Medicina: sì o no?

La conquista più importante ottenuta è l’aver capito che la “medicina ufficiale” è falsa ed è solo strumento di potere delle Multinazionali della Salute.

Queste le parole del Dott. Giuseppe De Pace dell’Ospedale Monaldi di Napoli. Per inciso, si tratta della mia città, di un ospedale del mio quartiere, e soprattutto dell’ospedale dove è in cura mio padre, portatore di defibrillatore, per una gravissima aritmia che lo costringe ad una vita sul filo del rasoio.

Come reagire di fronte ad una simile dichiarazione? Provo ad immaginare innanzitutto come possa reagire una qualunque persona che non faccia parte del settore medico. Ipotizzo che la platea sia divisa più o meno a metà. Da una parte i fedelissimi delle cure, cosiddette tradizionali, dall’altra i fautori di una medicina diversa, che nel tempo ha assunto diversi appellativi, vedi “naturale”, “omeopatica”, “alternativa” e via discorrendo. Allora immagino che i primi siano rimasti piuttosto sgomenti dalle parole del Dott. De Pace e che i secondi abbiano trovato nelle sue parole un rinforzo alle loro teorie. Con la differenza che il dottore in questione, avrà sicuramente importanti prove scientifiche a sostegno delle sue idee, rispettabilissime, mentre gli esterni ai lavori, molto spesso si nutrono di parole lette un po’ qui, un po’ lì, senza controllare le fonti da cui sono tratte. Sto scrivendo sul mio blog. Potrei scrivere qualsiasi cosa. Chi mi legge può non conoscermi e non sapere se io sia o meno una persona che parla con una certa cognizione di causa. Ognuno, nei propri spazi, può dire, senza offendere alcuno, qualsiasi cosa voglia. Con i conseguenti pro e contro. Bene, ci sono molte persone che, vuoi per inesperienza, vuoi per pigrizia, tendono a “fidarsi” di quello che leggono, per cui, se, per esempio, io scrivessi che “l’aspirina è tossica” e la stessa informazione fosse riportata da altri folli, ci sarebbero delle possibilità che la falsa notizia fosse accolta come vera da qualcuno. Tutto questo per dire che, in un clima di grande confusione e cattiva informazione, come quello che stiamo vivendo, è importante considerare il peso che le parole hanno sulla vita delle persone, specialmente quando si parla dell’argomento che più di tutti sta a cuore a ciascuno di noi: la nostra salute e (si spera) quella dei nostri cari. Se un chirurgo ortopedico con circa vent’anni di professione (quindici in ospedale), svolti nella continua ricerca di terapie efficaci, che ha passato parecchio del suo tempo allo studio sulle strategie terapeutiche e dei nuovi farmaci, a volte provandoli su se stesso per saggiarne l’efficacia….(queste le sue precise parole) afferma che la medicina ufficiale è falsa, chiunque, dotato di un minimo di senso critico, credo voglia cercare di capirci qualcosa. Come può fare? A chi si rivolge? Al suo medico di fiducia? A un omeopata? Chi funge da arbitro imparziale? Cerca notizie su internet? Si laurea un attimo in medicina e chirurgia? L’uditore, nonché, potenziale paziente (lo siamo tutti almeno una volta nella vita!) finisce col rimanere col suo grande punto interrogativo nel cervello e nel 90% dei casi finirà col costruirsi una sua personalissima ma totalmente infondata “teoria” che sia a favore o contro la medicina tradizionale. Personalmente credo che, non solo ciascuno sia libero di pensare quel che gli pare, ma soprattutto che, se pensarla in un certo modo, gli permette di stare bene, senza nuocere agli altri, sia davvero l’optimum.

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Ora però è il momento de “il punto V” sul tema medicina. Personalmente leggere le parole di cui sopra mi ha lasciato l’amaro in bocca, in primis perché penso che non sia facile per un medico cambiare così radicalmente opinione su quello per cui ha vissuto e lavorato per una buona fetta della propria vita. In secondo luogo, le sue parole mi colpiscono in quanto vivo a contatto con la medicina da quando ero nel grembo materno, studio medicina e frequento un reparto, venendo a contatto diretto con la salute dei pazienti (piccoli pazienti!). Penso innanzitutto che ognuno abbia le sue competenze, per cui il medico ha le proprie. Che significa dire che le competenze in medicina le hanno solo i medici. Mentre i pazienti hanno ciascuno la propria professione o il proprio mestiere, nei quali nessun medico si permetterà mai di mettere bocca, se non per questioni correlate alla salute. Non voglio dire che i pazienti non debbano avere senso critico, sono una fautrice della necessità che ognuno abbia il proprio puntoV! Voglio dire che, come si sente spesso in giro, “ci crediamo un po’ tutti medici”! In 6 anni di corso di laurea, più 4-5-6 anni di specializzazione si impara qualcosina in più rispetto alla conoscenza media, del tipo che ” se la febbre supera i 38°C, prendi la tachipirina”. Fatta questa premessa necessaria, parto dalla questione dell’arricchimento delle “Multinazionali della Salute”. Che le industrie farmaceutiche siano orientate alla produzione dei farmaci di più comune uso per ottenere maggiori introiti e che nessuno produca farmaci per “malattie di nicchia” è purtroppo risaputo. È l’ottica del profitto e, per quanto moralmente sbagliata nel campo della salute, è l’ottica capitalistica, il sistema su cui, volente o nolente, è improntato il nostro sistema economico. Allo stesso modo è risaputo, ahimè, che vi siano medici collusi con aziende farmaceutiche che indirizzano i pazienti all’assunzione di alcuni farmaci piuttosto che di altri, per un loro tornaconto personale. Deplorevole. Ma si tratta “solo” dell’ennesima categoria professionale corrotta. Certo, si ha a che fare con la salute delle persone, ma non credo che sia meno grave l’esempio della nostra classe politica, che a 360° ha nelle mani le nostre vite. E le sta frantumando. C’è una differenza sostanziale, credo, tra il muovere una giustissima critica nei confronti del “Sistema Salute”, e il definire la medicina tradizionale come una grande favola creata per arricchire qualcuno a spese dei malati. De Pace mette in discussione l’uso dei farmaci in quanto avrebbero, secondo lui, la sola funzione di correggere un sintomo per spostare la malattia verso un altro organo e in particolare si sofferma sul caso di un bambino di 11 anni affetto da un linfoma non Hogkin e poi deceduto, a causa della chemioterapia. Impariamo, sin dal primo anno del corso di laurea, che in medicina si parte sempre dal presupposto, che un farmaco è somministrato al paziente solo quando ritenuto indispensabile alla cura di un sintomo o delle cause di una malattia. Quando si decide di somministrarlo si fa una valutazione rischio/beneficio, tenendo conto che ogni farmaco per definizione ha degli effetti nocivi. Si tratta di stabilire, caso per caso, se il beneficio che apporta alla salute è maggiore del rischio connesso alla sua somministrazione. Questa è la ragione per cui spetta ad un medico la decisione di prescrivere un farmaco, questa la ragione per cui i medici combattono il fenomeno dell’automedicazione. Nessun medico adeguatamente preparato ci terrà a darvi dei farmaci di cui non avete bisogno. Il discorso è sicuramente più delicato e complesso rispetto alla chemioterapia e a tutte le altre terapie per la cura dei tumori. Si tratta di farmaci altamente tossici, sia per le cellule cancerogene (che si cerca in questo modo di distruggere) che per le cellule sane. A maggior ragione per questi farmaci è fatta la stessa valutazione rischio/beneficio, tenendo conto che gli effetti collaterali sono molto più seri e potenzialmente letali ma che sull’altro piatto della bilancia c’è una variabile possibilità di sopravvivenza. La cura non viene imposta al paziente. Egli decide in totale libertà se affrontare o meno il suo calvario. La medicina purtroppo non è una scienza esatta perché opera sugli esseri umani che, per definizione, sono diversi tra loro. Qualsiasi condizione della vita, così come qualsiasi malattia e allo stesso modo qualsiasi cura, hanno effetti differenti su differenti persone.

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De Pace afferma ancora:

Il concetto, quindi, di salute non è, la non-malattia come ritiene la medicina ufficiale, ma è un perfetto equilibrio tra mente e corpo (mens sana in corpore sano). Mentre il Corpo lo curiamo con una sana alimentazione, disintossicandolo e dandogli i supporti necessari per reagire alle aggressioni esterne (radiazioni, inquinamenti, ecc), la Mente la preserviamo stando in pace con noi stessi e con gli altri, amando Tutto e Tutti, senza fare differenze e mettendosi veramente al posto dell’altro. Solo dal perfetto equilibrio tra Mente e Corpo scaturisce la Salute.

 

Non ho mai sentito affermare da un professore universitario, o da un qualsiasi medico di mia conoscenza, che la salute sia la non-malattia, ma sempre che sia una condizione di equilibrio. E, sebbene negli anni, l’avanzare delle conoscenze abbia reso la medicina ultraspecialistica, oggi si è sempre più orientati a considerare l’essere umano come un tutt’uno, come agli albori della medicina stessa. Si recupera dal passato per migliorare il presente, a mio avviso, non per distruggerlo. Riguardo l’alimentazione poi, la medicina dà precise “istruzioni” e viene spesso anche accusata di terrorismo psicologico. Una corretta alimentazione, l’attività fisica, il controllo del peso corporeo, la riduzione dello stress, la riduzione dell’esposizione a sostanze inquinanti, l’astensione dal fumo di sigaretta, la riduzione dell’introito di alcool, una moderata esposizione alle radiazioni solari, sono i capisaldi per avere una salute quanto migliore possibile. Auguri. Vediamo chi ci riesce. E nonostante ci siano molte persone che, con pazienza e abnegazione, conducono uno stile di vita sano, non è detto che essi stessi non si ammalino. Quanto alla mente, lasciatemelo dire in tutta onestà, il discorso è davvero molto più complesso: fede, psicanalisi, meditazione o tutte e tre, a voi la scelta, per mantenervi in equilibrio! Certo è che le connessioni tra mente e corpo (facendo parte dello stesso individuo) esistono e sono variabili da soggetto a soggetto; in parte sono conosciute (vedi intestino come secondo cervello) e in parte ancora oggetto di studio. Se la vostra psiche è “malata” di sicuro produrrete una valanga di sintomi a testimonianza del vostro malessere, cui non riuscite ad accedere per altra via! L’ultima parte delle dichiarazioni del Dott. De Pace, se possibile, mi spaventa ancora di più.  Si mettono in discussione la genetica e la predisposizione familiare ad ammalare di alcune malattie, si afferma che il diabete sia una malattia dei soli paesi industrializzati (oggi è noto da dati epidemiologici che il diabete è una vera e propria epidemia, che riguarda anche i paesi in via di sviluppo!), si fa un po’ di confusione sul funzionamento della tiroide e sulla necessità di assumere gli ormoni tiroidei. Bah! Con tutto il rispetto possibile, siamo al livello dei Testimoni di Geova che vietano le trasfusioni di sangue o dei naturopati che hanno trovato la soluzione per curare l’iperattività dei bambini: eliminare gli zuccheri raffinati dalla dieta! Scusatemi, ma sono cose da terzo mondo.

In conclusione, parlare di medicina è complesso. La medicina è un mondo, altrettanto vario quanto la varietà dell’essere umano. Dietro questo mondo, spesso criticato e oggi definito anche falso, ci sono lo studio, i sacrifici, il lavoro, la passione, la vita di tutti quelli che si adoperano per la salute delle persone, dai ricercatori agli infermieri. È fatta da uomini e pertanto non è infallibile, che lo vogliamo o no. Le malattie esistono, in parte si possono curare e in parte no. Del resto, se non ci fossero, non moriremmo!

Vi lascio così…..col ricordo di un medico che ha fatto storia, di un grande attore e di punti di vista…..

 

 

 

 

 

 

 

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