Addio. Istruzioni per l’uso.

Dirsi e dire addio non è cosa di tutti i giorni ma a quanto pare non è neanche cosa da tutti. Ci vuole davvero una bella dose di convinzione e di coraggio. E ognuno ha i suoi sacrosanti motivi per farlo, per quanto agli occhi di chi l’addio lo subisce spesso siano discutibili. Tutti siamo d’accordo sul fatto che faccia male. Anzi, fa un male cane. Sì, perché l’addio è perdita e la perdita è un lutto e il lutto richiede tempo ed energie per essere elaborato. Cosa accade quando una persona che amiamo ci lascia improvvisamente senza avere neanche il tempo di salutarla, di abbracciarla, di respirarne per l’ultima volta l’odore? Fa male un milione di volte in più. Perché sentiamo che lo strappo è insopportabile, inspiegabile, disumano. Bene, quanto egoismo, vigliaccheria, addirittura cattiveria, si possono celare dietro chi, con la giustificazione del “lo faccio per te, perché ti sarà più facile accettarlo” (anche detto “mi ti tolgo più velocemente dai coglioni”), esplica la pratica dell’addio senza neanche concedere il lusso alla VITTIMA di, chessò, replicare, strapparsi i capelli dal cuoio capelluto, piangere, dare di matto, spaccare una palla di vetro in testa? Se permetti, so io cosa mi fa stare meglio e cosa peggio, so io quanto sarà profonda la ferita da risanare e quanto sarà assordante il silenzio che sentirò ogni qual volta nella mia mente spunterà quella vocina da psicopatica che mi chiede “ma perché?”. Ecco, uomini e donne, che avete la presunzione di sapere qual è la cosa più giusta da fare quando volete dire addio a qualcuno, non vi disturbate a scegliere anche per chi non ve lo chiede e abbiate il coraggio di guardare in faccia, di guardare quelle lacrime e quel dolore che state causando in quel preciso momento. E’ una questione di responsabilità. Quando si fa una scelta se ne accettano le conseguenze e in questo caso la conseguenza è soltanto una banalissima sensazione, quella di sentirsi una MERDA. Facebook, sms e WhatsApp sono, se usati a questo scopo, uno scudo dietro cui proteggere la propria pellaccia e strumenti malefici per disumanizzare i sentimenti e le persone. Se anche l’amore finisce, il bene, quello vero, e il rispetto, dove li mettiamo? Nel cestino sul desktop? Buon esame di coscienza!
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