Style has no size! Gli angeli supersexy di Victoria’s Secret vs. le ragazze Curvy.

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Il Natale è alle porte. Luminarie sempre più originali e colorate rallegrano le strade delle nostre città, vetrine accattivanti richiamano l’attenzione di tutti quelli che, nonostante la crisi, si apprestano ad intraprendere l’annuale sfida di spuntare in tempo la lista, più o meno lunga, dei regali da disporre sotto l’albero. Addobbi in ogni dove. Tra questi, un tripudio di angeli ed angioletti per decorare alberelli e presepi. Ma conosciamo, ormai da anni, un’altra tipologia di angeli. Hanno le ali, ma non sono casti, né asessuati. Anzi. Sono le straordinarie, glamour ed “irraggiungibili” modelle, che sfilano per il famosissimo Victoria’s Secret Fashion Show. Come di consueto da 18 anni, infatti, il più famoso brand di lingerie made in USA, ha presentato il 2 dicembre la collezione dell’anno a venire, questa volta, per la prima volta a Londra. Su una passerella extralusso, tra le più ambite per ogni modella, ha avuto luogo quello che è definito lo show più sexy dell’anno. Nomi del calibro di Adriana Lima e Lily Donaldson hanno illuminato la scena, arricchita dalle immancabili performance musicali delle icone pop che hanno segnato il 2014: c’era da aspettarselo, sul palco è salita Taylor Swift. I casting sono durissimi, le ragazze si preparano per mesi all’evento, seguendo regimi alimentari proibitivi (loro li definiscono eufemisticamente “alimentazione sana”) ed una strenua attività fisica. Ci sembra scontato. Nel mondo della moda e specialmente in occasioni come questa, siamo abituate a quella che oggi è considerata la perfezione, rispetto ai canoni di bellezza femminile. Alte, magre, scolpite. In una parola “aliene”.

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2014 Victoria's Secret Fashion Show - Runway

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Noi o le nostre amiche siamo così (ammetto che esistono delle eccezioni!)? Sono le taglie 38 e 40 quelle che vanno a ruba nei negozi di abbigliamento? Al supermercato, in ufficio, nei bar, incontriamo donne superfighe come loro? La risposta indubbiamente è no. C’è qualcuno che addirittura mette in dubbio la loro esistenza. Forse si tratta di prodotti di laboratorio o di donne che vengono scongelate qualche volta l’anno. Di una cosa siamo sicuri. Sono donne che non ci rappresentano. Qualche tempo fa, tre studentesse inglesi hanno lanciato una petizione via web, affinché, Victoria’s Secret (non a caso) modificasse la pubblicità che aveva invaso le strade di mezzo mondo, ritenendo che la definizione di perfezione, in termini di bellezza, proposta dal brand, fosse troppo lontana dalla realtà, nonché offensiva per la stragrande maggioranza delle donne, che a quel modello, proprio non appartengono. La petizione è andata a buon fine, anche con il nostro modesto contributo, e la campagna pubblicitaria è stata modificata. Piccola vittoria! La sensazione è che qualcosa, nelle nostre coscienze anestetizzate dai media e bombardate da immagini surreali di un mondo perfetto, si stia muovendo. Chi di noi non si è torturata con una dieta, almeno una volta nella vita? Chi non è ricorsa a mesi intensivi di palestra per prepararsi alla famigerata prova costume? Chi non si è lasciata invadere anche solo per un attimo dal senso di colpa davanti ad una fetta del suo dolce preferito? Per fortuna, però, un numero sempre maggiore di donne, adolescenti, giovani ed adulte, ha imparato, o almeno ci auguriamo, ad accettarsi e piacersi così com’è (sì, d’accordo affronteremo anche il tema della chirurgia estetica prima o poi!). Nulla da dire rispetto alle magre o magrissime. Ci piacciono. Sono belle così come sono.

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Allo stesso modo, nulla da dire rispetto alle più tonde, alle portatrici di curve più che generose, quelle che oggi il globo ama chiamare “curvy”. Corpi sinuosi che richiamano il preistorico mito della fertilità, senza mai essere volgari, ma che, anzi, esprimono sempre un’armonia e un’estrema femminilità, una bellezza senza tempo. Anche il famigerato Calendario Pirelli, nella sua edizione numero 50, si è adeguato alla nuova tendenza, ha ascoltato la voce di tutte le donne ormai stufe di sentirsi inadeguate rispetto alle taglie XXS e ha scelto di includere, tra le modelle in posa, la “morbidissima” Candice Huffine, testimonial del mese di aprile. È la primissima volta e speriamo non sia l’ultima. E non è un caso se proprio quest’anno il fotografo newyorkese Steven Meisel non abbia optato per luoghi esotici come location per il calendario, ma si sia concentrato sul corpo femminile, esaltandone bellezza e sensualità, grazie all’uso di colori, make up e materiali, tra cui il latex, di cui applaudiamo il ritorno. Siamo pronte a gridare: “Candice Hufine una di noi!”.

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Ma non è tutto. È nato Curvitaly, portale di moda, shopping, beauty e lifestyle, dedicato, come si evince dal nome, alle donne curvy, che ha come slogan “La bellezza in tutte le sue forme”. Le modelle (rigorosamente curvy) erano state selezionate in un casting che si è tenuto ad ottobre a Milano, nel quale i requisiti avrebbero fatto sorridere di gioia chiunque di noi. Taglie richieste: 46 e 48! Applausi! Le bassine sono ancora discriminate però; altezza richiesta: 175-180 cm circa. Certo, i canoni sono in evoluzione, ma non possiamo aspettarci un vero e proprio  miracolo, si tratta sempre di showbiz!

http://www.curvitaly.com/

Eppure desta una certa emozione vedere concretizzata l’attenzione per le curve, sfogliando riviste di moda, che propongono capi quali gonne, definendole “curvy-friendly”. Qualche esempio? Eccolo!

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Sembra davvero che qualcuno ai vertici dell’enorme macchina della moda si sia accorto che il rischio, forse, è quello di perdere una fetta troppo grande di mercato e sia quindi corso ai ripari. E le bimbe? Come educarle affinché non si convincano che solo “magro è bello” ma che ciascuna può essere meravigliosa a modo suo? Una ragazza diciassettenne della Virginia, Jewel Moore, è sicura della sua idea. Il mondo Disney, così influente per i bambini, deve adottare nuovi canoni di bellezza, deve dar vita ad una principessa plus-size, che sia un modello positivo di ragazza per tutte le piccolissime, e pertanto ha lanciato una petizione sul sito Change.org, che, dopo pochi giorni di vita, ha raggiunto quota 10000 firme. Siamo certe che Ariel, Jasmine o Belle sarebbero state bellissime anche con qualche chilo in più.

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E non finisce qui (cit.)! Non vi sembra che manchi qualcuno? Ma certo! Barbie! Chi meglio di lei rappresenta la perfezione? Alta, magra, bionda e con gli occhi azzurri, ma soprattutto, udite udite, taglia quarta di reggiseno e lato B scolpito. Che Kim Kardashian abbia voluto dare vita alla brutta copia della bambola Mattel? Non lo sapremo mai! Trascuriamo poi che Barbie ha come fidanzato la sua versione maschile e non è mai stata costretta ad indossare un abito dismesso dal fratello! Irreale. Inesistente o comunque non rappresentativa. Non sarebbe il caso di avvicinarsi un tantino alla realtà? Che ne direste di una bambola meno longilinea e magari con smagliature, cellulite e acne? Non si tratta di follia ma della pura realtà. Questa bambola già esiste ed è un mito assoluto: il suo nome è Lammily e ce ne siamo già tutte innamorate.

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Insomma, siamo troppo intelligenti per pensare di essere belle solo se indossiamo la taglia 40 o che abbiamo bisogno di reggiseni imbottiti o di slogarci le caviglie camminando su tacchi 12. Ad ognuna le sue considerazioni. La mia è che lo stile non è una questione di taglia! E soprattutto voglio darvi un consiglio. Almeno per queste feste natalizie salutate i sensi di colpa e partecipate serenamente ai momenti di convivialità. Insomma, buona abbuffata a tutte!

E buon Natale!

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