Mostra del Cinema: Al Pacino mattatore della kermesse, premiati J. Franco e F. McDormand

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Dal 27 agosto al 6 settembre è andata in scena La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, organizzata da La Biennale e giunta quest’anno alla 71^ edizione. Star internazionali che hanno sfilato sul Red Carpet per la gioia di cronisti e fotografi, “vecchie glorie” e nuove promesse, tanti film interessanti presentati, sia in gara che fuori concorso, documentari e ambiti premi: questi gli elementi della kermesse. Direttore della mostra Alberto Barbera, madrina la bellissima Luisa Ranieri. Come di consueto erano già noti i nomi dei vincitori dei due premi: James Franco (Premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker 2014), che si presenta al Lido, rasato e tatuato, e Frances McDormand (Persol Tribute to Visionary Talent Award 2014).

Due i principali filoni su cui viaggiano le pellicole. Il primo: le vicende storiche di un’umanità malvagia, raccontate negli stranieri The Cut e The Look of Silence, sul massacro, rispettivamente, di Armeni ed Indonesiani e Good Kill sulla guerra contro i talebani, con Ethan Hawke, protagonista anche di Cymbeline (tratto da Shakespeare) e nelle pellicole italiane Anime Nere di Munzi, Belluscone, una storia siciliana di Maresco e La Trattativa di Sabina Guzzanti.

Secondo tema,  l’introspezione nei meandri del tormentato animo umano, dove l’amore, in tutte le sue sfaccettature, spesso drammatiche e controverse, rimane l’unica ancora di salvezza, come in Burning the Ex, 3 Coeurs, Heaven Knows What e Flapping in the Middle of Nowhere.                                                                                                

Risalta, sia nel cinema internazionale che in quello nostrano, la tendenza alla trasposizione sul grande schermo di testi letterari, quasi ad indicare la crisi della sceneggiatura, incapace, presumibilmente, di “raccontare” i nostri giorni, i conflitti personali e dell’intera umanità.

Ne sono un esempio The Sound and the Fury di Franco, Tsili di Amos Gitai, Hungry Hearts di Costanzo, I Nostri Ragazzi (con Alessandro Gassmann e Giovanna Mezzogiorno) di De Matteo. Protagonisti i grandi scrittori, quindi, da Leopardi in “Il giovane favoloso” di Martone con uno straordinario Elio Germano, a Pasolini (col titolo omonimo) di Abel Ferrara, interpretato da Willem Dafoe (con Riccardo Scamarcio e Valerio Mastandrea) fino a Camilo de Castelo Blanco, autore romantico.

Non è un caso, pertanto, che i protagonisti di più film siano attori in crisi: uno su tutti il personaggio interpretato da Al Pacino, grande mattatore della kermesse, in The Humbling, che racconta la vicenda di un attore di teatro che non riesce più a recitare e che, caduto in depressione, tenta il suicidio. Lo stesso Al Pacino è il protagonista di Maglehorn, in cui interpreta il ruolo drammatico di un fabbricante di chiavi, incapace di “riaprirsi” all’amore dopo una grande delusione.

Tante le star che brillano in due film dal cast straordinario: Micheal Keaton, Edward Norton, Emma Stone e Naomi Watts in Birdman, Owen Wilson e Jennifer Aniston in She’s Funny That Way. Brillano sul red carpet celebrità del calibro di: Uma Thurman, Tim Roth, Isabella Ferrari (protagonista de La Vita Oscena di De Maria), Milla Jovovich, Charlotte Gainsbourg (interprete di 3 Coeurs con Catherine Deneuve e Chiara Mastroianni), Gabriele Salvatores, Viggo Mortensen, Luca Zingaretti e Carlo Verdone che, da giurato del concorso, ironizza sulla sua personale battaglia contro i selfie.

10630616_10204631132807794_8480902978931839252_oVeniamo ai vincitori dei principali premi. Il Leone d’Oro per il miglior film va allo svedese Roy Andersson per A Pigeon Sat on a Banch Reflecting on Existence, Il Leone d’Argento per la miglior regia al russo Andrei Konchalovski per The Postman’s White Nights, mentre Alba Rohrwacher e Adam Driver(assente alla premiazione), interpreti del film di Costanzo, si aggiudicano la Coppa Volpi femminile e maschile. Infine Oppenheimer riceve il Gran Premio della Giuria e la coppia Banietemad-Mostafavi si aggiudica il Premio per la migliore sceneggiatura per Tales. Anche quest’anno la Mostra non delude le aspettative quindi e si conferma tra i più importanti festival cinematografici del mondo, in cui il classico e le novità convivono in un armonioso ed elegante equilibrio, sempre all’insegna della qualità.

Maria Marobbio

 

 

 

 

 

 

 

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