Napoli: Mostra “Fuoriserie”, un’occasione per valorizzare il patrimonio artigianale campano

Napoli: per eccellenza la città “vittima” di pregiudizi e stereotipi, che la vogliono solo come la capitale della criminalità, dell’immondizia per le strade, dell’inciviltà, dell’assenza di regole. Unici superstiti: la pizza, il mare e il Vesuvio. Napoli maltrattata agli occhi tanto dell’Italia quanto del mondo.

Non è così per i turisti: un vero boom di presenze, quest’anno, a  dispetto del rischio di incorrere in uno scippo o in un’aggressione o dell’assistere impotenti alla scarsa pulizia del manto stradale, evidentemente, a parte ammirare il panorama mozzafiato del golfo e gustare la regina “Margherita” nei bei locali del lungomare o del centro storico, dovranno pur esserci altre ragioni, che hanno fatto salire le quotazioni della città partenopea, portandola a competere con le grandi mete turistiche: da Parigi a New York, da Londra a Roma, passando per le tradizionali sedi dei mercatini natalizi.

Non solo bellezze paesaggistiche e prelibatezze culinarie, quindi, ma soprattutto arte, nel suo significato più ampio. Musei, chiese, siti archeologici, che dall’epoca greco-romana attraversano i secoli, mostre dedicate all’arte moderna e contemporanea, visite guidate teatralizzate attraverso luoghi più o meno conosciuti di Napoli, numerose occasioni per inebriarsi della cultura tradizionale partenopea, dove il sacro si fonde con il profano, attraverso miti e leggende. Ce n’è davvero per tutti i gusti, soprattutto quest’anno. Fulcro imprescindibile della ricchezza culturale di Napoli, il suo centro storico, facente parte del patrimonio dell’UNESCO che, specialmente nel periodo natalizio, è sinonimo di arte presepiale, quella che rende famosa in tutto il mondo Via San Gregorio Armeno, la cosiddetta via dei presepi.

Botteghe artigiane si susseguono attraverso la stretta e caotica via che, dal decumano maggiore scende sino al decumano inferiore, in un tripudio di ogni sorta di capanne, pastori e personaggi vari del presepe, da quelli della tradizione napoletana, sino ai protagonisti dei nostri giorni, riprodotti minuziosamente da veri e propri artisti, gli artigiani che, di generazione in generazione, si tramandano un’arte che il mondo ci invidia.

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Proprio nel cuore di San Gregorio Armeno sorge il complesso monumentale di San Gennaro all’Olmo, comprendente la chiesa omonima, la chiesa di San Biagio Maggiore, contigua alla precedente, di cui faceva parte originariamente, ed un’ala di Palazzo Marigliano. La chiesa di San Gennaro all’Olmo, risalente probabilmente al 680 d.C., è stata la prima ad essere dedicata al patrono di Napoli all’interno delle mura cittadine. Ha subito nei secoli numerose modifiche, tra cui una ristrutturazione secondo lo stile barocco: attualmente la facciata esterna è di gusto neoclassico, mentre all’interno spiccano il pavimento maiolicato e l’altare maggiore in marmi policromi. Il complesso è sede dell’Associazione Culturale “Domus Memini”, nata, con il sostegno della Fondazione Giambattista Vico, per promuovere e valorizzare l’incredibile patrimonio culturale ed artistico di Napoli, come indica lo slogan scelto dall’associazione stessa, una citazione di Hans Georg Gadamer:

“La cultura è l’unico bene dell’umanità che, diviso tra tutti, anziché diminuire, diventa più grande”.

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Altare di San Biagio Maggiore

 

Numerosi sono gli eventi che l’associazione si impegna ad organizzare e a promuovere: mostre, concerti, presentazione di libri, spettacoli teatrali, convegni, ma anche eventi privati (il complesso infatti dispone di una magnifica terrazza). Tra questi abbiamo scelto la mostra “Fuoriserie”(direttore artistico Francesco Ciotola con il supporto di Angela Verrastro), ossia la mostra di artigianato delle eccellenze campane, occasione unica per dare spazio e risonanza a vari tipi di attività artigianali che, seppure apparentemente nell’ombra, costituiscono ancora e sempre di più, il cuore pulsante di una città che vive e che pretende di ritornare a vivere anche agli occhi di coloro che la credono irrimediabilmente sconfitta.

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In un momento in cui i grandi brand e i franchising invadono le principali vie dello shopping partenopeo, monopolizzando il mercato, dar vita ad una mostra che esalti la creatività e la capacità manifatturiera di artigiani campani, fornendo possibilità alternative a coloro che vogliono (e possono) acquistare, è una sfida che non può essere altro che sostenuta ed applaudita. Fuoriserie, organizzata dalla Fondazione Giambattista Vico e dall’associazione Domus Memini, rimarrà aperta sino al 7 gennaio, fornendo quindi la possibilità, del tutto gratuita, ai suoi visitatori, non solo di ammirare oggetti sapientemente lavorati e del tutto originali, ma anche di acquistare qualche regalo dell’ultima ora.

http://www.domusmemini.com/

L’allestimento della mostra ha luogo nella Chiesa di San Biagio Maggiore, dove è tra l’altro sepolto il padre del filosofo Giambattista Vico, che fece parte della confraternita dei librai, che ha contribuito nel tempo alla gestione della chiesa.

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Lungo il perimetro dell’edificio è possibile ammirare creazioni uniche: da porcellane ad oggetti in legno, da fotografie ad orologi, passando per lampade, monili, fino a candele e saponi, come potete osservare nell’apposita fotogallery.

Tra gli espositori: Archì, nome d’arte dell’architetto Gabriella Pisacane, che realizza veri e propri scrigni interamente in carta, dai colori sgargianti e dalle forme sia geometriche che libere, varie e sinuosamente intersecantesi; Arsneapolis (Ars terrae), che espone ceramiche originali, tra cui adorabili casette portacandela; Fayrose e le sue creazioni di sapone, coloratissime e profumate; Framed Fine Art, che propone soluzioni creative d’arredamento, tra cui orologi dal sapore vintage; Studio 9 e le sue ceramiche artistiche, tra cui stupende maioliche e civette portafortuna; Gabriella Fiore, delle cui creazioni spicca una sedia in ferro battuto e legno decorata con margherite; Effetto Dulcinea, che espone i gioielli e le straordinarie pochette realizzati da Anita Pesce con materiali non preziosi ma di grande impatto visivo; Sabrina Carpentino, che stupisce con i suoi orecchini, collane e bracciali, rigorosamente in materiale riciclato; Laborius, di Sergio Ciotola, che realizza gioielli ispirandosi, per alcuni di essi, a quelli dell’epoca greco-romana ed utilizzando per altri pietre preziose; Fineart Lab, che espone tele e quadri.

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Artista: Sabrina Carpentino

Artista: Sabrina Carpentino

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Artista: Sabrina Carpentino

 

Artista: Gabriella Fiore

Artista: Gabriella Fiore

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(A sinistra) Artista: Fayrose-hand made soap creations

 

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

Artista: Anita Pesce per Effetto Dulcinea

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Artista: Framed fine art

 

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Artista: Studio9 Ceramica artistica

 

Artista: Studio9 Ceramica artistica

Artista: Studio9 Ceramica artistica

Artista: Lab sapone

Artista: Lab sapone

Artista: Arsneapolis - Ars terrae

Artista: Arsneapolis – Ars terrae

Artista: Arsneapolis - Ars terrae

Artista: Arsneapolis – Ars terrae

Artista: Archì (Gabriella Pisacane)

Artista: Archì (Gabriella Pisacane)

Artista: Fineart Lab

Artista: Fineart Lab

Artista: Laborius (Sergio e Francesco Ciotola)

Artista: Vesuvius

Artista: Vesuvius

I visitatori non possono che rimanere affascinati dalle creazioni artigianali proposte, adatte ad ogni gusto e ad ogni tasca. Visitare la mostra è quindi un’occasione per riscoprire il senso di una bellezza unica ed originale, che affonda le sue radici nella tradizione artistica campana, nonché per ammirare una chiesa poco conosciuta ai più e fare una passeggiata nel cuore di Napoli, programma ideale per trascorrere uno dei prossimi giorni nel corso di queste vacanze natalizie. Un ringraziamento va all’addetto alla comunicazione di Domus Memini, Davide Serio, per averci accompagnato attraverso questa iniziativa culturale, che spero possiate vivere ed apprezzare, come abbiamo fatto noi.

http://www.napoleggiamo.it/articolo.php?id=14392

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