Cesare Cremonini in concerto: un successo “Logico”!

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Venerdì 14 novembre. Ore 21:15 circa. Le luci si affievoliscono e partono le dolcissime note di pianoforte di “Cercando Camilla”. I fan di Cremonini sanno già che si tratta del preludio all’inizio dello show, di un richiamo dal sapore fiabesco, con il quale dare inizio al viaggio attraverso il fantastico mondo del trentaquattrenne cantautore bolognese.

Un attimo di buio, poi l’esplosione di luci, le prime note di “Logico”, lo scroscio di applausi di un calorosissimo pubblico napoletano, che gremisce il Palapartenope, vicinissimo al sold-out. È la tappa napoletana del “Logico Tour”, partito con un doppio sold-out al Mediolanum Forum di Milano e proseguito con show di successo nei palazzetti dello sport di Roma, Rimini, Bologna, Padova. I dati di vendita confermano un elemento tangibile: le presenze sono raddoppiate rispetto al precedente tour di due anni fa, che portò in giro per l’Italia le canzoni di quello che, a nostro giudizio, è il migliore album di Cremonini, “La Teoria Dei Colori”.

È lo stesso Cremonini che, nella seconda parte del concerto, si ferma a guardare la platea e ricorda emozionato come, nella precedente esibizione napoletana, il Palapartenope fosse stato attrezzato di sedie, scenario molto differente da quello che si presenta di fronte ai suoi occhi: migliaia di spettatori in piedi, in una festa giocosa e colorata, ad accompagnare con la voce e con le mani ogni canzone, dai vecchi successi ai nuovi brani proposti.

Tra questi, oltre a “Logico”, primo singolo dell’album, vengono suonati “Grey Goose”, manifesto sincero e scanzonato dell’incoerenza maschile (tutte le donne presenti si saranno sentite almeno per un attimo l’Angelina di turno!), “Fare e disfare”, “Vent’anni per sempre” e la romanticissima “Io e Anna”, definita da alcuni l’ideale continuazione di “Anna e Marco” di Lucio Dalla.

È proprio sulle note di “Io e Anna” che scorrono le immagini in bianco e nero di un cortometraggio (regia di Edoardo Gabriellini) che vede un malinconico Cremonini, andare in giro solitario per la sua Bologna, con il cuore e la mente rivolti alla sua “Anna” (Tea Falco). Tanti, dicevamo, i successi proposti in circa due ore di spettacolo: da “Il Comico”, tra le canzoni più applaudite, a “Mondo”, canzone impreziosita dalla collaborazione con Lorenzo Jovanotti, da “PadreMadre” a “Latin Lover” e ancora “Le Sei e Ventisei”, “La Nuova Stella di Broadway”, “Dicono di me”, “Marmellata #25”, in cui Cesare omaggia il pubblico napoletano sostituendo, durante il ritornello, il nome di Baggio con quello di Diego (Maradona, ovviamente!).

Cremonini è in splendida forma, canta, suona (piano e chitarra), balla, corre da una parte all’altra del palco senza risparmiarsi, coinvolge il pubblico, anche e perché no, con sguardi ammiccanti, si muove sul palco con disinvoltura e sicurezza, rimandando la sensazione che il palco sia davvero il suo luogo naturale, non solo di esibizione ma di contatto con il suo pubblico. Un pubblico composto non solo da giovanissimi, ma anche da adulti, a sottolineare lo spessore della sua musica in cui energia e parole, che lui stesso definisce importanti nella musica italiana, si fondono armoniosamente.

Intimo  ed emozionante il medley eseguito al pianoforte sul palco in mezzo al pubblico, armato di smartphone: “Una come te”, in versione jazz, “Figlio di un re” e “Vieni a vedere perché”. Folla scatenata-e c’era da aspettarselo-sulle note di “50 Special”, primo successo di Cremonini, ben 15 anni orsono, con la sua prima band, i “Lunapop”, della quale faceva parte anche l’attuale e fedelissimo bassista Nicola Balestri, meglio conosciuto con il nome di Ballo.

La chiusura dello show è affidata a “Un giorno migliore”, con la quale Cremonini abbraccia virtualmente ciascuno dei suoi fan promettendo il ritorno a breve a Napoli, che lo ringrazia intonando l’immancabile “O Surdato ‘Nnammurato”. In definitiva, un concerto delizioso, che scivola via tutto d’un fiato, semplice nella scenografia e musicalmente privo di sbavature, che consacra definitivamente Cremonini come un artista completo e in costante crescita, che tuttavia rimane umile e spontaneo, ma soprattutto fedele alla sua passione per la musica, iniziata, quando, poco più che bambino, ricevette il suo primo disco dei Queen. Ci auguriamo davvero che torni presto a Napoli con un nuovo spettacolo e rinnovate energie.

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