La storia del luogo è strettamente correlata a quella dei Borboni e nello specifico di Ferdinando II, che lo scelse come sede del Reale Opificio Meccanico, Pirotecnico e per le Locomotive, fondato nel 1840. Il luogo ove sorge, prima chiamato Pietra Bianca, fu successivamente denominato Pietrarsa in seguito all’eruzione del Vesuvio e all’arrivo sino alla costa della colata lavica.

A celebrare la figura del re borbonico, una statua in ghisa si erge maestosa nel piazzale, ritraendo Ferdinando II che indica il luogo dove realizzare le Officine. Il Museo, inaugurato nel 1989, ripercorre circa 150 anni della storia delle ferrovie italiane, consentendo al visitatore di intraprendere un viaggio del tutto originale a partire dalle locomotive a vapore sino ai treni più moderni. La visita guidata ha inizio dal Padiglione G, il più antico e riservato in origine alle tornerie: non si può non ammirare la sua struttura architettonica caratterizzata da una volta con archi a sesto acuto, cui si deve il nome di “Cattedrale”. Vi si trovano una delle primissime locomotive italiane, la Bayard, numerosi oggetti ferroviari, tra cui la macchina destinata alla stampa dei titoli di viaggio e un imponente plastico realizzato in 15 anni, chiamato Trecentotreni.

Nel Padiglione A, riservato in passato al montaggio, è presente invece il maggiore numero di treni storici: non può che destare emozione osservare dal vivo la locomotiva 740, che ebbe l’onore di trasportare il Milite Ignoto nel suo ultimo viaggio da Aquileia a Roma, ma anche la riproduzione del 1939 del primo treno delle FS che effettuò nel 1839 in 10 minuti la tratta Napoli-Portici con a bordo Ferdinando II e l’intera famiglia reale. Si prosegue attraverso i padiglioni B e C, che in passato ospitavano i forni e oggi carrozze e automotrici, tra cui la magnifica carrozza 10 del treno reale dei Savoia, costruita dalla Fiat, che ospitò Umberto II e la sua sposa durante il viaggio di nozze: spettacolari gli interni che vantano, tra le altre cose, soffitti intarsiati con lamine d’oro, stemmi delle Repubbliche Marinare e un  tavolo in mogano lungo 8 metri. Nello stesso padiglione si trovano anche una carrozza utilizzata dalle Regie Poste e la locomotiva della prima Metropolitana, che effettuava la tratta Napoli-Villa Literno.

Infine si ammirano negli ultimi padiglioni le locomotive diesel e numerosi utensili delle antiche officine. Un viaggio, insomma, attraverso una realtà tanto misconosciuta quanto di grande valore storico-culturale e di grande impatto sia visivo che emotivo, in un luogo prezioso per la nostra realtà campana che, come molti altri, il Maggio dei Monumenti cerca di valorizzare e di presentare al grande pubblico. Infine una più che doverosa menzione va all’ interessantissima mostra dedicata alle Macchine progettate dal genio di Leonardo Da Vinci, frutto dei suoi studi avveniristici di anatomia, idraulica e meccanica del volo.

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L’articolo è pubblicato on line al seguente link

http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=16882

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