“Eppur si muove: vento di cambiamento in passerella – II^ Parte

Nella prima parte dell’articolo abbiamo fatto un excursus attraverso le contraddizioni esistenti nel mondo della moda e abbiamo riflettuto sull’influenza che il mondo patinato delle passerelle ha sull’immaginario, soprattutto della donna, in termini di canoni di bellezza, influenzando in maniera netta la percezione della propria immagine. Vi ho anticipato anche quali sono le novità sulle passerelle. Non parlo di nuove collezioni e tendenze, ma di qualcosa di più importante. Solo modelle perfette, taglia 40, strafighe e da invidiare? Assolutamente no. Donne normali, donne che rappresentano tutte le donne, finalmente, indipendentemente dalla taglia, dallo stato di salute, dall’essere madri e perfino dall’identità sessuale. A questo punto non ci resta che entrare nel dettaglio delle principali “rivoluzioni”!

Di curvy abbiamo sentito parlare moltissimo. Ha fatto scalpore nei mesi scorsi la scelta del calendario Pirelli di avere come testimonial la rotondissima e bellissima Candice Huffine, a dimostrazione che non solo magrezza è sinonimo di bellezza da copertina. E, ancora a proposito di curvy, dopo che il brand americano più famoso di lingerie ha dovuto affrontare la polemica sollevata dalle tre studentesse inglesi-che non si sentivano adeguatamente rappresentate dallo slogan Perfect Body-Victoria’s Secret è stato anche il bersaglio della campagna #ImNoAngel, promossa da Lane Bryant, produttore di intimo plus-size. La stessa Candice Huffine, insieme ad altre modelle dalle curve prosperose, di taglia rigorosamente superiore alla 44, hanno posato in lingerie invitando le donne a scrivere l’hashtag relativo alla campagna con rossetto rosso su uno specchio e a fotografarlo per diffondere sempre più l’idea che le donne siano belle a prescindere dalla taglia.

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Molto più di impatto, a mio avviso e di grande significato socio-culturale, l’apertura del mondo della moda a realtà di malattia: da un lato la sindrome di Down, che sappiamo essere una condizione tanto frequente quanto grave, dall’altro la vitiligine, una semplice patologia cutanea nella quale aree più o meno estese del corpo sono prive o quasi di melanina, per cui la pelle assume un colore molto più chiaro del normale, con grande disagio estetico e psicologico.

Jamie Brewer è la prima modella Down della storia. Ha sfilato in un prestigioso evento newyorkese, tra l’altro dopo aver recitato ed essere diventata popolare nella serie televisiva American Horror Story, a dimostrazione che oggi la malattia non necessariamente esclude una persona da quelle attività che sino ad ora sono state riservate alle sole donne sane. L’esplosiva Jamie è diventata un vero e proprio simbolo non solo per tutte le donne con disabilità ma anche per tutte coloro che per i più svariati motivi hanno un cattivo rapporto con sé e la propria immagine. La stessa Jamie ha affermato: “”Se posso farcela io, può farcela chiunque; sento il supporto delle altre donne. Io mi mostro come sono e questo è d’ispirazione per loro. Mi sento molto onorata”.

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E tanto successo sta riscuotendo anche Chantelle Harrow, modella diciannovenne affetta da una forma molto estesa di vitiligine, che interessa cioè tutto il corpo: per giunta, essendo Chantelle di colore, il contrasto cromatico è più evidente. Eppure, fiera di sé e consapevole della propria bellezza, è stata in grado di trasformare la sua imperfezione in una caratteristica di unicità, spesso un miraggio nel mondo della moda. L’ironia realizzata nel servizio fotografico attraverso la contrapposizione bianco/nero ha fatto il resto!

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Non possiamo che fare a queste due donne speciali una standing ovation e prendere esempio da loro ogni qual volta, guardandoci allo specchio, passiamo del tempo a lamentarci di peso, imperfezioni e chi più ne ha più ne metta, perché, diciamocelo, noi donne siamo grandi campionesse quando si tratta di trovare in noi stesse dei difetti. Ahhhhh, l’insicurezza!

E non finisce qui! Andiamo ben oltre, dove era assolutamente impensabile arrivare. Sulla scia dell’esempio di Jillian Mercado, fashion blogger affetta da distrofia muscolare, che è diventata l’anno scorso testimonial per Diesel (campagna We Are Connected #DieselReboot), numerose sono state le sfilate di moda “aperte” a bellissime donne disabili, così come a uomini con arti artificiali). L’ultimo evento ha avuto luogo il 15 febbraio al Lincoln Center durante la New York Fashion Week 2015 con il nome di FTL Moda Loving You, organizzato in collaborazione con la Fondazione Vertical, che si occupa della sensibilizzazione sul tema delle lesioni spinali. Quanta forza e voglia di mettersi in gioco hanno dimostrato queste donne con la D, quanto abbiamo da imparare da loro, quanta forza possono aver tratto donne nella stessa condizione e nella più totale invisibilità!

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Ma veniamo alle super mamme di Dolce e Gabbana! Chi l’ha detto che una mamma non possa sfilare in passerella? Può mai l’aver avuto un figlio essere sinonimo di decadimento fisico o perdita della femminilità? Anzi, è del tutto il contrario. La gravidanza è il tripudio della femminilità e non sto dicendo, al contrario, che una donna che non abbia un figlio non sia altrettanto donna, le cosiddette “child-free” (anche se è un’espressione che non tollero) potrebbero linciarmi! Bene, la mitica coppia di stilisti, ha fatto sfilare mamme insieme ai loro bimbi e la stupenda Bianca Balti con il suo pancione di 6 mesi: inevitabile la commozione per la bellezza e l’unicità di questo evento. Le note sulle quali le modelle hanno sfoggiato i capi? Ovviamente quelle di “Viva la Mamma” di Edoardo Bennato.

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E raggiungiamo il top del top. Se nel lontano 1996 fece scalpore per il colore della pelle l’elezione di Denny Mendez come Miss Italia, oggi fa notizia ammirare sulla copertina, niente popò dimeno di Vogue, Andreja Pejic. Chi è? È la prima modella transgender della storia e scusate se è poco! Nel 2011 aveva sfilato come modello meritando, per il suo aspetto androgino, l’appellativo di “più bel ragazzo del mondo”. L’anno scorso ha annunciato la sua decisione di sottoporsi ad interventi per la rassegnazione chirurgica del sesso e oggi ritroviamo la 23enne australiana sulla copertina della più importante rivista di moda e come nuovo volto di Make Up Forever. Credo non ci sia bisogno di aggiungere altro.

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Insomma, nel mondo della moda qualcosa e forse di più sta realmente cambiando. Non resta che augurarci che la stessa apertura a differenti tipologie di bellezza, ciascuna con la propria unicità, si realizzi concretamente, rendendo tutte noi libere dall’ossessione della bellezza stereotipata e dall’incubo della bilancia. Non possiamo pretendere di piacere a tutti a tutti i costi, l’importante è piacere a noi stesse!

Il Punto V ne è una convintissima sostenitrice e si augura lo siano anche le sue lettrici ed i suoi lettori.

L’articolo è pubblicato su MYGENERATIONWEB al seguente link:

http://www.mygenerationweb.it/201504232396/articoli/agora/al-femminile/2396-eppur-si-muove-vento-di-cambiamento-in-passerella-ii-parte

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