Trappola per topi, un classico del giallo nell’esclusiva location del Pio Monte della Misericordia

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Quando diverse forme di arte si fondono, il risultato non può che essere che positivo. Abbiamo infatti assistito, al Pio Monte della Misericordia(Via dei Tribunali), noto soprattutto per la presenza del capolavoro di Caravaggio “Opere di Misericordia”, al realizzarsi di una mescolanza armoniosa tra storia di Napoli, architettura, scultura ed arte pittorica con il teatro.

Parliamo di “Trappola per topi”, andato in scena dal 9 all’11 gennaio nel Salone d’Ingresso del Pio Monte della Misericordia, che vanta la presenza di quadri di artisti del calibro di Francesco De Mura, Domenico Antonio Vaccaro e Cesare Fracanzano (solo per citarne alcuni). In seguito al successo registrato, per il gran numero di richieste, lo spettacolo replicherà domani, venerdì 16 gennaio alle ore 20:00. Si tratta di uno spettacolo interattivo, adattato da Vincenzo De Falco, con la regia di Peppe Celentano (aiuto regia Vittorio Adinolfi),  tratto interamente dall’omonima famosa commedia poliziesca scritta da Agatha Cristhie, la regina del giallo, nel 1952.

La storia è ambientata interamente in una pensione familiare della campagna inglese, “Castel del Frate”, gestita da Mollie(Gabriella Cerino), dolce e premurosa, e Giles Ralston(Giovanni Del Monte), preciso e instancabile. Nel corso di una bufera di neve, i Ralston accolgono una serie di ospiti del tutto particolari: la signorina Casewell(Roberta Gesuè), ragazza scontrosa e diffidente; Christopher Wren(Salvatore Valentino), stravagante architetto dall’umore instabile; la signora Boyle(Patrizia Zenga), donna petulante, pronta a sottolineare i difetti di tutti e soprattutto quelli degli altri ospiti dell’albergo; il maggiore Metcalf(Marcello Cozzolino), uomo silenzioso e misterioso; e infine un ospite di passaggio, il signor Moulinsky(Amedeo Ambrosino), un russo estremamente eccentrico ed estroverso, di discutibile provenienza.

Tutti i personaggi, in definitiva, presentano particolarità caratteriali e comportamentali, che divengono dei veri e propri motivi di sospetto, quando si apprende la notizia dell’omicidio di un’anziana donna avvenuto a Paddington. Una telefonata da Scotland Yard avvisa dell’arrivo a Castel del Frate del sergente Trotter(Ivan Boragine), giovane(?) dall’aria sicura e dal carattere risoluto, intenzionato a scoprire l’assassino, convinto che si tratti di uno degli ospiti della pensione.

Nessuno di loro sembra voler collaborare alle indagini, nonostante il sergente li avvisi che, con grande probabilità, uno tra gli ospiti sarebbe stata la prossima vittima. E infatti a morire è la signora Boyle. Il sospetto si insinua a questo punto tra tutti i personaggi, mentre il sergente Trotter continua con veemenza i suoi interrogatori, ormai certo che Castel del Frate, isolato dal resto del mondo, per la bufera di neve, sia diventato una vera e propria trappola per topi. Il sospetto si insinua anche tra la coppia di coniugi, Mollie e Giles, che non sembrano conoscersi a fondo, tanto da sospettare reciprocamente una relazione extraconiugale. L’assassino ucciderà ancora? Riuscirà il sergente Trotter a scovare il colpevole? Quale storia e quali verità si nascondono dietro ciascun personaggio?

Ovviamente non possiamo rivelare le risposte trattandosi di un giallo, al quale vi invitiamo a partecipare, non solo per la buona qualità dello spettacolo e per ammirare uno dei più straordinari siti artistici della città, ma anche perché sarete coinvolti attivamente. Tra il primo e il secondo atto, infatti, gli spettatori sono invitati a scrivere su un foglio la “soluzione” del giallo, che non prevede solo di indicare il nome dell’assassino ma anche la motivazione dei suoi delitti, il che rende la visione dello spettacolo sicuramente più coinvolgente, avvincente e stimolante. La creatività nell’elaborazione sarà ripagata con premi messi a disposizione dal Pio Monte della Misericordia.

Come dicevamo si tratta di uno spettacolo che non può che lasciare soddisfatto il pubblico, soprattutto per la regia, le luci, le musiche, i costumi, la caratterizzazione dei personaggi, la struttura della messa in scena. Gli attori entrano ed escono dalla scena attraverso le porte che consentono l’accesso alla sala, ricreando la struttura e l’atmosfera di un albergo, proprio come ospiti che dagli spazi comuni si allontano nelle proprie camere.

Arricchisce la rappresentazione l’incursione di Lucien(il bravo e simpatico Antonio Torino, in abbigliamento “english”), voce narrante, che, accompagna virtualmente il pubblico attraverso la rappresentazione, che segue fedelmente il testo, rendendo gli spettatori ulteriormente coinvolti.

Altro punto di forza l’interpretazione da parte soprattutto, non ce ne vogliano gli altri, di alcuni attori. Lo spettacolo si regge sull’interpretazione impeccabile di Ivan Boragine, nei panni del sergente Trotter. Boragine è quasi sempre in scena, con una presenza, una sicurezza e un carisma davvero invidiabili e con altrettanta passione, conservando l’umiltà che lo caratterizza. Per le esigenze legate al personaggio che interpreta passa attraverso differenti stati emotivi mantenendo sempre la stessa concentrazione e la stessa credibilità. È sempre chiaro, consentendo la piena comprensione del testo e con abilità gestisce i dialoghi con i suoi interlocutori sulla scena.

Note di merito anche per Roberta Gesuè, Amedeo Ambrosino, che regala alcuni momenti di comicità, grazie al personaggio di cui veste i panni, e a Gabriella Cerino, perfetta “padrona di casa”. Difficile mettere in scena un giallo così famoso: possiamo dire, dal nostro modesto punto di vista, che la sfida sia stata abbondantemente vinta.

http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=14674

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