Pino Daniele, musica e parole della Napoli più bella.

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Napoli tutta piange l’ennesimo grande artista, simbolo della città, che prematuramente scompare, Pino Daniele, 59 anni, stroncato da un infarto, a pochi giorni dall’esibizione durante il concerto trasmesso da Courmayeur per festeggiare l’ultimo dell’anno. La commozione per questa perdita si sente sulla pelle, è una ferita inaspettata, che ha tristemente colto al risveglio, non solo i suoi fan, ma tutti coloro che sanno apprezzare la musica e il talento. Tanti ed estremamente appassionati, i messaggi di addio a Pino da parte di amici e colleghi musicisti, Ligabue, Ramazzotti, Jovanotti, Baglioni, Irene Grandi, Elisa, Negramaro, Silvestri, solo per citarne alcuni. Da poche ore anche il tweet di Samantha Cristoforetti, che ricorda Pino direttamente dallo spazio, inviando una foto della Campania accompagnata dalle parole di “Napule è”.

Se un napoletano, come me, vuole tentare di spiegare a uno “straniero” cos’è Napoli, non c’è modo migliore che fargli ascoltare questa poesia malinconica, ad occhi chiusi….
mi auguro con tutto il cuore che queste note possano accompagnarti nel tuo viaggio, Pino e che ci ricordino il grande artista che sei stato e l’amore così tormentato che condividiamo per la NOSTRA città.

Canzoni che hanno fatto parte e sempre faranno parte della storia della musica italiana, blues, contaminazioni provenienti da paesi lontani, che tanto, per il loro sound, ricordano le mille sfumature dei suoni di Napoli, collaborazioni con artisti italiani ed internazionali. Una chitarra suonata magistralmente, una voce inconfondibile, tanti dischi e tanti concerti in 40 anni di carriera. Ha cantato tanto la protesta quanto l’amore, sempre con una vena malinconica, che ben rispecchia quella malinconia struggente che i napoletani si portano indelebilmente nell’anima, quasi come un marchio impresso a fuoco, alla vista delle contraddizioni e del paesaggio inconfondibile di Napoli, da un lato la miseria di luoghi che appaiono condannati, dall’altro la cornice superba del golfo.

Una delle mie preferite tra le sue canzoni, la colonna sonora del film “Pensavo fosse amore invece era un calesse”. Nella sua scena finale, le note dolci e malinconiche della canzone sono la melodia più adatta a descrivere un addio….

Tutti i napoletani già lo immaginano accanto a Massimo Troisi, suo grande amico, a sorridere insieme come erano soliti fare, e a condividere la speranza che la nostra, la loro città, possa un giorno essere meno maltrattata, più degna della sua grande storia e del suo grande nome, celebrato nei secoli in tutto il mondo, attraverso il suo enorme ed ineguagliabile patrimonio artistico e culturale.

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Nelle ultime ore sono arrivate le notizie riguardo la tragica morte di Pino Daniele. Soffriva da tempo, “malato di cuore”, come lo era Troisi, sebbene per cause diverse, cuori tanto sensibili quanto fragili….il malore, sopraggiunto in serata, mentre era in Toscana, la corsa in ospedale a Roma dal suo medico di fiducia, l’arrivo quando non c’era più alcuna speranza di salvarlo. E poi tante polemiche, quelle relative alla decisione legittima, a mio parere, dei figli, di celebrare il suo funerale a Roma, perché era lì che viveva. Pino Daniele, prima che personaggio pubblico e cantautore e musicista, era un padre e credo che nessuno possa amarlo più dei suoi figli. A loro, secondo me, spetta la decisione, ed è doveroso per rispetto in primis del loro dolore, accettare con discrezione la decisione, seppur non condivisa. Non può persino questa morte diventare l’ennesima occasione di divisione, soprattutto perché si tratta di un artista che con la sua musica ha sempre cercato di unire e mai di creare rivalità. Napoli tutta vorrebbe dargli l’estremo saluto. Si potrebbe solo immaginare l’abbraccio commosso dei tanti che lo amavano, di chi è cresciuto e si è innamorato con le sue canzoni, chi le ha cantate in auto o allo stadio, ai concerti, davanti alla TV, di chi semplicemente lo stimava come artista o gli voleva bene come amico e uomo. E l’omaggio che Napoli si sta preparando a rendere al suo Pino è un flashmob, che avrà luogo domani a Piazza del Plebiscito, sede del suo concerto storico del 1981, alle 20:45. Si prevedono migliaia di voci a intonare Napule è. Io credo che, aldilà del luogo, il saluto a Pino Daniele lo darà ciascuno a suo modo nel suo cuore. Già l’aver vissuto una giornata triste come questa nel suo ricordo, ascoltando alcune delle sue canzoni, è un modo per salutarlo e continuare a viverlo nelle proprie giornate, un modo per ricordarlo per sempre.

Addio, Pino…..

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