Quel ricordo sublime….

Dormire abbracciati a cucchiaio lo chiamano….
A noi piaceva chiamarlo “lo zainetto”…..
Qualche volta in cui la nostalgia mi prende così forte, senza neanche avere il tempo di scacciare via quel ricordo sublime, mi sembra di sentirlo ancora. Mi sembra di girarmi verso il muro e sentire il suo corpo avvolgermi dolcemente. Non immagino come si possa dormire senza abbracciarsi. Non può esserci distanza. Non c’era confine tra me e lui, tra il suo spazio ed il mio spazio, tra il suo corpo e il mio corpo. Ci riscoprivamo incastrati senza sapere dove iniziassero le sue gambe o finissero le mie braccia. Era perfetto, un incastro perfetto in cui chiudere gli occhi al mondo e sentire la presenza solo l’uno dell’altro. Ci cercavamo durante la notte, nel subbuglio di cuscini, lenzuola e piumone, gli accarezzavo la testa, mi diceva….Non ho mai dormito tanto meravigliosamente in tutta la vita. Proprio io, che ho spesso trascorso notti insonni e ho provato tanto desiderio di addormentarmi nella mia camera da letto, nel mio rifugio dal mondo….Disarmata, la prima volta mi lasciò disarmata provare una sensazione di tale serenità, di pace totale. Dormire insieme in questo modo è il più alto momento di intimità, è l’occasione più vera e più bella per sentire quanto si desidera avere accanto un uomo e quanto si voglia svegliarsi il giorno dopo accanto a lui.
“Serena notte, unica stella mia……”
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2 pensieri su “Quel ricordo sublime….

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