L’uomo ideale dalla A alla Z (più o meno) – Parte II

….e allora continuiamo…..

M come: maturo/matto

Difficile incontrare un uomo tra i 30 e i 40 anni che sia sufficientemente maturo per essere un buon compagno? Chiedete un po’ in giro alle donne della mia età. Probabilmente vi risponderanno che al momento è più facile trovare  un cane parlante. A parte gli scherzi, la questione è davvero seria, serissima. Perché maturo, attenzione, non è l’uomo realizzato, né tantomeno l’attempato(relazioni con uomini molto più grandi? Lasciate perdere, a meno che in futuro non vi vogliate ritrovare a far loro da badanti!) e neanche il matusalemme, giovane fuori e vecchio dentro, da sempre, da quando ha iniziato l’asilo. La maturità non è una questione di età: si può trovare il cinquantenne che vive come l’eterno Peter Pan e il ventenne che è già pronto per vivere la vita adulta. L’uomo maturo è un uomo che sia in grado di relazionarsi, di fare delle scelte coerenti, di essere coerente tra parole e fatti, che non si nasconde dietro un dito ma si prende le sue responsabilità, tutte, dalla prima all’ultima, senza scappare e senza delegare. Ed è maturo affettivamente parlando, ossia sa cosa vuole da una donna e da una relazione, oltre a sapere(cosa fondamentale!)cosa è disposto a dare e a cosa è disposto a rinunciare.

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E poi dico matto! Che matto sia in contrasto con maturo? “Ma anche no!”. Un uomo maturo, che, nei giusti tempi e situazioni, sappia essere un po’ matto, diventa l’uomo da sposare! Attenzione, matto, non psicopatico! Un uomo matto è un uomo che ha conservato lo spirito giocoso del bambino e abbia acquisito quello goliardico dell’adulto intelligente. È quello che all’improvviso tira fuori dal cilindro un coniglio e magari lo rincorre per tutta la casa solo perché tu possa prenderlo in braccio, quello che per farti sorridere non si preoccupa di sembrare ridicolo agli occhi degli altri, quello che, quando è felice, dimentica la razionalità per lasciarsi guidare solo dall’istinto. E ovviamente lo voglio matto d’amore, matto solo di me!

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N come: nobile

Prima ci crescono a plasmon e fiabe e poi ci dicono che il principe azzurro non esiste. E io a questo punto non lo voglio, neanche se dovesse esistere. Niente sangue blu. Niente principi, conti e marchesi. E niente viscidi ranocchi da baciare. Ma alla nobiltà d’animo non rinuncio. Un uomo che sia generoso, che sappia aiutare chi è in difficoltà, che tenda la mano a chi è meno fortunato, che gioisca per quello che ha, senza desiderare continuamente altro, che sia moralmente integro e capace di sentimenti “alti” è davvero un uomo che ti rende orgogliosa di essere la sua compagna. E camminare al suo fianco è molto di più che portare un diadema sul capo.

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O come: onesto

Nota dolente al pari della fedeltà. Uso l’aggettivo onesto con la doppia accezione di onesto/sincero(così dedichiamo spazio a un altro aggettivo alla lettera “S”). Onestà/Sincerità costituiscono il fondamento della relazione sentimentale(oltre che di ogni altra relazione umana); è sulla base di queste che si alimenta la fiducia reciproca, senza la quale un rapporto di coppia diviene il bersaglio di gelosie, che spesso la coppia finiscono col distruggerla. L’uomo onesto che intendo io non è quello che si professa onesto, quello che ti promette che arriverebbe a dirti persino la verità più scomoda per amore dell’onestà, che erge come la sua più grande qualità. Un uomo onesto è un uomo che gestisce la verità nel giusto modo affinché la coppia rinsaldi il suo rapporto. Non è uno sprone alla bugia a fin di bene. Ma gli anni e tante esperienze di vita mi hanno insegnato che, a volte, l’essere onesti a tutti i costi, è l’incapacità di gestire i propri sensi di colpa, esponendo gli altri, a dolori spesso evitabili. Ed esseri onesti/sinceri non significa soltanto non essere bugiardi, ma anche non omettere delle verità, soprattutto quando in cuor proprio si sa he quella verità avrà prima o poi un peso decisivo nella relazione. E non do meno importanza all’onestà rispetto alla legge. Insomma, un politico non lo vorrei mai come compagno!

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P come: passionale

Toglietemi tutto, ma non la passione. Dopo qualche tempo la passione finisce? Può darsi, non lo so, di storie decennali non ne ho avute, né tantomeno ho convivenze e matrimoni alle spalle. Diamo per buono che la passione finisca. Ma questa benedetta passione, amiche ed amici miei, all’inizio almeno, deve esserci, e deve essere tale che in certi momenti alla ragione si deve dire davvero “au revoir”, “bye bye”, “adios” o come altro preferite. La passione deve essere in un bacio, in una carezza, in un abbraccio, nel fare l’amore, in ogni tipo di contatto fisico. Esprime il desiderio totalizzante che i due partner sentono di appartenersi reciprocamente e che nessun altro sarebbe in grado di ricreare quella magia. L’uomo sbrigativo? Quello “egoista”? Quello che proprio non ci riesce? (sono sincera, ce ne sono così tanti in giro che diffidate da quelli che vi dicono: “è la prima volta che mi succede”) Quello che dopo si addormenta per conto suo o controlla lo smartphone? Quello che: “è tardi, ti riaccompagno a casa!”. Facciamo una cosa, questi individui difficilmente considerabili appartenenti al genere maschile lasciamoli perdere….inseriamoli nella categoria di quelli che hanno seri problemi e non lo sanno o fingono di non saperlo e sperano di incontrare la donna che si dice disinteressata al sesso(ahimè, esiste pure quella!). La passione è questione di attrazione, di chimica e di testa. O c’è o non c’è. E se non c’è dall’inizio….è l’inizio della fine!

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Q come: quieto

Sì, lo so, è bruttino come aggettivo….ma lasciatemi spiegare. L’uomo quieto lo intendo come il contrario di polemico, instabile emotivamente, incazzoso, è l’uomo con cui si può essere rilassata e non continuamente sulla corda, spontanea, senza il timore che una parola possa scatenare in lui una reazione spropositata e che da lì, automaticamente, possa originare un litigio, di cui poi nessuno dei due ricordi il motivo. Stesso discorso vale rispetto al suo modo di fare “in pubblico”. Insomma quieto non sta per ameba ma per l’uomo che sappia dare il giusto valore a cose e situazioni e che si riscaldi, mostrando il suo lato più sanguigno, solo quando c’è qualcosa di importante per cui ne valga la pena. Sinceramente la vita è già troppo complicata e dominata dallo stress(quello degli altri, non il mio!), aggiungere motivi futili è proprio fuori luogo. Insomma, “Keep calm and relax!” o “Take it easy” se vi piace di più!

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R come: riflessivo

Parlare prima di pensare. Perché le parole spesso feriscono più di ogni altra cosa e, una volta dette, possono essere perdonate, ma non dimenticate. Un uomo che, ad esempio, dopo una discussione, si conceda il giusto tempo per riflettere, è un uomo che, di solito, saprà dire qualcosa di intelligente, sempre a meno che il tempo che “chiede” per riflettere non sia un alibi per prendere tempo ed evitare ulteriori discussioni o per evitare la responsabilità di prendere una decisione. Ma parlo anche di un uomo che sappia riflettere quando c’è una questione importante da risolvere, che non agisca di istinto ma mediti, che non sia perennemente affannato dalle questioni pratiche ma ricordi di avere un’anima che va curata allo stesso modo del corpo. Insomma, c’è il tempo per agire e quello per pensare.

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S come: sensibile/spontaneo

Mica solo le donne sono sensibili, anzi! Quanto è speciale un uomo che abbia un animo sensibile, che sappia emozionarsi di fronte ad un’opera d’arte, che non trovi poco maschile il commuoversi guardando un film, che si lasci sfiorare l’anima dalla bellezza, dalla semplicità, dal sorriso di un bambino o dalla riconoscenza di un anziano. L’uomo sensibile è quello che comprende il tuo stato d’animo senza bisogno che tu gli parli, che sa quando parlare e quando rimanere in silenzio per non urtare la tua sensibilità, che capisce quando hai bisogno soltanto di lui, della sua presenza e di un suo abbraccio, perché come ti senti avvolta e protetta tra le sue braccia, non ti senti in un nessun altro posto.

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Spontaneo è sinonimo di stupendo, è l’uomo che proprio non riesce ad essere e a comportarsi da calcolatore, che non prevede, che non organizza le sue mosse, che non agisce per strategie, soprattutto nella fase di “conquista” della preda o, più romanticamente parlando, nella fase di corteggiamento. È quello che non usa tecniche e vocaboli standardizzati, che non dice a tutte le donne le stesse frasi fatte, ma che sa cogliere in ciascuna la sua piccola grande meraviglia e ne resta disarmato. Facile riconoscerlo, lo percepisci come un libro aperto, i suoi occhi ti aprono un mondo, il suo sorriso quando incontra il tuo sguardo è la meraviglia assoluta. Quando due persone realmente spontanee si incontrano non possono fare a meno che ritrovarsi complici, in un modo o nell’altro.

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T come: travolgente

Un fiume in piena. Una fucina in costante attività, idee, progetti, proposte. Almeno all’inizio del rapporto ti deve travolgere, deve essere presente in ogni pensiero e in ogni desiderio, tanto da non poterne fare a meno. Se non ti travolge, non è l’uomo per te, è un surrogato che stai cercando di farti piacere! Certo, d’altra parte c’è il rischio che possa travolgerti come un treno e lasciarti schiacciata, ma ne vale la pena di correre il rischio, proteggendosi con le dovute precauzioni.

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U come: umile

Conscio delle sue qualità e capacità, ma senza sbandierarle davanti a mezzo mondo. La presunzione è degli sciocchi, di chi crede di avere tutto in pugno, senza pensare nemmeno per un istante di potersi trovare con un pungo di mosche. Un uomo umile sa ascoltare, accetta un consiglio, mette in conto la possibilità di aver sbagliato, cosa essenziale in una relazione, sa mettersi al servizio degli altri perché sa di poter essere una fonte di ricchezza per gli altri, senza far pesare il suo aiuto, non ti fa mai sentire inadeguata o incapace di reggere il confronto, non mette mai in difficoltà quelli con cui interagisce, evitandoti, tra l’altro, di sentirti mortificata al suo posto per il suo atteggiamento saccente. Umile è bello!

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 V come: versatile

La vita è troppo ricca di cose per perdersene una grossa fetta. Ci sono troppe situazioni in cui possiamo metterci alla prova. I monotematici sono terribilmente noiosi. Tra questi il podio spetta senza dubbio ai medici. Sarebbero capaci di parlarti di una colica renale durante una cena o della gastrite dopo aver fatto l’amore. Vogliamo mettere il fascino del professionista che nel week end sveste i panni abituali per dedicarsi a riparare tubature o a imbiancare casa? Di operai che amano leggere o andare al cinema(non a vedere i film demenziali)? Esempi banali ma esplicativi! Ciò che fa la differenza non è il lavoro ma l’apertura mentale, la voglia di esplorare, la capacità di adattarsi al cambiamento e a nuovi contesti. Personalmente ho mille e una passione, mille e uno interessi e una delle frasi che più mi è stata detta è: “Qualsiasi cosa tu faccia, la fai bene, perché ci metti la passione”. Ecco, io vorrei un uomo così. Vivo.

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Z come: zingaro

Su, ammettetelo, arrivati a questo punto avete la conferma definitiva della mia follia! Un po’ lo sono, quel tanto che basta ad ammettere che ho un debole innato per l’uomo “zingaro”. Preciso che questa non è proprio una caratteristica essenziale, ma in un rapporto che sia “temporaneo” dà, come si può dire, una bella botta di vita. Lo zingaro ha una personalità forte, è tendenzialmente egocentrico(diciamoci la verità!), ma ha uno spiccato senso della libertà, non si conforma molto spesso ai canoni imposti dalla società, del tipo che per entrare in un locale devi essere vestito in un certo modo(lui si veste come gli pare, per capirci, ed entra ovunque!), non gli interessano gli status symbol, ha una vita un po’ fuori dagli schemi, il che potrebbe far storcere il naso a molti, di certo non a me. Non badare troppo ai giudizi degli altri, forti delle proprie convinzioni, la ritengo davvero una forza, soprattutto oggi, che siamo continuamente il bersaglio degli sguardi altrui. Insomma, lo zingaro è il classico “spirito libero”, il selvaggio, quello che ama viaggiare con il minimo indispensabile e magari on the road, ama intensamente(ma c’è il rischio che abbia difficoltà a mettere radici), ti ci puoi ritrovare a fare l’amore sulla spiaggia al mattino, respirando un incommensurabile senso di libertà, può sparire per giorni e poi torna ad essere incredibilmente dolce quando si realizzano le congiunzioni astrali propizie(che nessuno sa quali siano!). Quando penso ad uno zingaro non posso che pensare ad un uomo…..il protagonista della canzone di Alex Britti, “Lo Zingaro Felice”.

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