Specchio specchio delle mie brame…..

   Qualità di ciò che appare o è ritenuto bello ai sensi e all’anima. La connessione tra l’idea di bello e quella di bene, suggerita dalla radice etimologica (il latino bellus “bello” è diminutivo di una forma antica di bonus “buono”), rinvia alla concezione della bellezza come ordine, armonia e proporzione delle parti, che trovò piena espressione nella filosofia greca. In seguito, la nozione di bellezza è diventata categoria autonoma, caratterizzata dalla capacità del bello di essere percepito dai sensi. Dalla dottrina del bello come ‘perfezione sensibile’ nasce e si afferma, nel 18° secolo l’estetica come disciplina autonoma riguardante il bello.

Questa è la definizione di bellezza secondo l’Enciclopedia Italiana Treccani. Nel suo stesso significato sono racchiusi due concetti, apparentemente contrapposti: da un lato la possibilità di identificare dei canoni quanto più possibile universali di bellezza, dall’altro l’interpretazione soggettiva di ciò che ciascuno ritiene sia bello. A tal proposito chi di noi non conosce il detto: “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”? Come spesso accade, la cultura popolare esprime in parole semplici e facilmente comprensibili quello che gli studiosi teorizzano da secoli se non millenni. Molto spesso, se non sempre, il raggiungimento della bellezza è stata la massima aspirazione degli artisti, (pittori, scultori, architetti, poeti, fotografi, musicisti, designer) ma è pur vero che nel corso dei secoli i canoni di bellezza si sono andati via via modificando e che ciascun artista non solo ha una propria concezione del bello ma ne dà una propria interpretazione personale. Bellezza come armonia, bellezza come innovazione, bellezza come provocazione, bellezza come espressione dei sentimenti, bellezza come descrizione della realtà. Bellezza, insomma, nelle sue più svariate accezioni.

Se la produzione artistica è sempre stata “condizionata” dal concetto di bellezza, quanto lo è l’immagine umana e quanto sono cambiati i suoi canoni? Molto, direi, rispondendo ad entrambe le domande. A parità di capacità(e neanche sempre!), quante volte ci capita di osservare che una persona di aspetto fisico gradevole, sia facilitata nella sua vita quotidiana rispetto ad una “bruttina”? Non è forse l’aspetto fisico che, di solito, ci attira, almeno all’inizio, verso un possibile partner? Chi non si ferma a guardare un uomo o una donna bellissimi che ci passano accanto? “L’occhio vuole la sua parte”? Assolutamente sì, siamo sinceri! Tutto il resto, che è essenziale, viene certamente in seconda istanza. È pur vero che oggi il raggiungimento della bellezza sembra diventato un’ossessione, tanto per le donne, quanto, ahimè, per gli uomini. Assistiamo al trionfo della cosmesi, dei messaggi, della chirurgia estetica. Sembra quasi che non ci sia spazio in questo mondo per chi non appare sempre in splendida forma. Viso perfetto, abbronzatura tutto l’anno, mani e piedi curatissimi, addominali scolpiti, culetti brasiliani, gambe e braccia sempre toniche e soprattutto tette prosperose per tutte. E i peli? Potremmo aprire un vasto capitolo, considerando che sono del tutto banditi sia dalle donne che dagli uomini(e qui un po’ di ripugnanza viene spontanea al ricordo di un uomo che asportava peli superflui sulle gambe con tanto di rasoio nientepopodimeno che al mare!). Sì, uomini super glabri con sopracciglia perfettamente “disegnate” da fare invidia a Ken! Ma veniamo alle donne. Dicevamo di evoluzione(o regressione?) dei canoni di bellezza. Nel secolo scorso una bella donna era considerata quella dalle curve generose, fianchi larghi, seni prosperosi ma 100% naturali, non troppo alta e dalla capigliatura fluente. Oggi il canone di bellezza, almeno quello che ci “impongono” i media, è rispecchiato da una donna generalmente iper magra e alta, con ritocchini qui e lì e curve ridisegnate. Vi propongo due donne, estremamente diverse, ma a mio parere bellissime entrambe.

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Bettie Page

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Kate Moss

Ma cosa accade quando la ricerca della bellezza, intesa soprattutto come mantenimento della giovinezza, diviene esasperata? Sappiamo essere tanti i casi di donne che, soprattutto quando rivoltesi a chirurghi poco affidabili, si sono sottoposte a molteplici interventi estetici compromettendo gravemente non solo il proprio aspetto fisico ma anche la propria salute. Hanno fatto scalpore gli orientali che si sono sottoposti negli ultimi anni a dolorosissimi interventi(per mezzo dell’induzione di fratture) per l’allungamento delle gambe, c’è chi decide di cambiare il colore della pelle (come non citare Micheal Jackson!), c’è chi ha idealizzato a tal punto Barbie da andare in contro ad oltre 20 interventi (saranno stati un vero affare dal punto di vista economico!) per somigliare quanto più possibile alla sua “eroina”. Si chiama Blondie Bennett, californiana di 38 anni ma non è sicuramente il primo né l’ultimo esempio di una tale scempiaggine (vedi eufemismo!), oltre che di un cattivo gusto da hit parade!

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Blondie Bennett

In questi ultimi giorni ha fatto scalpore il caso di Renne Zellweger che ha deciso di trasformare letteralmente la propria immagine, con un risultato, a mio parere, sconvolgente. Tutto, ma non questo, avremmo potuto immaginare da una donna che, per interpretare il famosissimo ruolo dell’amata Bridget Jones, aveva con grande disinvoltura e sicuramente tanto impegno acquisito e successivamente perso circa 20 Kg. Ebbene, la deliziosa attrice statunitense classe 1969 ha del tutto stravolto i propri lineamenti pur di apparire più giovane rispetto ai suoi ormai suonati 45 anni. Curiosi della trasformazione? Guardate un po’!

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A proposito di prima e dopo, avete mai sentito parlare del progetto Before and After? Si tratta di un progetto che è stato ideato da Esther Honig, giornalista freelance ed esperta in comunicazione, la quale ha “regalato” un’immagine di sé, da sottoporre a modifiche mediante Photoshop, a graphic designers di 25 differenti paesi chiedendo loro: “Rendetemi bellissima!”. Ciascun artista coinvolto nel progetto ha modificato elementi quali: colore degli occhi, capelli, accessori di abbigliamento e perfino colore della pelle. Ne è risultata una carrellata di volti, confrontati rispetto all’originale, che esprimono un’interpretazione soggettiva della bellezza sulla base di differenti istanze culturali e che pongono l’accento sull’utilizzo e l’influenza di Photoshop nella società moderna. Vi propongo il confronto tra due realtà molto ma molto diverse: USA vs. Marocco! A voi la scelta!

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By USA

 

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By Marocco

Vi è mai capitato di guardarvi allo specchio o in qualche fotografia e quasi non riconoscervi? Quanto l’immagine che abbiamo di noi stessi corrisponde alla nostra immagine reale? Gli occhi vedono ma è il cervello ad elaborare l’immagine percepita! Possiamo aspettarci quindi che una serie di fattori, anche emotivi, entrino in gioco nel definire l’immagine che abbiamo di noi stessi. E non è detto che il risultato sia negativo, anzi a volte è una vera e propria iniezione di autostima!

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Original Ideal è un altro progetto dedicato alla bellezza e targato Scott Chasserot, fotografo, che ha provato a catturare l’immagine ideale che ciascun individuo ha di sé. Chasserot è partito dal fotografare una serie di soggetti nelle pose il più semplici e spontanee possibili, quindi ha modificato digitalmente ciascuna immagine ottenendo numerose differenti versioni di ciascuno scatto. Ciascun soggetto fotografato è stato quindi dotato di un dispositivo EMOTIV (EEG scanner) mediante il quale sono state registrate le reazioni emotive associate alla proiezione di tutte le varianti del proprio volto. Ebbene, quella alla quale è associata la reazione più positiva, corrisponderebbe alla propria immagine ideale. Il progetto quindi sottolinea l’importanza della percezione personale nel definire il concetto di bellezza in contrapposizione rispetto a quelle che sono le influenze socio-culturali messe invece in luce dal progetto della Honig. A seguire l’immagine originaria vs. quella ideale di sé di due partecipanti al progetto.

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Questo il link del sito ufficiale di Original Ideal se vi va di saperne di più!

http://originalideal.com/

E quale può essere la reazione delle donne a canoni di bellezza troppo rigidi e poco realistici imposti dai più famosi brand di moda? Hanno fatto sicuramente parlare di sé tre ragazze inglesi che hanno lanciato via web una petizione contro la campagna “The Perfect Body” di Victoria’s Secret (per promuovere il nuovo reggiseno “Body”), il marchio di lingerie più famoso al mondo. Frances Black, Gabriella Kountourides e Laura Ferris, tramite il sito Change, invitano le donne di tutto il mondo ad unirsi a loro nella richiesta al marchio americano di modificare il linguaggio utilizzato per la promozione del nuovo articolo di lingerie in quanto ritenuto non “educativo” e discriminatorio per il pubblico femminile, continuamente bombardato da messaggi fuorvianti in materia di bellezza da parte dei media, che spesso rischiano di compromettere la salute delle giovanissime e forniscono un’immagine stereotipata della donna. Se vi va di sostenere, come ho fatto io, le tre studentesse di Leeds, potete seguire il link sottostante e firmare anche voi la petizione.

http://www.change.org/p/victoriassecret-apologise-for-your-damaging-perfect-body-campaign-iamperfect

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Mai e poi mai sottovalutare l’intelligenza e lo spirito critico femminile, lo dico sempre! Possiamo essere molto ma molto pericolose. Del resto siamo noi a spendere i nostri soldi per l’acquisto dei loro prodotti. Noi rappresentiamo la loro ricchezza. Come minimo, oltre ad articoli di buona qualità, ci meritiamo rispetto! Girl power!!!!!

 

 

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